venerdì, 22 Novembre, 2019

Forza Alfano

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È evidente che ormai Angelino Alfano non può più restare dov’è. Oggi si riunirà l’organismo del Pdl, ove la sua posizione è in netta minoranza. E Berlusconi annuncerà il passaggio a Forza Italia azzerando tutti gli incarichi tranne il suo. Perché, sia ben chiaro, si chiami Pdl o Forza Italia, il partito è e resterà sempre e solo lui. A questo punto Alfano e i filo governativi hanno una sola strada: la scissione. Cosa che, peraltro, uomini d’esperienza come Cicchitto e Formigoni avevano già anticipato con la proposta di costituire gruppi parlamentari autonomi, subito dopo la farsa sulla fiducia.

Il tentativo di mettere sotto il governo sulla riforma del 138 da parte dei cosiddetti lealisti è fallito solo perché la Lega ha votato a favore della riforma. È evidente che la maggioranza non ha futuro senza un chiarimento nel Pdl, anzi senza una netta separazione dei falchi e delle colombe. Queste ultime hanno oggi una grande chance. Quella di diventare il partito popolare europeo che in sintonia con i popolari europei e in particolare con la Merkel appoggia un governo di unità nazionale, e di progettare la formazione di un soggetto politico che potrebbe anche cambiare il quadro politico nostrano, imperniato su un falso bipolarismo.

Forza Alfano, un gesto e può cambiare l’Italia. La legge elettorale verrà dopo e potrebbe assecondare il progetto. Non s’è mai visto che una legge elettorale non sia coerente con un intento politico. Alfano non farà l’errore di Fini e Casini.

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