domenica, 8 Dicembre, 2019

FINE PENA MAI

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“A nome di chi?”, il commento di Marco Cappato. Una carica che dovrebbe essere super partes come quella della Presidenza del Senato interviene in una materia delicata come il fine vita e l’eutanasia per i malati terminali. Maria Elisabetta Alberti Casellati ha fatto una telefonata ‘informale’ alla Consulta per chiedere più tempo per affrontare il tema dell’eutanasia. L’udienza pubblica sul caso Dj Fabo è prevista il prossimo 24 settembre giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà sul caso riguardante Dj Fabo e Marco Cappato. La vicenda risale al febbraio 2017: l’esponente dei Radicali e dell’Associazione Luca Coscioni aveva accompagnato il dj Fabiano Antoniani in una clinica vicino a Zurigo, dove è stato aiutato a morire.
“Trovo inopportuna l’iniziativa della presidente del Senato e ritengo sia solo un pretesto per non affrontare un tema che non è ulteriormente rinviabile”, queste le parole della presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne e già presidente del Comitato permanente sui Diritti umani della Camera dei deputati, Pia Locatelli, appena ha appreso la notizia. “Penso che la richiesta della Consulta pesi sufficientemente per insegnare il Parlamento al rispetto dei tempi”, ha aggiunto la socialista Locatelli che ha portato avanti la battaglia sulla legge del fine vita e si è battuta al fianco dell’Associazione Coscioni, di partiti e della stessa società civile per l’affermazione di una legge sull’Eutanasia nel nostro Paese. Un’attesa che va avanti da oltre 12 mesi, con la Corte Costituzionale che aveva rinviato la sua decisione dal settembre 2018 al settembre 2019. “Se 365 giorni le sembrano pochi…”, ha concluso l’ex europarlamentare. Il processo su Dj Fabo si è aperto l’8 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018 si è parzialmente concluso con l’assoluzione per la parte che vedeva imputato Marco Cappato per istigazione al suicidio. Per quanto riguarda la parte di aiuto al suicidio, invece, la Corte di Assise di Milano ha emesso una ordinanza di remissione alla Consulta per il giudizio di costituzionalità dell’articolo 580. Il 24 ottobre 2018 la Corte Costituzionale si è pronunciata: ha sospeso la decisione e ha annunciato che si sarebbe espressa sulla vicenda nel settembre del 2019. Ha esortato il Parlamento a usare questo periodo di tempo per trovare un per trovare un provvedimento che colmasse il vuoto del sistema legislativo italiano sul tema.
A mettersi di traverso ancora una volta la destra e alcune componenti del Centro destra (Lega, FdI e Fi). Su proposta della capogruppo di Fi al Senato Anna Maria Bernini, infatti, tutti gli schieramenti “hanno votato a favore per proporre alla presidente di Palazzo Madama – questo il racconto della senatrice Paola Binetti – di parlare con la Corte costituzionale chiedendo una proroga rispetto al 24 settembre”. La verità è che per quasi un anno i nostri rappresentanti hanno disatteso le indicazioni della Corte e sono venuti meno al loro dovere di rappresentare in maniera degna i cittadini italiani. Tra ritardi, polemiche, ostruzionismo o semplice menefreghismo si è arrivati a poche settimane dalla pronuncia della Cassazione senza assumersi la propria responsabilità, come se si trattasse di un argomento minore e non di una questione che riguarda la possibilità di disporre della propria vita in modo compiuto e completo.
Nel frattempo l’associazione Coscioni sta continuando a portare avanti un lavoro che si tenta di interrompere di continuo.
Cappato ha detto: “A 6 anni dal deposito della Legge chiediamo al Parlamento di farsi vivo”, annunciando per domani 19 settembre la manifestazione/concerto in programma a Roma. Sarà Neri Marcorè il conduttore di “LIBERI FINO ALLA FINE”, la grande manifestazione / evento in programma dalle ore 17 alle ore 23 di giovedì 19 settembre presso i giardini intitolati a Piergiorgio Welby, a Roma, in Piazza San Giovanni Bosco.
A sei anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare “EutanasiaLegale” Marco Cappato e Filomena Gallo – tesoriere e segretario dell’Associazione di riferimento in Italia sul tema dell’autodeterminazione, delle libertà Civili e della libertà di Ricerca scientifica -, insieme a Marcorè accoglieranno sul palco artisti e protagonisti del mondo culturale e giornalistico nazionale come Luca Barbarossa, Roy Paci, Nina Zilli, Pau e Mac dei Negrita, il dj Claudio Coccoluto, Kento + dj Fuzzten, Andrea Delogu, Giulio Golia, Giulia Innocenzi, Selvaggia Lucarelli, Francesco Montanari, Il Muro del Canto, Stella Pende, dj Marc Robijn, Emanuele Vezzoli, Enrico Zambianchi … insieme a tanti altri nomi in via di definizione.
“La manifestazione concerto del 19 settembre, grazie al coraggio di tanti artisti e personalità, rompe un tabù: per la prima volta una piazza – la stessa piazza dove il Vaticano negò i funerali a Piergiorgio Welby è convocata per sostenere la campagna per l’Eutanasia legale – dichiara Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni. Tutte le organizzazioni e i partiti che si dicono d’accordo sono invitati a partecipare. In ogni caso, non chiediamo – né staremo ad aspettare- che sia il Governo in quanto tale a sostenere la nostra lotta. Chiediamo solo che i Parlamentari siano lasciati liberi di decidere e finalmente il Parlamento si faccia vivo, dopo 6 anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare.
Tutti uniti nel chiedere un segnale al Parlamento, che secondo quanto indicato dalla Corte Costituzionale, dovrà colmare il vuoto di tutele sul tema del fine vita attualmente presente nella nostra Costituzione entro il 24/9.
L’evento ospiterà anche le testimonianze di Mina Welby, Beppino Englaro, Valeria Imbrogno, Mario Riccio, Chiara Rapaccini (compagna di Mario Monicelli) e i parenti degli altri attivisti che negli anni passati hanno combattuto pagando sulla propria pelle la mancanza di una legge sul fine vita.
“Giace in parlamento una proposta di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, la Costituzione va applicata, la proposta va discussa – dichiara l’Avv. Filomena Gallo, segretario Ass. Luca Coscioni. Abbiamo bisogno di un legislatore che faccia delle libertà civili il fiore all’occhiello di un paese democratico dove buone leggi prevedano che i cittadini non debbano andare in altri paesi per concepire un figlio, fare ricerca, fare famiglia, avere un lavoro, curarsi, trovare assistenza, scegliere come porre fine alle proprie sofferenze”.

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