mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Finlandia, la premier promuove la riduzione dell’orario di lavoro

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Lavorare meno per lavorare tutti. Non è uno slogan, ma la proposta avanzata dalla Prima ministra finlandese, Sanna Marin, con l’obiettivo di contenere la disoccupazione derivante dall’epidemia di coronavirus e aumentare la produttività.
La Marin, 34 anni, in carica dal settembre 2019, la più giovane capo del governo nella storia della Finlandia e tra i capi di governo più giovani al mondo, ha proposto di ridurre l’orario di lavoro giornaliero, passando dalle attuali 8 ore a 6 ore, a parità di salario.

Presentando la proposta, durante il congresso del Partito Socialdemocratico finlandese (Sdp) che l’ha eletta leader del partito, la premier ha sostenuto che orari di lavoro più corti porteranno un aumento della produttività e ad una riduzione della disoccupazione. Quest’ultimo dato è in crescita, anche in Finlandia, a causa delle necessarie politiche di contenimento del Covid19.
Come riporta il quotidiano Helsinki Times, Sanna Marin ha invitato tutti i membri del principale partito della sinistra finlandese a lavorare per realizzare, in tempi rapidi, questo obiettivo: migliorare la qualità del lavoro, la produttività e aumentare il tasso di occupazione.
Già in passato, la Prima ministra aveva proposto la riduzione a sei ore della giornata lavorativa, registrando opinioni discordanti tra i quattro partiti della coalizione di governo. Tra gli alleati, il partito più favorevole all’idea della riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga è l’Alleanza di sinistra. Tuttavia, proprio la crisi da pandemia potrebbe accelerare i tempi per l’approvazione definitiva della norma.
In questo modo, si confermerebbe come il modello scandinavo e socialdemocratico, con le diverse sfaccettature interne, rappresenti ancora oggi un’avanguardia nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella costruzione di società basate sull’equità sociale.
Nel suo discorso Marin ha richiamato degli studi scientifici secondo i quali la riduzione dell’orario di lavoro permette un deciso miglioramento degli indici di produttività, consentendo ai datori di lavoro di pagare otto ore di stipendio per sei ore lavorative.

«Ci saranno sicuramente delle sfide da affrontare, ma ciò non significa che non dobbiamo porci degli obiettivi audaci» ha dichiarato la Marin. «Un modo per distribuire equamente la ricchezza è migliorare le condizioni di lavoro e ridurre l’orario in modo da non compromettere i livelli di reddito», ha aggiunto la premier finlandese. «Quando la Finlandia è passata a una giornata lavorativa di otto ore e una settimana lavorativa di cinque giorni, in conformità con gli obiettivi dei socialdemocratici, ciò non ha portato a un crollo dei salari, ma al contrario i salari sono migliorati nel corso dei decenni».
In conclusione del suo discorso di accettazione della leadership del partito socialdemocratico, Sanna Marin ha richiamato i valori che dovrebbero essere importanti nella vita: «La salute, il benessere dei propri cari e della vita di tutti i giorni. Quando ciò che è normale e a cui siamo abituati è messo in discussione, abbiamo dovuto pensare alle nostre vite da un nuovo punto di vista. Dobbiamo sforzarci di migliorare la produttività del lavoro come società, come aziende e come dipendenti. La vita non è un compito- dichiara Marin- e il valore di una persona non è determinato da come aggiunge valore alla società. Ecco perché la società deve essere costruita in modo tale che tutti possano sperimentare significato, successo, inclusione e apprezzamento. Per l’uguaglianza, la giustizia e l’umanità».

 

Paolo D’Aleo

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