domenica, 21 Aprile, 2019

Francia-Italia. Macron cambia idea su migranti e Alitalia

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La Francia ha cambiato idea sui migranti della Sea Watch 3, e ora non è più disposta ad accoglierli. A farlo sapere sono fonti del Viminale, secondo cui Parigi “prenderà solo persone che hanno bisogno di protezione e non migranti economici”, e “appoggerà l’Italia per chiedere rimpatri più efficaci”. È la reazione francese dopo i violenti scontri tra Italia e Francia che nelle ultime settimane hanno conosciuto diversi round. Una reazione che complica ancora di più i rapporti tra i due paesi dopo il ritiro da parte francese dell’ambasciatore dalla sede diplomatica di Roma.

“Ora – ha sottolineato il Viminale – ci si aspetta che Parigi dimostri con i fatti la buona volontà, collaborando per rimpatriare al più presto decine di senegalesi irregolari che si trovano in territorio italiano”. I migranti a bordo della Sea Watch 3 erano in tutto 47. La ridistribuzione sarebbe dovuta avvenire tra nove Paesi europei, tra cui appunto la Francia, che invece ha fatto marcia indietro. La nave era rimasta bloccata per sei giorni al largo di Siracusa.

Ma non è la sola vendetta da parte francese dopo il botta e risposta tra Parigi e Roma sul caso dell’incontro di Di Maio con i leader dei gilet gialli. Già questa mattina il portavoce del governo francese ha puntato il dito contro Di Maio e Salvini affermando che le loro battute di certo “non hanno evitato la recessione”. Altro capitolo dello scontro sfiora anche il futuro di Alitalia. Secondo alcune fonti citate dal Sole 24 Ore, la compagnia francese avrebbe deciso di ritirarsi dal piano di salvataggio di Alitalia per “motivi politico-istituzionali”. La mossa potrebbe a questo punto mettere a rischio la ricerca di un partner alternativo ad Air France-Klm per affiancarsi a Ferrovie dello Stato. Alitalia in questo momento prosegue sulla sua strada attingendo alla cassa del prestito ponte di circa 900 milioni di euro.

“Si dissolvono come neve al sole i piani di Di Maio su Alitalia e si avvicina sempre più la nazionalizzazione. Un macigno per le casse pubbliche in questa fase di recessione e di ulteriore crescita del debito pubblico provocate dal governo gialloverde. A cinquanta giorni dalla chiusura del negoziato Fs manca ancora il partner industriale e il piano di ristrutturazione, prosegue solo il prosciugamento quotidiano della cassa”, ha affermato il deputato azzurro Maurizio Carrara. Poi il deputato di Forza Italia ha affondato il colpo su Di Maio: “Il ministro Di Maio – prosegue Carrara – nel mese di ottobre ci aveva assicurato che c’erano tanti partner interessati ad Alitalia e bisognava solo scegliere. Noi non li abbiamo ancora visti”.

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