domenica, 20 Ottobre, 2019

FCA-Reault salta l’accordo, nel mirino Parigi e Nissan

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Una brutta nottata per il Lingotto che era ormai pronto per includere i francesi. Dopo più di sei ore di discussioni, il consiglio di amministrazione della casa automobilistica Renault si è chiuso oltre la mezzanotte con un ulteriore rinvio sulla proposta avanzata da Fiat Chrysler di “fusione tra eguali”.
Il 27 maggio scorso, Fca ha presentato una proposta di fusione 50-50 al Gruppo Renault, per la nascita del terzo produttore al mondo di auto di 8,7 milioni di vetture l’anno e un fatturato di circa 170 miliardi di euro (secondo i risultati 2018). La proposta prevede 5 miliardi di euro di sinergie e la creazione di una capogruppo olandese quotata a Milano, Parigi e New York, partecipata dagli attuali azionisti di Fca e Renault in modo paritetico.
“Fca continua a essere fermamente convinta – spiega nella nota Fca – della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E’ tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo”. Fca esprime “sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo presidente, al suo amministratore delegato ed agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di Fca. Fca continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente”.
E dopo l’ennesimo rinvio John Elkann che presiedeva il Cda che si è tenuto a Londra ha deciso di ritirare l’offerta. E subito dopo si sono rincorse voci di un probabile intralcio all’accordo dovuto alla politica dell’Eliseo.
Il ministro dell’economia e delle finanze Bruno Le Maire, proprio ieri era intervenuto sul caso, per l’ennesima volta, ribadendo l’interesse per l’operazione ma chiedendo di non avere fretta di chiudere e sottolineando ancora che ci sono condizioni da rispettare, nell’interesse di Renault e della Francia.Ma in realtà pare una parte di rilievo nella vicenda lo ha avuto Nissan, partner di Renault, che avrebbe ritirato il sostegno alla fusione (contro le aperture della scorsa settimana), di fatto minacciando di far saltare l’alleanza franco-nipponica.
Altro brutto risveglio anche per il titolo del gruppo italo-americano è sceso del 3,71% a Wall Street, e ha aperto in forte calo a Milano a -2,8 per cento salvo riportarsi in sostanziale parità a fine mattinata.

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