martedì, 28 Gennaio, 2020

Redditometro. Befera: «Incoerenza tra spese e reddito nel 20% dei casi»

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«Dichiarazioni non coerenti da oltre 4,3 milioni di contribuenti». Questo è quanto emerso dalla messa in funzione del nuovo redditometro, presentato ieri alle associazioni di categoria e ai professionisti da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nonché presidente di Equitalia. Secondo i dati elaborati dal software nel 20% dei casi vi sono incongruenze sui redditi, in particolare nel reddito di impresa e in quello di lavoro autonomo. Il presidente di Equitalia ha spiegato che lo strumento sarà utilizzabile da gennaio e sarà adoperato «con la massima cautela e solo per le differenze eclatanti» tra le spese sostenute e i redditi dichiarati.

IL FUNZIONAMENTO DEL TEST – Per poter dare inizio al “redditest” è necessario indicare la composizione della famiglia, il comune di residenza e vanno poi inserite le spese più significative sostenute dal nucleo familiare durante l’anno. Le voci di spesa sono raggruppate in sette “macrocategorie”: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero, cura della persona, spese varie, investimenti immobiliari e mobiliari netti.

L’APPLICAZIONE DEL REDDITOMETRO – Il nuovo strumento, previsto dal decreto 79 del 2010, sarà applicato a partire dall’anno di imposta 2009 e prende in considerazione 100 voci di spesa e della residenza del cittadino. A differenza dei metodi precedenti, che si basavano su ipotesi determinate dall’applicazione di coefficienti, il redditometro poggia su dati certi, come per esempio le spese sostenute

BEFERA, UN PROBLEMA SOLO PER GLI EVASORI – Sull’eventuale rischio che il nuovo software possa contrarre ulteriormente i consumi, Befera ha rassicurato che il test rappresenterà un problema solo per gli evasori. «Se uno non é evasore e spende quello che guadagna o ha risparmiato, non ha nulla da temere. Il problema ce l’avrà chi é evasore, perché con i quattrini che evade danneggia la nostra economia».

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