venerdì, 4 Dicembre, 2020

Assolirica e le problematicità dei professionisti lirici

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Il Forum di Assolirica del 13 ottobre, moderato dalla giornalista di Gazzetta di Parma, Mara Pedrabissi, ha evidenziato le problematiche di un settore, quello dello spettacolo da vivo, fortemente penalizzato per la pandemia e afflitto da mali endemici.
Gianluca Floris, presidente di Assolirica, l’associazione che racchiude 450 professionisti dell’opera lirica, ha chiesto un tavolo comune con il Ministro Franceschini e i lavoratori per affrontare il riconoscimento e la tutela della loro professionalità.

Floris ha evidenziato che uno dei grossi problemi degli artisti in questo periodo di Covid è rappresentato dalla cancellazione dei contratti per spettacoli mai realizzati o messi in scena in forma di concerto; una soluzione, quest’ultima, che non coinvolge professionalità come scenografi, registi, costumisti. Categorie spesso rappresentate da giovani, la parte creativa del paese, che oggi a causa dell’emergenza sanitaria sono costrette a cambiare mestiere, sebbene posseggano qualità ampiamente riconosciute.

 

Anche Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo che ha partecipato al Forum in qualità di presidente dell’Anfols, ha dichiarato che oggi nessun teatro è in grado di fare un bilancio previsionale e una programmazione che non sia di tre mesi in tre mesi, anche senza ulteriori restrizioni e con le attuali regole di sicurezza. “Siamo in una situazione oggettiva di crisi e dobbiamo prenderne atto perché nessun teatro può vivere solo di botteghino ma nessun teatro può vivere senza botteghino”, aggiungendo anche che non si potrà fare una programmazione regolare anche per il prossimo anno.
Anna Meo, direttrice generale del Teatro Regio di Parma e direttrice artistica del Festival Verdi, uno di quelle istituzioni che si è maggiormente distinta per la volontà di riaprire e realizzare spettacoli all’aperto nel magnifico parco ducale, suggerisce di far necessità virtù. Mettere cioé a tesoro la capacità di adattamento tutta italiana per realizzare una programmazione flessibile con l’intenzione di non chiudere e consentire a tutto il personale impegnato di poter continuare a svolgere attività. E ancora, utilizzare la creatività per modificare il repertorio adattandolo anche alle limitazioni alle quali l’emergenza sanitaria ci ha costretto.

 

Luciano Messi, presidente Atit e sovrintendente del Macerata Opera Festival ha sottolineato che: “oltre alla questione delle capienze dei teatri, uno snodo da risolvere risiede nella sostenibilità logistica di tutti gli spazi di lavoro, i camerini, le sale prova…sarà nostra responsabilità rimanere aperti in maniera flessibile, portando il teatro al pubblico anche fuori dai luoghi deputati, con programmazioni di piccole dimensioni, più repliche e prove aperte”.

Il direttore generale Onofrio Cutaia intervenedo al Forum di Assolirica ha garantito: “Il 2021 sarà un anno di grandissima tutela da parte del Ministero: quanto già fatto nel 2020 sarà ripetuto in maniera simile. Tra le cose da affrontare, la tipologia dei contratti e il rapporto tra fondazioni lirico-sinfoniche, i teatri e gli artisti: è inconcepibile che tutto quanto precede la prima replica non sia preso in considerazione nei contratti. Sarà il momento per riscrivere i decreti attuativi della legge del novembre 2017 sul riordino in materia di spettacolo: al tavolo ci dovranno essere il Ministero alla Cultura ma anche il Ministero del lavoro.

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