mercoledì, 12 Agosto, 2020

Federazione Giovani Socialisti
L’Italia che bullizza sui profughi

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«Abbiamo assistito, per troppe ore, a uno spettacolo esecrando» commenta Roberto Sajeva, segretario dei Giovani Socialisti «da un lato il neoministro degli interni che sbandierava un suo torvo ritratto con hashtag per fomentare urla belluine, dall’altro l’Europa che tergiversava, vile. Nel frattempo centinaia di disperati bloccati in alto mare.

L’Italia svolge da anni un lavoro solitario nel soccorrere, controllare, curare e organizzare la maggior parte degli immigrati che fuggono da un’Africa messa a ferro e fuoco dal neocolonialismo anche europeo.
La cattiva gestione, criminale e clientelare, dei profughi ha causato tensioni e tragedie nel nostro Paese. Il problema non poteva essere più rimandato, neanche dalle sperdute sinistre mal risvegliatesi dopo le scorse elezioni.
Ridicolo però, da parte di Salvini, alzare la voce contro uno Stato poco più popoloso di Catania, che ovviamente non può essere rimproverato di nulla, considerando gli scarsissimi mezzi e spazi di cui dispone. L’Italia dovrebbe farsi interprete di Paesi come Malta, Tunisia, Grecia e via cantando, non bullizzarli. Se questa prepotenza e questi toni erano davvero necessari, sarebbe stato necessario rivolgerli alla Francia per esempio. Prima responsabile di buona parte delle vicende umanitarie d’Africa. Dalle ex colonie alla Libia che vorrebbe ancora dominare, proprio per far danno a noi e senza neanche migliorare le vite degli africani, anzi. C’era un nuovo interlocutore in Spagna, tra l’altro. Che si è infatti rivelato più sensibile di chi lo ha preceduto.
Se questa è la diplomazia del nuovo Governo io non credo che otterremo grandi risultati. Questa prova di forza rischia di tramutarsi in un boomerang per i populisti. Polizia europea di frontiera? Ancor meno sovranità. Collaborazione più seria sullo smistamento degli immigrati? Meno margini di trattativa sui parametri economici.

A margine della vicenda geopolitica, mentre l’Aquarius è ancora in mare, lo sfacelo di un’Italia sempre su di giri, traboccante di invasati che se la prendono con i disgraziati, di razzisti e di bruti ma anche di insopportabili soloni che nulla sanno del mondo, arroccati nel privilegio e nel classismo di una presunta superiorità intellettuale. Non possiamo che cercare conforto nella nostra comunità atlantidea, ancora ricca di uomini e donne dotati di onestà intellettuale e spirito umanitario. Oggi è il caso davvero di ringraziare la compagna Francesca Rosa D’Ambra, una delle mie due vicesegretarie, che svolge un lavoro prezioso nelle operazioni di terra, in Calabria.»

Pubblichiamo anche la dichiarazione del segretario del PSI, Riccardo Nencini:

«Le Convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia prevedono obbligo di solidarietà in mare. Salvini se ne frega e immagina di risolvere il problema con i muscoli. Anche Spagna e Francia chiusero i loro porti. Si nascosero dietro la posizione geografica: i loro porti sono più lontani dei nostri dal luogo in cui i migranti si imbarcano. Resta il fatto che la solidarietà non si misura in chilometri. Stanichev (PSE) ha richiamato duramente il governo italiano. Bene. Meglio se l’avesse fatto anche con spagnoli e francesi».

Federazione Giovani Socialisti Italiani

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    Giancarlo Colella on

    Se il riso e il pianto hanno ancora un senso nella vita di ogni giorno allora credo che questo sia il momento di piangere. Di fronte alla scomparsa di un grande artista, ma anche di un grande uomo, come Lucio Dalla le parole non bastano. Non si può reprimere la commozione per questa grande ed inaspettata perdita. Sono in sintonia con Bobo Craxi per le espressioni che ha usato nei confronti di Lucio Dalla. Voglio aggiungere qualche breve considerazione. Pur avendo cominciato la sua carriera nelle feste del PCI, ho assistito per la prima volta ad un suo concerto in occasione di una Festa dell’Unità a Nociglia (LE), piccolo comune di circa 2.000 abitanti, Dalla non è stato mai un artista organico e lo ha dimostrato sempre di più col passare del tempo. Nessuno perciò può appropriarsi politicamente di questo personaggio. Ma Dalla è stato però il cantore degli ultimi dei diseredati, dei disagiati, delle prostitute, dei carcerati e molti dei suoi capolavori hanno avuto come tema portante proprio la solitudine di queste persone più sfortunate degli altri, i più emarginati della società. La sua grandezza artistica è stata sconfinata. Musicista autodidatta, non conosceva nemmeno le note musicali, è stato proprio per questo immensamente geniale e fantasioso. Dotato di una vocalità stupenda riusciva a dare alle canzoni che interpretava, anche a quelle di altri autori o cantanti, un tocco di bellezza e di levità unico. Lucio non è stato semplicemente un cantautore o un musicista o un uomo di spettacolo. Lucio è stato tutto ed è stato tutto smisuratamente. La sua perdita ha commosso, come me, milioni di persone, come ci hanno commossi brani come Caruso. Il vuoto lasciato resterà incolmabile. Ma la sua presenza sarà garantita nei tempi dalle sue numerosissime e bellissime canzoni. Grazie Lucio.

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    Si può essere soli in mezzo alla gente, oppure si può essere in mezzo alla gente anche nella più completa solitudine! Caro Lucio con la tua proposta artistica, sei decisamente riuscito ad amalgamare i due assunti!

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    Vincenzo Arlia on

    Senza la puzza sotto al naso, se ne andato un uomo semplice
    ma con un grande cuore, amava i poveri e stava anche con loro.
    Un esempio per tutti gli uomini.
    Ciao grande Lucio, resterai sempre con noi.

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