martedì, 29 Settembre, 2020

Fontana” commissariato” ma in carica?

0

Titolano così i giornali l’intento della Lega di contenere la caduta di consensi rivedendo la giunta regionale rafforzandola per compensare la perdita di prestigio del suo Presidente-Governatore. La toppa appare minore del buco che dovrebbe coprire per manifesta incapacità di affrontare almeno in prospettiva un rimedio costituzionalmente corretto.

 

Saranno una diecina d’anni che nelle mie revisioni istituzionali ho tentato di far capire la rilevanza strategica che assume rimuovere una vera e propria barriera istituzionale. Mi riferisco allo scioglimento delle rispettive assemblee quando per qualunque motivo viene a mancare la figura apicale dell’amministrazione ad elezione diretta: sindaco, presidente, governatore. Inutile dire che non sarebbe gradito un ritorno all’antica, anche il vertice eletto dall’assemblea, sicchè ad un piccolo giro d’orizzonte appare evidente che il rimedio per non incorrere nel “Muoia Sansone con tutti i filistei!” è passare dall’uno solo al comando all’elezioni di un ticket come accade nell’esecutivo USA e sgravare le assemblee dalla sudditanza perfino alle responsabilità personali esclusive del capo dell’amministrazione. La prova generale potrebbe avvenire a livello regionale, anche in una sola regione, in forza dell’autonomia statutaria. Un altro effetto salutare possibile è che votando una coppia si possa introdurre la diversità di genere com’è già avvenuto nei comuni, registrando come minimo il raddoppio delle presenze femminili.

 

E’ il mio chiodo fisso tanto da aver promosso e diventato legge, con il sostegno di miei amici parlamentari, l’introduzione del doppio voto di preferenza. In tale direzione c’è già una lungimirante proposta di legge nel 2015 del senatore Moscardelli che introduce il ticket nei comuni, proposta reiterata dall’onorevole Fauttilli come testimonianza a fine legislatura. Non meravigli lo scarso apprezzamento, nella graduatoria del gradimento per i governatori , verso Zingaretti, ritenendo l’opinione pubblica incompatibili due incarichi così gravosi ed assorbenti, come Governatore del Lazio e segretario nazionale del PD. Sono anni che Zingaretti era in predicato per la segreteria e invano ho provato a fare arrivare alla sua segreteria non l’opportunità ma la necessità di provvedere in tempo nella direzione indicata per assicurare la continuità dell’amministrazione, quando fosse chiamato ad impegni maggiori. Non c’è chi non veda quanto il rimedio suggerito potrebbe essere utile per compattare schieramenti maggioritari a livello delle autonomie con innegabili effetti contro la deriva proporzionalista a livello nazionale.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply