sabato, 15 Agosto, 2020

G20, si valuta la ripresa incerta del dopo Covid

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Ministri delle Finanze e banchieri centrali del G20 si sono incontrati il 18 luglio scorso in vista della riunione annuale plenaria. Dall’incontro è emersa la previsione di una progressiva ripresa delle economie, mentre verrebbero allentate le misure di contenimento decise contro la pandemia di Covid. Tuttavia le prospettive restano molto incerte e il bilancio complessivo del 2020 si chiuderà con una marcata contrazione dell’attività. Le notizie si leggono nel comunicato finale diffuso al termine della riunione virtuale del G20 finanziario, organizzato dall’Arabia Saudita alla quale compete la presidenza di turno.

Nel documento di 16 punti, le 20 maggiori economie del mondo riaffermano la loro determinazione “a continuare a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per salvaguardare salute, lavoro e redditi, sostenere la ripresa economica globale e migliorare la resilienza del sistema finanziario”.
Più concretamente, il G20 ha annunciato che “considererà una possibile proroga” della moratoria dei debiti sui Paesi più poveri, in funzione all’evolversi della pandemia e alle relazioni che verranno fornite da Fmi e Banca Mondiale sulle necessità dei Paesi ammissibili. Una proposta verrà presentata prima della riunione di ottobre. Ma al tempo stesso hanno rilevato “la necessità di ulteriori progressi da parte dei creditori a partecipare a questi sforzi”.
Finora ci sarebbero 42 Paesi per un debito complessivo di 5,3 miliardi di dollari.
Durante il G20 finanziario è stato analizzato il panorama globale che continua a subire rapide trasformazioni economiche, sociali, ambientali, tecnologiche assieme a cambiamenti demografici.

Secondo il G20 finanziario: “Lavorando insieme, continueremo a rafforzare, se necessario, gli sforzi per sostenere una ripresa robusta. Politiche di Bilancio e monetarie dovranno continuare a lavorare in sincrono e la politica monetaria a sostenere l’attività economica e garantire la stabilità dei prezzi, in linea con i mandati delle Banche centrali. L’economia globale è davanti a una profonda recessione quest’anno (il Fmi calcola -6,6% del Pil), con una ripresa nel 2021 parziale e disomogenea”.
La risposta dei Paesi del G20 ha impedito uno shock economico dalla pandemia ancora più grave, tuttavia rimane il rischio di una ferita durevole all’economia con ondate di bancarotte, rischi alla stabilità finanziaria, alta disoccupazione e diseguaglianze in aumento.
La direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, al termine del G20 finanziario, ha dichiarato: “La risposta sanitaria pubblica rimane la priorità numero uno per proteggere le persone, i posti di lavoro e l’attività economica, seguita da politiche di bilancio e monetarie di supporto”.

Nulla sarebbe emerso sulle zone di crisi militare dove ci sono guerre in atto. Basta ricordare il Medio Oriente, la Siria, la Libia, la Palestina, lo Yemen e tutti gli altri Paesi del mondo dove guerre e guerriglie seminano morte e miseria. Situazioni che perdurano nel tempo con effetti sull’umanità più devastanti del Covid, continuano a rimanere pericolosamente ignorati.

Salvatore Rondello

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