sabato, 4 Luglio, 2020

Fgs
La fucina del socialismo per il XXI secolo

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Roma. Si è conclusa ieri la tre-giorni organizzata dal segretario Enrico Maria Pedrelli che ha visto riunirsi esponenti dei circoli della Federazione dei Giovani Socialisti presenti su tutto il territorio nazionale.

Un “fine settimana” formativo ed aggregativo che ha visto la partecipazione alle attività dibattimentali e formative diverse eminenze socialiste e non solo, come la vicepresidente dell’Internazionale Socialista Pia Locatelli, il giornalista Pietro Caruso, il professore Giacomo Marramao, il professor Giulio Sapelli, l’ex parlamentare Paolo Cristoni, il cantautore Edoardo Michelozzi e l’attuale direttore di Mondoperaio Luigi Covatta. Il tutto con la partecipazione ed il sostegno anche materiale di Antonio Natale Rossi, presidente della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, al quale è stata donata la tessera onoraria dell’FGS, e del segretario nazionale del Partito Socialista Italiano Enzo Maraio.

Quest’ultimo, proprio in avvio dell’adunata, è voluto intervenire formalmente ribadendo quanto la giovanile socialista, pur svolgendo un ruolo “collaterale”, rappresenta un comprimario necessario per lo sviluppo, l’evoluzione e la crescita del socialismo in Italia, arrivando a definirla “pungolo” che sproni il partito a non perdere la bussola socialista, proprio perché sono i giovani quelli nei quali il “sogno” socialista alberga con più vigore e che devono, comprimariamente, spronare il partito a non commettere errori fatali ma, anzi, a destarsi dal suo torpore.

I lavori “formativi” si sono sviluppati su quattro livelli orientati da un tema: “Come fare politica senza perdere tempo? L’eterno confronto tra teoria e prassi”. Le tematiche sono state appunto sviluppate attorno a questo tema cardine ed hanno riguardato l’internazionalismo del socialismo, il concetto di “potere” finalizzato all’esercizio della sovranità in una società liquida, la decadenza delle categorie economico-lavorative durante la “robotizzazione” delle produzioni e relazioni internazionali tra FGS ed altre realtà giovanili socialiste d’Europa e del mondo.

Il tutto, sviluppato nel più libero dibattito, si è alternato a momenti aggregativi, come la manifestazione di sabato 2 novembre a piazza del Popolo in sostegno dei cileni, oppressi da un governo che – per atteggiamenti e caratteristiche – denota profili oppressivi degni di diversi assetti totalitari ed autoritari nella storia dell’ultimo secolo (manifestazione – peraltro – che ha visto aggregarsi anche altri soggetti presenti in piazza, da “un garibaldino” a turisti, tra i quali anche cileni). Altro momento aggregativo è stato il ricordo del compagno Stefano Rosso, presentato e cantato da un immenso Edoardo Michelozzi – con una voce rievocante anche Fabrizio De André.

Buona parte del lavoro, tuttavia, è stato “involontario” e naturale: scambi d’idee, di posizioni, di proposte, di progetti da attuarsi sul territorio. Ciò fatto nei momenti “liberi”, tra una pausa e l’altra, in attesa di cenare, davanti ad un piatto di pasta o ad un buon bicchiere allegro.

Quest’adunanza ha, sicuramente, rivelato che la giovanile è tutt’altro che morta o infruttuosa: pronta a partorire idee per il nostro bel paese e aperto alle necessità di equilibrio del mondo e delle società. Di giovani che hanno voglia di riappropriarsi delle lotte socialiste e dei nostri temi: tutela del lavoro e del lavoratore, sostenibilità, superamento dell’impostazione capitalistica, critiche ad un internazionalismo monco e mercantilista, giustizia sociale in campo economico, previdenziale, assistenziale, sanitaria, formativa, d’inserimento nel mondo del lavoro eccetera.

Questo in un mondo sempre più complesso, più interconnesso ed in cui sempre più il terrore di fare e proporre qualcosa di realmente socialista inibisce le sinistre italiane dal parlare apertamente dei problemi reali della gente, lasciando tremendamente terreno alle destre populiste e regressive.

Mattia Giuseppe Maria Carramusa
Federazione dei Giovani Socialisti – Palermo

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