martedì, 22 Gennaio, 2019

Francesco Ruvinetti
Un nuovo movimento politico

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Scrive oggi Angelo Panebianco sul Corriere che “né il Pd né Forza Italia — gli sconfitti delle ultime elezioni —, così come essi sono oggi, possono impensierire i governanti del momento. Dovrebbe nascere (ma occorrerebbe una nuova leadership), sulle ceneri di quella parte del Pd che non vuole consegnarsi ai Cinque Stelle, nonché di quella parte di Forza Italia che non vuole morire leghista, un nuovo movimento politico.”

A me pare che questa idea possa e debba essere alla base della politica che il PSI dovrebbe proporre al paese e fare propria. Ma per farla diventare realtà concreta occorre una forte iniziativa politica in grado di scuotere le forze dormienti di opposizione. Ma quali forze? Non un generico richiamo “all’unità antifascista” che favorirebbe quelle al governo anzichè indebolirle; ma una iniziativa rivolta, come dice Panebianco a chi nel PD non intende “consegnarsi ai 5 stelle” e a coloro che in Forza Italia non intendono morire leghisti. Quella parte cioè di Forza Italia che ancora si riconosce nei principi del liberalismo Principi che non sono propri nè di Putin e nemmeno di Erdogan, ma della tradizione atlantica dell’Europa occidentale e della vera America, liberata dalle stupide suggestioni trampiane, il quale ogni giorno non trova di meglio che dichiarare guerra a qualcuno; sia esso un avversario interno o una qualche nazione o insieme di nazioni, come nel caso dell’Europa.

Noi siamo un partito molto piccolo, ma come è stato scritto nulla vieta ad un partito piccolo di pensare in grande. Se le abbiamo queste idee è ora di renderle pubbliche. Il documento di Calenda può servire, ma a me appare troppo tecnico e poco definito politicamente. Ciò che serve è una nuova visione del mondo contemporaneo con particolare riferimento ad alcune questioni di stringente attualità come il sommovimento migratorio che non si esaurirà nel breve, l’idea di Nazione (come la chiamava Nenni) contrapposta al sovranismo casereccio e un nuovo assetto istituzionale che riprenda i temi della Grande Riforma del 1979 e la estenda ad un riassetto complessivo che comprenda le Regioni (il più grande fallimento della storia repubblicana) e gli enti-locali. Insomma un insieme di “grandi riforme” che ridisegni finalità e ruolo di un grande paese come l’Italia nel mondo.

Andrea Pinto ha proposto sull’Avanti la creazione di una Costituente per un nuovo movimento liberal-socialista. Mondoperaio ha organizzato un convegno dei cui contenuto poco si sa, se non i saggi nel numero di giugno della stessa rivista. Il tema comune mi sembra la necessità delle creazione di un nuovo movimento politico che raccolga la parte migliore e vitale di ciò che rimane della sinistra e del centro politico italiani, ma non solo italiani. Per questo è necessaria una discussione preliminare che può avvenire in una commissione apposita formata con questo obbiettivo. Dopo di che io credo dovremmo fare un nuovo congresso con al centro il rinnovamento del partito per renderlo adeguato alla gestione di questa nuova fase.

Francesco Ruvinetti

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