venerdì, 4 Dicembre, 2020

Fertility day: chieste le dimissioni della Lorenzin

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 22-09-2016 Roma Cronaca Protesta all'esterno durante lo svolgimento del Fertility Day Nella foto Un momento della protesta  Photo Roberto Monaldo / LaPresse 22-09-2016 Rome (Italy)News Protest during the Fertility Day In the photo A moment of the protest

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Non si placano le polemiche sul FertilityDay. Il secondo tentativo del Ministro della Salute a favore della natalità è stato più disastroso del primo, tanto che un centinaio di persone si sono riunite per chiedere le dimissioni di Beatrice Lorenzin, alla protesta del Fertility Fake.
Cuscinone, clessidra e “gran faccia tosta”. È il ‘kit’ richiesto per il ‘Fertility Fake’, la ‘contromanifestazione’ che si sta svolgendo in queste ore in 12 piazze italiane da Roma (dove sono state scattate le foto di questa gallery) a Milano, da Trieste a Bari. Una ‘risposta’ al Fertility Day voluto dal ministero della Salute, che si celebra oggi. Diverse le associazioni in campo, fra cui Rete della Conoscenza (network che aderisce all’Unione degli Studenti e a Link-Coordinamento Universitario). L’invito è: “Porta in piazza la tua attesa”. Il governo, si legge sulla pagina Facebook dell’evento, “ci incita a fare figli, e a farli presto. Molti/e di noi vorrebbero pure… e infatti #siamoinattesa. Di asili nido, welfare, reddito”. Sarà, promettono gli organizzatori, “un grande #FertilityFake! A Roma e in tante altre piazze”.

La protesta partita sul web ha visto l’adesione di alcune organizzazioni e associazioni, tra cui Cgil, Arci, Act, Artemisia, Rete della conoscenza, Anddos, Unite in rete, Libere tutte, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, A Sud e Udi, Unione donne in Italia. Manifestazioni di protesta ci sono state anche in altre città italiane. I manifestanti all’ingresso di via Alibert, dove si svolgeva una delle tavole rotonde del Fertility Day hanno chiesto le dimissioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e di essere ricevuti all’interno per poter parlare.

“Nel Fertility Day parliamo di salute, poi c’è l’aspetto politico e nella politica ci sono le strumentalizzazioni, e mi sa che c’è un sacco di gente che aspira a fare il ministro della Salute: va benissimo, ma io intanto mi occupo di cose vere”, ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine dei lavori della tavola rotonda sul Fertility Day a Roma che ha aperto questa mattina. Lorenzin ha quindi ribadito come la sua priorità sia quella di occuparsi di “cose vere: parlo dei livelli essenziali di assistenza e del Fondo sanitario nazionale”. Dunque “che io – ha aggiunto il ministro – debba passare intere giornate a fare speculazioni su una foto della campagna non va bene, posso occuparmene un giorno, ma poi chi è responsabile dell’accaduto va a casa”. Spiegando quindi l’episodio relativo alla foto della campagna sul Fertility, accusata di razzismo, Lorenzin ha affermato che le era stata presentata una foto diversa da quella in oggetto: “Perchè fosse diversa non lo so e i responsabili se ne devono assumere la responsabilità, ma al di là di questo – ha concluso – è importante parlare del problema di salute legato all’infertilità, ed è importante rilanciare l’attenzione sulle malattie sessualmente trasmesse, che sono in aumento”.

Tuttavia anche in Parlamento si inizia a pensare alle dimissioni della Ministra, a partire da Nicola Fratoianni (Sel) e da alcuni esponenti del Pd, come la responsabile ‘infanzia’ del partito, Vanna Iori

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