martedì, 1 Dicembre, 2020

Fumo, divieto totale nelle scuole anche per le sigarette elettroniche

2

Divieto di fumoBando totale alle sigarette – anche elettroniche – nelle scuole, nei parcheggi e nei cortili. Confermato il divieto, per studenti e anche per docenti, di fumare all’interno degli istituti scolastici. Solo dopo aver valicato il “confine” della scuola sarà dunque possibile accendersi una sigaretta o aspirare quella elettronica. In caso di violazione della normativa la multa prevista varia da cento a seimila euro. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha infatti discusso e approvato il disegno di legge dal titolo «Disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie e formazione medico specialistica, di sicurezza alimentare, di benessere animale, nonché norme per corretti stili di vita». La disposizione che concerne il divieto di fumo all’interno dell’automobile, in sosta o in movimento, in presenza di minori e donne in stato interessante è stata invece rinviata al Parlamento. Nel frattempo secondo l’Istituto superiore di sanità in Italia l’età in cui si inzia a fumare si è abbassata tra i 12 e i 13 anni.

IL GIRO DI VITE SUL FUMO – «La normativa – ha reso noto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – estende la legge Sirchia ai luoghi pertinenti ai plessi scolastici. Divieto di fumo per tutti, non solo gli studenti, per dare un segnale molto forte che la scuola è un luogo di formazione ed educazione». Il testo contiene anche una stretta sulle sigarette elettroniche che non potranno essere vendute ai minorenni e le confezioni dovranno riportare determinate caratteristiche, tra cui raccomandazioni sulla possibilità di sviluppare dipendenza. Chi violerà il divieto di vendita delle sigarette elettroniche ai minori sarà sanzionato con un’ammenda che oscilla tra i 1.500 e i 9 mila euro.

RIMANDATA ALLE CAMERE LA DISPOSIZIONE SU FUMO CON MINORI E DONNE INCINTE – Sul fronte della disposizione che prevede il divieto di fumo nelle automobili, in sosta o in movimento – in presenza di donne in gravidanza o di minori – il governo ha preferito rimandarla a un dibattito parlamentare. «Abbiamo dibattuto sull’opportunità di una norma innovativa diffusa in paesi europei ma preferiamo che ci un dibattito parlamentare che sensibilizzi l’opinione pubblica» ha spiegato il ministro della Salute.

Silvia Sequi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply