venerdì, 4 Dicembre, 2020

Fiat, sabato Marchionne incontrerà il governo. Pressing dei sindacati

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Sabato pomeriggio l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne e il suo presidente John Elkann, incontreranno a Palazzo Chigi il premier Mario Monti e i ministri del Lavoro, Elsa Fornero e quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. L’esecutivo sembra aver chiesto chiarezza sull’impegno per il Paese e sul futuro degli stabilimenti italiani. Su questo futuro incontro si sono espressi il ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca e i leader sindacali. Barca ha assicurato che «l’attenzione è massima» poiché la Fiat «è un punto importante del Paese: tutti i punti di svolta della storia italiana, positivi o negativi, sono stati legati a questa straordinaria produzione».
IL COMMENTO DEL MINISTRO BARCA – Il responsabile della Coesione Territoriale ha dichiarato di essere lieto che l’ad Fiat incontrerà il premier, ma «un’idea ce la faremo quando capiremo in cosa consiste questo piano e quando ci sarà una prospettiva di finanziare le imprese in Italia con i fondi fatti in Italia». Barca ha dunque sottolineato che: «Se un’impresa non fa profitto o si approvvigiona dallo Stato o dai profitti di altre aree del mondo, evidentemente non è sostenibile».

CAMUSSO, MARCHIONNE HA DETTO COSE NON VERE – Parlando ai microfoni di Radio Anch’io, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha ricordato la sparizione del piano che Fiat aveva annunciato, «l’azienda deve dirci che intenzioni ha: l’Italia deve sapere cosa fanno le grandi imprese del suo Paese». Camusso ha reso noto che Marchionne «oltre a separare il sindacato, ha detto cose non vere» e  mostra «ingratitudine» nei confronti di un Paese con il quale «non ha una relazione». Lo dimostra il suo modo di comunicare attraverso i quotidiani, in particolare il riferimento è stato all’intervista di ieri rilasciata a Ezio Mauro, direttore di Repubblica. Il leader della Cgil ha inoltre auspicato che all’incontro di sabato lad della Fiat «dica la verità, in modo che il Paese possa poi valutare e regolarsi. Così si prendono le contromisure». Il segretario Cgil ha invitato a concretizzare un tavolo con le parti sociali, dopo l’incontro di sabato tra vertici Fiat e governo.

LE DICHIARAZIONI DI LUIGI ANGELETTI – Sempre nella trasmissione radiofonica Radio Anch’io è intervenuto anche il leader della Uil, Luigi Angeletti ribadendo che l’intesa tra azienda automobilistica e sindacati «funziona solo se si fanno gli investimenti». Angeletti ha poi dichiarato di non essersi pentito né di dare fiducia a Marchionne, né degli accordi firmati da Cisl e Uil con la Fiat per gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori. Il leader sindacale si attende che l’esecutivo crei le «condizioni generali perché investire in Italia sia conveniente. Nel nostro Paese – ha concluso – si producono un terzo delle macchine che si acquistano».

Silvia Sequi

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