sabato, 21 Settembre, 2019

Far vincere i nostri valori. Seconda giornata Congresso Psi

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Proseguono i lavori del congresso straordinario del PSI, iniziato ieri con le relazioni dei due candidati a Segretario, Luigi Iorio e Enzo Maraio e la relazione del segretario uscente Riccardo Nencini. Il congresso si tiene all’Hotel Roma Aurelia Antica, in Via degli Aldobrandeschi 223. Tra gli ospiti previsti in giornata, il segretario del PD, Nicola Zingaretti, il cui intervento è previsto per le ore 12.45 circa di stamane.

Vincenzo Iacovissi
Questo congresso è la dimostrazione che la nostra è una cominità viva nonostante tutte le difficoltà. Le tre relazioni introduttive, quelle di Enzo Maraio, di Luigi Iorio e di Riccardo Nencini, lo dimostrano. Ma dire una cosa: a vincere in questo Congresso è la Fgs e che accomuna tutti noi.
Nelle relazioni vi la dimostrazione che qui vi è una voglia forte di costruire una prospettiva. Di guardare avanti. È un errore pensare solo alla sopravvivenza della nostra comunità. L’obiettivo è quello di avere il coraggio di fare mozione di rilancio.

Oggi più di ieri l’ascensore sociale è bloccato. Vi sono elementi di sofferenza e di disagio che si sommano alla crisi economica e producono ulteriore malessere sociale sfociando nel rancore. Noi invece abbiamo la cultura di governo e sappiamo cosa è la tolleranza. Sentimenti che si contrappongono a quelli divisivi su cui poggia la maggioranza di governo.

I socialisti possono e devono tornare a recitare un ruolo guardando non solo alle scadenze elettorali delle europee, ma anche mettendo in campo un progetti per renderci capaci di guardare oltre. Questa è l’unica casa per i socialisti di ieri e di oggi. Fare riflessione interna sulle regole. Per esempio l’elezione del segretario fatta da tutti gli iscritti. Oggi abbiamo una occasione unica: mettere a disposizione i nostro patrimonio di idee.

Pia Locatelli

Le elezioni europee hanno la stessa valenza del voto dell’aprile del 1948. Come in quella occasione decideremo da che parte stare: nell’Occidente aperto, libero e democratica o nel “gruppo di Visegrad” con posizioni reazionarie, una società chiusa e un forte spirito anti immigrazione.
Occorre creare uno schieramento ampio. Sarà una battaglia difficile perché circolano tante fake news. Ad esempio si dice che i dipendenti dell’Ue sono troppi, ma questo non è vero. Registriamo una ampia ignoranza rispetto a come viene percepita l’Europa. La mobilità europea, l’erasmus per gli studenti, il risparmio energetiche, sono tutti esempi delle cose fatte dalla Unione Europea che hanno migliorato la nostra vita. Perdere la Ue sarebbe un disastro. (Continua…)

Nicola Zingaretti

Questa è l’occasione per interloquire e per parlare del futuro del Paese e dell’Europa. Siamo in una fase drammatica che deve farci riflettere. Uno dei motivi che mi ha portato a candidarmi non è solo quello di combattere i sovranisti e i sovranismi, ma quello di spingere tutti noi a porci una domanda che fa che può far male. Non credo che i problemi siano solo le idee eversive di Salvini e dei 5 Stelle. La domanda è perché gli italiani hanno scelto loro. Perché donne e uomini e soprattutto le classi meno agiate abbiamo dato appoggio a loro. La domanda è perché questi valori pericolosi sono diventati di attualità e di interesse. Non hanno vinto le destre liberali. Oggi non combattiamo dentro schema di democrazie liberal. Lo scontro è nel merito della esistenza stessa delle democrazie liberali. Il problema è la fine del concetto di democrazia liberale con l’introduzione di uno schema in cui chi vince prende tutto.

Il tema quindi è perché queste forze hanno relegato le forze democratiche a ruolo marginale. Tra i tanti problemi che abbiamo avuto, è che i difensori dei riformismi europei non hanno capito fino in fondo la sofferenza umana di milioni di persone di fronte alle diseguaglianze. La globalizzazione ha portato a un aumento delle diseguaglianze sociali. Il vero punto è questo. Si è creata una frattura. E in questa frattura si inserisce l’antipolita. Questa non risolve i problemi, ma li brandisce, li utilizza. Riconosce i problemi e li sfrutta a suo vantaggio. Dobbiamo porci la domanda cruda per capire l’urgenza di una risposta: il punto è se le democrazie possano vivere a lungo con tassi di disoccupazione come questo. E a Salvini dico: non date le armi ai cittadini, dategli il lavoro.

Ma la vera questione e la ricostruzione di un riformismo che affronti il tema di prospettiva e per questo serve l’Europa. I partiti al governo hanno raccolto consenso, ma in 9 mesi il nostro paese ha conosciuto un enorme arretramento economico come mai successo dal dopoguerra. Il tasso di crescita è quasi zero.

La Lega è diventata un movimento nazionale, ma non un progetto del paese. La Tav per esempio è scomparsa dal dibattito così come infrastrutture in genere. La Lega si Salvini è una forza nazionale che si fonda solo su odio e rabbia. L’odio e la rabbia però non creano ne lavoro ne sviluppo.

Serve allora una politica che metta in campo un’altra ipotesi di sviluppo. Il compito delle forze democratiche è capire che serve una politica per combattere questa visione e in grado di mettere in campo delle proposte per par capire la differenza tra chi vuole picconare l’Europa e chi la vuole salvare.

L’Europa è forte quando è stata l’Europa della pace. La missione europea è di difendere le persone dalla violenza dell’economia globale. È l’Europa della crescita del modello sociale del welfare. Ma serve l’Europa democratica. Per questo tra le proposte di riforma serve l’elezione diretta del presidente degli Stati Uniti d’Europa. Per far questo uno sforzo unitario per scoprire la ricostruzione di una cultura unitaria. Coma abbiamo già iniziato a fare nei comuni. È necessaria una nuova unità delle forze. Il senso della lista unitaria è quello di non perdere un voto. Nei comuni e nella battaglia europea. Allora la storia cambierà. Non siamo qui per testimoniare i nostri valori, ma soprattutto per far tornare a vincere i nostri valori. La lista è un progetto aperto e si rivolge a cittadini, forze popolari, civiche, socialista e progressiste.

Benedetto Della Vedova

“Liberi in Europa”, il titolo del vostro congresso è per me un invito doppio.
Quello del congresso della famiglia di Verona è un programma politico, un pezzo della ideologia che si è affermato in alcuni paesi, pensiamo alla Polonia e all’Ungheria. Con un Salvini sempre più cerchiobottista.
Loro vogliono imporre un modello contro gli altri. Questo è uno dei grandi temi, il tema centrale della difesa dello Stato di diritto e dei diritti umani che hanno un riconoscimento universale.
Alle prossime europee ci si confronterà sul tema dell’Europa, pro o contro la visione di una Ue basata sullo stato di diritto o la democrazia illiberale di Orban, punto di riferimento dei nostri avversari comuni.
Un altro tema che ci unisce è l’ecologia basata su visioni pragmatiche e non ideologiche, occorre una riconversione ecologica nei processi industriali, la sostenibilità ambientale che è anche un dato di competitività
Come muoversi allora? Piu Europa ha scelto di essere autonoma, senza settarismi ma con la voglia di valorizzare le distinzioni. Avremmo potuto scegliere di entrare sotto un ombrello protettivo in un contesto più sicuro.
Abbiamo degli elementi distintivi e non ostili verso il Pd. L’avversario è comune e l’obiettivo è quello di costruire in Italia e in Europa una alternativa alla prospettiva antieuropea e regressiva dei nazionalisti.
La nostra impresa politica è costruire una piattaforma distinta da quella della tradizione del Pd. È diversa la collocazione internazionale che per noi è l’Alde.
Dopo le elezioni europee, auspichiamo un’alleanza più ampia con Macron e altri.
Più Europa è una piattaforma aperta, incardinata nell’Alde. Stiamo dando spazio anche ad altri soggetti politici come Italia in Comune di Pizzarotti.
I risultati arriveranno, esiste un pezzo di Italia che ci guarda e ci ascolta.
Mi auguro che nelle prossime ore si apra un confronto che guardi alle europee e ancora più avanti. È il momento di marciare divisi per colpire meglio uniti.

Mauro Del Bue
Zingaretti e Della Vedova sono venuti al nostro congresso rivolgendomi una proposta di unità, esplicita quella del primo, più ermetica quella del secondo. Questo testimonia il successo della nostra assise e che il Psi non é un Partito isolato.
La commedia italiana assume i contorni della farsa. Mentre tutto il mondo si mobilita per costruire un pianeta pulito, prendendo a sua icona una ragazzina svedese, il governo italiano si preoccupa più che del buco dell’Ozono di quellodel Frejus. L’esimio professor Ponti si preoccupa dell’uno o dell’altro a seconda di chi paga le sue consulenze. Il ministro Toninelli invece s’invaghisce di quello che non c’è. Salvini evoca uccelli rapaci antigovernativi la cui presenza è visibile solo da chi ha nome Matteo. I socialisti, che considerano una ferrovia più ecologica di un’autostrada e il risparmio delle accise un sollievo per i nostri polmoni, sono dalla parte di chi si batte per la più rigorosa applicazione dei vincoli sanciti dalla conferenza di Parigi e di tutte le opere pubbliche concordate e utili all’ambiente e al lavoro. Mai come oggi devono sentirsi oltre che riformisti e liberali anche progressisti ed eco socialisti. (Continua…)

Bobo Craxi

Non partecipo da diverso tempo e le ragioni sono note, ma le sfide che incombono rimuovono qualsiasi diverbio. Vi prego di considerare tutto quanto avvenuto ‘acqua passata’. E’ importante che esista il partito socialista in Italia, ci stiamo avviando verso il 30 esimo anniversario dalla scomparsa di questo Partito della “Prima Repubblica”.

Il Bilancio che dobbiamo fare è di riconoscere a ciascuno le proprie responsabilità, il compito non è solo rilanciare il socialismo ma raddrizzare il ferro della democrazia in Italia.

Siamo di fronte a una politica che diventa apartitica e di libero accesso e autoritarismo, che avvicina purtroppo e sempre più proprio i giovanissimi

Siamo dentro un’Europa dove vige il rifiuto della politica tradizionale e delle istituzioni e il disprezzo del diverso. L’abbandono dell’Europa fa specie. La spagna di Sanchez ci insegna che le crisi si influenzano in Europa

Sulla Politica estera questa accoglienza così calorosa alla Cina e voler rompere le nostre tradizionali alleanze è opportuno che il Governo gialloverde debba informarci. Infine lo spirito internazionalista del Nord Europa ha abbandonato le sinistre europee portando all’avanzamento delle destre a cui non abbiamo saputo respirato

In casa nostra, sulla sinistra “La mucca in corridoio” non solo era arrivata, ma era già al pascolo

Il timore è che una parte del nostro elettorato si lasci affascinare da questa politica, quella cattolica che il martedì respinge un barcone di africani, il venerdì si arma e il sabato chiede la soppressione della 194

Siamo una minoranza, ma una minoranza efficace. Nessun aggettivo dei tanti, nessuna è esaustiva come la parola socialista. Non innamoriamoci del fatto che se il socialismo vince nell’altra parte del mondo significa che vive anche da noi. Renzi non  ha mai riconosciuto i nostri valori, però difficilmente presentandoci da soli, con logica politica sappiamo che non superiamo il 4%.

Sono molto contento di essere qui, mi spiace di non aver incrociato lo sguardo di Emanuele, che conoscevo da trent’anni e noi siamo una famiglia quando si litiga poi si fa pace.

Io qui sono in Famiglia e parlando di destini che si incrociano, qui proprio sull’Aurelia.

Sull’Aurelia si incrociano vita, morti e si spera anche miracoli dei socialisti.
(Continua)

Maurizio Turco È doveroso mettere in luce che Riccardo Nencini è stato costretto dalla legge elettorale a fare degli accordi. Una legge fatta dal Partito democratico. In questo dibattito manca l’analisi del perché ci troviamo in questa situazione, tutto quello che è accaduto in questi anni non è solo il prodotto di quello che sta arrivando. È il prodotto anche di quello che successo prima. Ha fatto bene Pia a sottolinearlo. Ma quando Pia dice che le prossime elezioni sono come quelle del ‘48 non è così perché l’Italia di quegli aveva conosciuto la Resistenza, oggi invece non c’è stata nessuna resistenza. La Resistenza inizia oggi.

La degenerazione c’è stata, ora serve una rigenerazione. Il fascismo non è iniziato da un giorno all’altro. Si è iniziato con il protezionismo, quello che ora vuole Salvini. Nel governo c’è una politica sovversiva dell’ornamento democratico. Come le proposte sul referendum propositivo. Una della cose più gravi è l’autonomia differenziata. Oggi è il momento della Resistenza.

A me interessa riprendere il filo delle lotte condotte insieme. Guardiamo le cose che ci uniscono e non le differenze. Come il recupero dell’informazione pubblica. Serve per questo un’iniziativa nei confronti della Rai.

Riccardo è riuscito a resistere in condizioni impossibili. Ha tenuto vivo il partito. La Fgs va ringraziata per quello che fa. Da lì bisogna ripartire. L’unione tra di noi è quella delle lotte politiche da fare. Oggi per noi la barra è una: diritti umani fondamentali. Se c’è uno spazio adesso dobbiamo fare questa lotta.

Alfonso Maria Capriolo

Care compagne e cari compagni,
vorrei innazitutto che il Congresso inviasse un caloroso saluto e un augurio per la sua salute al compagno Franco Grillini, fondatore dell’ARCI Gay, ex parlamentare socialista e candidato del PSI alla carica di Sindaco di Roma.

Credo che questa sia la migliore risposta a coloro che, a Verona, stanno tenendo un Convegno dove alcuni sostengono che l’omosessualità sia una “malattia” da curare.

Venendo al mio intervento, vorrei riportare alla vostra memoria le figure di alcuni socialisti, della scomparsa dei quali cadono quest’anni alcuni anniversari, che pur non essendo i Turati, i Nenni, i Saragat, i Pertini e i Craxi che tutti ricordiamo, hanno influito molto sulla vita degli italiani e sulla crescita della nostra democrazia, legando il loro ricordo all’attualità dei problemi che abbiamo di fronte.

40 anni fa ci ha lasciato, alla bella età di 92 anni, una donna tenace, determinata, anche spigolosa, che ha fatto la partigiana ed è stata la prima donna eletta al Senato della Repubblica. Si chiamava Angelina, ma tutti la conoscevano come Lina, Lina Merlin.

Tutti la ricordano come colei che riuscì a ottenere l’abolizione dell’abominio dei bordelli di Stato, le c.d. “case chiuse”. (Continua…)

Antonio Musmeci Catania
Compagne e compagni, porto a questa assemblea il saluto dei soci del Circolo Carlo Rosselli, Fgs di Roma, e da delegato il saluto della sezione Psi di Trapani.
Il Circolo, recentemente costituitosi, nasce dal desiderio di rinnovare la giovane comunità socialista, romana e nazionale.

Un dovuto ringraziamento ad Enrico Maria Pedrelli, Segretario Nazionale Fgs, gagliardo interprete di questa esigenza di rinnovamento.
Noi, infatti, siamo convinti della necessità del patto generazionale, che non passi dalla rottamazione del vecchio ma dallo scambio trasversale di competenze ed energie.
Non saremo i giovani di oggi senza l’esperienza dei giovani di ieri.
Già nel 1929, su “socialismo liberale”, Carlo Rosselli scriveva: «I giovani non amano le comode auto-assoluzioni col ricorso a un determinismo a posteriori. Essi pretendono un virile esame delle cause della sconfitta, un serio processo di revisione e di autocritica».
Queste parole suonano ancora attuali.  Oggi, noi giovani, non possiamo restare indifferenti quando giovani ragazze, schiave, battono sulla Salaria. Quando nelle strade di Milano, Torino, Napoli e Palermo le prostitute lavorano senza diritti!
Il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale, e in secondo luogo trasformazione materiale; non si decreta dall’alto, ma si costruisce tutti i giorni dal basso nelle coscienze, nella cultura, nei municipi e nelle strade!  Questa è vera cultura socialista!
Noi giovani distanza di decenni non siamo cambiati, abbiamo ancora voglia di fare, di indagare, di cambiare.
Se in giro si sente dire, ma noi non ci crediamo, che vecchi e giovani non si comprendono più. Noi affermiamo che vecchi e giovani socialisti possono amarsi, stimarsi, lavorare assieme; verrà il tempo di fare la storia, la correzione si imporrà, l’allacciamento tra generazioni si compirà. Entrando nel merito sarebbe opportuno riflettere, per non cadere nel tranello di anacronistiche ideologie. Per svincolarsi definitivamente dagli errori del passato.  Guardando all’essenziale riconosciamo che gli incidenti passano, l’antifascismo, ed i problemi generali di orientamento dell’antifascismo restano.
La nostra patria, infatti, non si misura a frontiere e cannoni, ma coincide col nostro mondo morale e con la patria di tutti gli uomini liberi in Europa!
Avanti Compagni!

La registrazione integrale di Radio Radicale della seconda giornata del Congresso

Sono intervenuti: Massimo Carugno (membro della Segreteria nazionale del PSI), Ulisse Signorelli (delegato PSI della federazione di Siracusa), Alfonso Maria Capriolo (delegato PSI), Luigi Giordani (delegato PSI della federazione di Venezia), Luca Fantò (delagato PSI della federazione di Vicenza), Diego Audero (delegato PSI della federazione estera – Polonia), Marco Andreini (delegato PSI della federazione de La Spezia), Giorgio Brero (delegato PSI della federazione de La Spezia), Leonardo Scimmi (delegato PSI della federazione estera), Antonino Crò (delegato PSI della federazione di Milano), Angelo Ruggero (delegato PSI della federazione di Frosinone), Francesco Ranieri (delegato PSI della federazione di Milano), Carlo Felici (delegato PSI), Federico Novelli (delegato PSI della federazione di Terni), Vincenzo Iacovissi (delegato PSI della federazione di Frosinone), Francesco Giorgi (delegato PSI della federazione di Grosseto), Pierluigi Ciamarra (delegato PSI della federazione di Perugia), Silvano Rometti (delegato PSI), Giorgio Del Ciondolo (delegato PSI della federazione di Siena), Jacopo Nannini (rappresentanate della Rete degli Studenti medi), Pia Locatelli (vice presidente dell’Internazionale Socialista Donne), Nicola Zingaretti (segretario del Partito Democratico), Massimo Carugno, Zefferino Cerquaglia (delegato PSI della federazione di Terni), Alessandro Bertinatto (delegato PSI della federazione di Bolzano), Ivano Fioravanti (delegato PSI della federazione di Rieti), Carlo Ubertini (delegato PSI della federazione di Rieti), Graziano Luppichini (consigliere provinciale di Livorno, Partito Socialista Italiano), Antonio Melis (delegato PSI della federazione di Latina), Giacomo Rubeo, Mario Tufi (delegato PSI della federazione di Frosinone), Leo Alati (delegato PSI della federazione di Vercelli), Gabriele Martinelli (delegato PSI), Giuseppe Fattoruso (delegato PSI della federazione di Salerno), Rossano Pastura (delegato PSI della federazione di Terni), Francesco De Lucia (delegato PSI della federazione di Bergamo), Cesare Fioriti (delegato PSI della federazione di Perugia), Gianfranco Salvucci (delegato PSI della federazione di Roma), Benedetto Della Vedova (segretario di +Europa), Mauro Del Bue (direttore dell’Avanti! online), Bobo Craxi (fondatore e dirigente del giornale online Socialist Il socialista clandestino), Raffaele Cantoni (delegato PSI della federazione della Basilicata), Maurizio Turco (coordinatore della Presidenza del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Giulio Santarelli (delegato PSI della federazione di Roma), Giuseppe Carlino (delegato PSI della federazione di Agrigento), Antonio Musmeci (delegato PSI della federazione di Catania), Andrea Prizzera (delegato PSI della federazione di Padova), Francesco Bragagni (delegato PSI della federazione dell’Emilia Romagna), Claudio Alfini (delegato PSI della federazione di Bari), Roberto Bonfantini (delegato PSI della federazione di Napoli), Sebastiano Funari (delegato PSI della federazione di Frosinone).

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