venerdì, 20 Settembre, 2019

RACCOGLIAMO LA SFIDA

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Dopo la fiducia alla Camera, con 343 sì e 263 no, il governo Conte bis incassa anche quella del Senato con 169 voti a favore, 133 contrari e 5  astenuti.  Il voto a favore dei socialisti è stato motivato in Aula dal senatore Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Nazionale del Partito. “Se questo è un governo illegittimo – detto Nencini nella dichiarazione di voto – quello che lo ha preceduto lo era altrettanto. La nostra è una repubblica parlamentare, non si fonda sul sondaggio. Il presidente della repubblica non è Nicola Piepoli”.
“Evocare la piazza aizzandola con slogan feroci all’ombra di un fascio di saluti romani, con l’ex ministro degli interni che insinua comportamenti golpisti dà la misura del rischio che abbiamo corso. Non intercettate sentimenti popolari, eccitate i risentimenti plebei. Avete celebrato ieri l’anniversario – 100 anni – della primissima manifestazione tenutasi contro il Parlamento. Allora, a inveire al passaggio dei deputati, c’erano arditi, nazionalisti e fascisti, naturalmente”.

“Signor Presidente – ha aggiunto Nencini – perché il governo che nasce sia un governo di svolta, come lo fu il primo governo di centro sinistra all’inizio degli anni ’60, devono convergere almeno tre condizioni.

1. I Cinque Stelle capaci di affrontare una difficile traversata: da movimento antisistema a partito capace di assumere responsabilità di governo.
Il primo banco di prova sarà il taglio dei parlamentari. Se è una misura isolata va in bocca a un certo populismo, se invece viene accompagnata da riforma elettorale e da un disegno di legge costituzionale per rileggere le funzioni delle due camere, allora può aprire quella stagione costituente di cui il premier ha parlato.

2. Il governo apre una doppia sfida a sinistra. Non accontentarsi di aver messo in un angolo la destra radicale. La pancia del rancore si sgonfia con misure di giustizia sociale e disegnando l’orizzonte in cui l’Italia dovrà collocarsi. Vanno riprese e intensificate le buone politiche dei governi della passata legislatura. Non serve più liberismo, serve più socialismo umanitario. Serve anche che la sinistra torni a parlare di coscienza nazionale. Dobbiamo combattere il nazionalismo ma coltivare il patriottismo.
Quattro le strade da battere: scuola, lotta alle povertà, ambiente, Europa. Taglio tasse sul lavoro, sostegno a studenti meritevoli ma in condizioni di bisogno, investimenti sulla conoscenza e sulla formazione, riaprire i cantieri per mettere in sicurezza l’Italia, riposizionarsi al centro delle dinamiche europee – bene Gentiloni agli affari economici – sono le priorità.
Ma la vera sfida per la sinistra sarà la sicurezza. Va messa al bando la ferocia, vanno espunte le norme illiberali dai decreti sicurezza, ma la sicurezza non può essere cancellata dall’agenda perché la si reputa un tema caro alla destra.
La pietà è un sentimento, le leggi devono ispirarsi ai valori fondanti infissi nella costituzione: cooperazione, solidarietà, difesa degli interessi nazionali.
La prima risposta credibile la dobbiamo sul nodo migranti. Gli accordi bilaterali per il rimpatrio degli irregolari vanno firmati, non essere oggetto di campagna elettorale e basta. Questo governo dovrà occuparsene con determinazione. Chi vive in Italia non può viverci praticando costumi lesivi dei diritti fondamentali delle persone: infibulazione, matrimonio coatto.
E poi c’è una sfida politica da raccogliere. Se vuoi stare al passo coi tempi devi dare immaginare risposte fuori dal comune (Matteotti). Una Bad Godesberg di tutta la sinistra italiana. Proprio perché questo governo nasce ‘a freddo’ a differenza del primo centro sinistra, l’azione del governo va supportata da un intero mondo riformista, sia che oggi si esprima criticamente al senato, sia che ci guardi fuori da qui.

3. Il suo ruolo, signor Presidente, non potrà essere quello di un anno fa. Non c’è più bisogno di un avvocato del popolo perché non c’è più un contratto. Se oggi nasce un governo politico, c’è bisogno di una leadership politica che contribuisca a costruire un quadro politico istituzionale stabile. Lei è nelle condizioni per esercitarla. Relazioni eccellenti con i leader europei, la giusta esperienza.
Va riacceso il fuoco che ha fatto rinascere l’Italia dalle macerie della guerra, va rinvigorita la spinta dal basso che rese i nostri padri e le nostre nonne protagonisti di una storia straordinaria. Guardiamo a questa nuova esperienza con attenzione. Per questo i socialisti voteranno la fiducia”.

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