martedì, 19 Febbraio, 2019

Giovani e politica
un distacco da colmare

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FGS-Emilia RomagnaLa Federazione dei Giovani Socialisti dell’Emilia-Romagna ha stilato, grazie all’aiuto di tutte le compagne e i compagni della Regione, un documento che sarà inserito nel programma elettorale della lista “Emilia-Romagna Civica”. Infatti tale lista correrà alle elezioni regionali del prossimo 23 novembre per eleggere dei consiglieri regionali. Che cosa hanno scritto i giovani socialisti emiliano-romagnoli?

Il contributo offerto dai giovani socialisti riguarda un tema di estrema complessità: riavvicinare i ragazzi e cittadini comuni alla Politica, con la P maiuscola. La disaffezione alla Cosa Pubblica è gravissimo poiché in questo modo i futuri cittadini non sviluppano quella che è chiamata “amore per la Cosa Pubblica”. La colpa però non è delle nuove generazioni ma degli ultimi vent’anni di politica in Italia che l’hanno resa distante, metodica, dispotica e soprattutto quando si parla di politica la prima parola che gli italiani associano è “ladri”. La FGS ha contribuito con vari punti programmatici per riattivare la funzione della nostra democrazia.

Viene più volte posto l’accento (leggi il documento) che la democrazia è partecipazione e sacrificio, servizio e fatica. Esatto, fatica. Perché la politica e l’esercizio della democrazia sono difficili; essa ha bisogno sempre, e ribadisco sempre!, ascoltare chi non la pensa come noi, o ha altre idee. Inoltre non si può più pensare che la politica sia praticata come lavoro o come possibile fonte di reddito. Essa necessita di un “ringiovanimento” e di forze fresche e nuove, traboccanti di entusiasmo. Nuove battaglie attendono le nuove generazioni come il potenziamento del Welfare State e di tutti quei diritti sociali riconducibili al principio di solidarietà, base della nostra democrazia. I diritti sociali consentono di accedere ai benefici della vita associata e costituiscono il fondamento dell’impegno dei cittadini facenti parte di una collettività. Perciò nuovi e moderni diritti sociali utili al bene della Patria.

Patria non è un termine anacronistico, ma una parola densa di significato, intrisa di amore per la propria terra, della propria storia, lingua e, soprattutto, cultura. L’Italia è l’unico Paese al mondo dove prima è nata la cultura e poi la Nazione. Perciò i giovani cittadini si possono avvicinare alla politica per migliorare le sorti della Nazione, partire dalle lotte per migliori condizioni di assistenza, di salute, di lavoro, di previdenza, di istruzione e di ambiente. Il testo base cui i giovani si devono ispirare è la Carta Costituzionale, fonte di ogni legge per il vivere in comune. La Costituzione della Repubblica Italiana è la guida di ogni cittadino.

Le proposte della FGS Emilia-Romagna sono semplici ma allo stesso tempo efficaci. Per prima cosa è necessario introdurre l’ora di educazione civica, chiamata anche “Cittadinanza e Costituzione”, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Inoltre sarebbe opportuno modificare i programmi scolastici di storia, dando ampio spazio al Novecento che non finisce con la seconda guerra mondiale, ma almeno fino all’attentato delle Torri Gemelle. Conoscere la storia del Novecento vuol dire conoscere la storia delle generazioni dei nostri padri e dei nostri nonni e capire appieno le ragioni del perché di guerre, conflitti, tensioni e, perché no, della situazione politica italiana attuale. I giovani devono anche riprendere a leggere i quotidiani, veri strumenti di comunicazione e di informazione.

Ecco perché una delle proposte incentiva un progetto chiamato “Quotidiano in Classe”, cioè fornire le scuole di copie omaggio. L’avvicinamento vero e proprio però alla democrazia e alle problematiche di oggi può avvenire con la collaborazione tra scuola e Terzo Settore. Il Terzo Settore è composto da soggetti organizzativi di natura privata volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva, come cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, ONLUS, ONG e le già ricordate associazioni di volontariato.

Brevi periodi di stage retribuiti in queste realtà possono aiutare il ragazzo a sviluppare un’attenzione particolare verso determinati problemi e la voglia di fare politica. Per fare ciò è necessario ridistribuire le risorse finanziarie che la Regione Emilia-Romagna percepisce dall’Unione Europea.I cittadini, e in particolare i giovani, hanno il dovere civile e morale di essere protagonisti di un nuovo “umanesimo democratico”. La democrazia vuole una società aperta i cui soggetti sono le persone, le quali contribuiscono a costruire e finalizzare le libertà e i diritti fondamentali per il Bene Comune. La Regione Emilia-Romagna si deve proporre come esempio, per creare una rete di giovani che partecipano a corsi ed attività legate al terzo settore e al volontariato. Solo in questo modo è possibile sanare quella frattura venutasi a creare tra istituzioni e cittadini. Un’ottima iniziativa da parte della FGS Emilia-Romagna che grazie al segretario Enrico Maria Pedrelli e a tutti i compagni stanno dimostrando intraprendenza e volontà di cambiare le cose. La stessa intraprendenza e volontà che manca ad altri giovani. Avanti!! tutta!

Manuele Franzoso

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