lunedì, 17 Giugno, 2019

Fabio Natta
Gli amministratori socialisti per il nuovo corso del Psi

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Nei giorni che vedono avvicinarsi per i socialisti il congresso nazionale, è bene sia data voce anche agli amministratori del nostro partito. Ritengo, come sindaco e presidente di provincia e nel mio ruolo politico di coordinatore della consulta degli amministratori socialisti, di poter esprimere qualche breve considerazione in attesa di un più ampio e completo dibattito congressuale.

Se oggi il Partito Socialista esiste ancora lo si deve indubbiamente ai compagni che con impegno e sacrificio hanno tenuto aperte le sezioni facendo si che la nostra bandiera ultracentenaria sventoli ancora. Ma è fuor di dubbio che senza una massiccia e costante presenza di tanti di noi all’interno delle amministrazioni di tutto il Paese quella bandiera non avrebbe più alcuna visibilità.

In questi anni il nostro ruolo è stato e resta molto difficile: legati per passione e orgoglio ad un piccolo partito che nonostante l’impegno dei vertici e dei nostri parlamentari non può garantire “copertura” politica alla nostra azione amministrativa ogni sforzo è per noi doppio, ogni fatica più grave.

Accomodarci nel corso del tempo in sedi politiche più comode e gratificanti sarebbe stato facile, ma la coerenza e la fede ideale ce lo hanno impedito. Non solo, i valori intrinseci di questa fede, ci hanno consentito di mantenerla viva e diffonderla all’interno delle nuove generazioni che nel tempo si sono affacciate sulla scena spesso senza una precisa identità politica. L’antica scuola socialista è per noi quel valore aggiunto che ci consente di governare o di fare opposizione permeati dal sentire riformista e da quel pragmatismo amministrativo che da sempre è uno dei connotati del socialismo italiano. La capacità di essere figli dei tempi e di saperli interpretare ci hanno aiutato a svolgere i nostri compiti, adempiendo ai doveri e convincendo tanti nuovi compagni della bontà delle nostre idee, del nostro metodo, del nostro stile.

È inevitabile quindi esprimere un pensiero in vista del congresso.

Prendiamo atto che il compagno Luigi Iorio riconosce, seppur laconicamente, che gli amministratori socialisti “restano un patrimonio del nostro partito” ma sicuramente il nostro ruolo e la nostra azione meritano qualche riconoscimento più efficace e puntuale, cosa che in effetti avviene nella missiva a noi tutti indirizzata dal compagno Enzo Maraio.

Nell’invitare tutti i colleghi amministratori e tutti i compagni a leggerla con attenzione, mi preme evidenziare come in questa lettera si centri il punto già nell’incipit: “se il nostro partito nel tempo è sopravvissuto agli incidenti della storia lo deve principalmente alla grande rete di amministratori comunali socialisti. Voi!”

L’analisi di Maraio nasce dalla sua esperienza in seno a amministrazioni diverse, e di diversi livelli ed è figlia di una storia umana, professionale e politica a trecentosessanta gradi, presupposto indispensabile per un’analisi e una proposta politica attuale, concreta e sopratutto di prospettiva.

Sarebbe agiografico evidenziare altri punti di una lettera e di un progetto politico che vanno al di là delle clausole di stile ma hanno contenuti di merito che credo tutti noi possiamo apprezzare e condividere se si traguarda il domani.

Aggiungo solo che il futuro del Paese non può più prescindere da una politica che invece di “saccheggiare” i comuni, comodo per tutti visto che hanno poco ma sono in tanti, parafrasando Petrolini, gli riconosca pienamente il ruolo storico peculiarità tipica ed unica per la nostra Nazione.

E poiché è proprio dai comuni, dalle amministrazioni piccole, medie, e poi grandi, che è partita più di un secolo orsono un’altra grande storia, la nostra, da lì oggi credo sia opportuno, oltre che giusto, rilanciare l’idea e la prospettiva socialista.

Con la certezza, sempre per dirla con Enzo Maraio, che “un nuovo corso socialista non può prescindere da chi opera sul campo”.

Fabio Natta
Coordinatore della Consulta degli Amministratori Socialisti

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