lunedì, 24 Febbraio, 2020

G7, Trump ancora una volta attacca tutti

0

Un G7 movimentato quello che si è svolto da sabato scorso fino ad oggi in Francia a Biarritz e non sono mancate le sorprese. Il presidente Usa, Donald Trump, è arrivato nella cittadina sulla costa basca più furioso e imprevedibile che mai. I motivi di divergenza con gli alleati non sono pochi. L’emergenza roghi in Amazzonia ha rilanciato l’allarme ecologico tra le grandi potenze industriali, ma Trump ha sempre ritenuto la lotta ai cambiamenti climatici come un ostacolo allo sviluppo degli Stati Uniti. Come se non bastasse, è un fiero alleato del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, convitato passivo a questo G7, e oggetto del coro di critiche internazionali per il disastro della foresta pluviale amazzonica. 
Intanto, la guerra dei dazi sferrata da Washington a Pechino, come anche il conflitto commerciale con gli storici alleati, Canada e Ue, sta scuotendo l’economia globale. Dopo l’annuncio della Cina di nuove tariffe su beni statunitensi per circa 75 miliardi di dollari, Trump ha varato un nuovo round di dazi di rappresaglia, facendo crollare le Borse. Il capo della Casa Bianca non ha risparmiato minacce di ritorsioni anche al padrone di casa del vertice, la Francia di Emmanuel Macron, rea di aver approvato la tassa sui giganti Usa dell’high-tech, tra cui le americane Google e Facebook.
Donald Trump ha detto: “Non voglio che tassi le nostre aziende. È molto ingiusto, se lo faranno, tasseremo i loro vini, come non hanno mai visto”. 
L’imprevedibilità dell’inquilino della Casa Bianca è un fattore pesante come un macigno sui risultati del summit. È ancora fresco l’affronto ai leader del G7 dell’anno scorso, in Canada, da dove il presidente Usa se ne andò sbattendo la porta, in polemica con il premier Justin Trudeau. Per evitare plateali disfatte, l’Eliseo ha annunciato inizialmente che non ci sarà la tradizionale dichiarazione finale dei leader. 
Trump è anche preoccupato per le spese militari della Germania nella Nato, definite da tempo insufficienti e non ha trovato reali sponde tra i partner del G7 alla sua campagna di massima pressione contro Teheran, sul programma nucleare. Anche la sua proposta di reintegrare la Russia, rivitalizzando il G8, ha trovato il no unanime dei partner, fatta eccezione per il sostegno di Parigi e il silenzio di Roma.
Il presidente degli Stati Uniti potrebbe trovare un alleato nel nuovo premier britannico e suo fan, Boris Johnson, che punta a un accordo bilaterale di libero scambio con gli Usa per il dopo Brexit. I due leader avranno un bilaterale domani e la Casa Bianca ha fatto sapere che Trump è entusiasta di incontrarlo. Il presidente repubblicano potrebbe consigliare al primo ministro conservatore, di cui ha sempre elogiato le qualità, di preferire l’opzione di una Brexit ‘no-deal’ ai negoziati con Bruxelles per un accordo.
Il prossimo vertice del G7 si terrà negli Stati Uniti, consentendo all’amministrazione Trump di dettare un’agenda allineata alle sue priorità, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali.
Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio dimissionario si è recato al vertice del G7 a Biarritz, nonostante a Roma siano in corso trattative tra M5S e PD per la formazione di un nuovo governo. Conte, si sente forte del grande consenso che registrano i sondaggi e che ha in tutta la galassia dei 5 Stelle ed ora anche nelle istituzioni comunitarie, dopo che il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, lo ha definito “uno dei migliori esempi di lealtà in Europa”.
Al vertice di Biarritz, fra l’altro, non si dovrebbe discutere di temi riguardanti l’Italia, ma ci sarà una situazione di rispetto fra gli interlocutori.
I temi trattati nel G7 sono stati la partnership con l’Africa, le diseguaglianze con il continente nero e quelle di genere, un focus sul Sahel, e, gioco forza l’ambiente. Sarebbero stati accantonati i temi che potrebbero creare divisioni come quello del commercio internazionale, anche se i recenti avvenimenti e le parole del presidente americano Donald Trump non aiutano. Divergenze esistono nel dibattito sulla politica estera.
Conte a Biarritz, si è presentato con un atteggiamento positivo, forte del lavoro svolto in questi 14 mesi di governo. Certo, la situazione politica rende meno propositiva la posizione dell’Italia, viste le incertezze degli sviluppi della crisi. Francia e Germania guardano a Conte e al suo lavoro con grande simpatia. Per le cancellerie europee è importante poter fare affidamento su chi è pro Ue. Tusk ha detto: “È sempre difficile difendere gli interessi nazionali e trovare soluzioni europee, ma su Conte posso dire soltanto cose positive”.
Donald Trump ha dominato la mattinata del secondo giorno del G7 a Biarritz. Il presidente Usa, twittando di buon ora, ha attaccato la Cina, si è incontrato a colazione con Boris Johnson ed ha confermato l’asse con il premier britannico, che ha definito “l’uomo giusto per la Brexit”; ha attaccato ancora i media americani che “stanno cercando di far apparire gli Usa in recessione” ed ha bollato come “false e disgustose” le notizie secondo le quali “le relazioni con gli altri 6 Paesi del G7 sono molto tese e i due giorni di vertice saranno un disastro”.
Trump inoltre ha rispolverato l’idea di un ritorno al G8 con la riammissione della Russia nel club dei grandi ed annunciato che un invito a Mosca a partecipare al prossimo summit, che nel 2020 si terrà negli Usa, è “certamente possibile”. Il presidente ha assicurato inoltre di non avvertire pressioni degli altri alleati sugli Stati Uniti in merito allo scontro sui dazi con la Cina, perché “loro rispettano la guerra commerciale”.

Ma, Trump, non ha risparmiato ai suoi avversari politici un nuovo attacco su Pechino: “Dal punto di vista degli Stati Uniti, quello che hanno fatto è vergognoso. Presidenti e amministrazioni hanno permesso loro di andare via prendendo centinaia di miliardi di dollari ogni anno e metterli in Cina, con Pechino adesso stiamo andando molto d’accordo, stiamo parlando molto seriamente. Penso che vogliano fare un accordo più di quanto lo voglia io, quindi vediamo quello che succederà”.
Il presidente statunitense ha sottolineato: “Il pranzo a sorpresa di ieri con il collega francese, Emmanuel Macron, è stato finora il miglior incontro avuto. Anche l’incontro serale con i leader del mondo è andato molto bene e si stanno facendo progressi!”. Trump si è mostrato preoccupato per gli attacchi mediatici che sta ricevendo negli Usa poiché potrebbero influire negativamente sulla sua rielezione.

A Biarritz Trump ha mostrato subito sintonia con Boris Johnson, nel primo faccia a faccia da quando il premier britannico si è insediato a Downing Street. Ieri Johnson ha avvertito l’Ue che il no-deal è inevitabile se Bruxelles non mette da parte il backstop. Trump ha assicurato: “Un accordo commerciale con la Gran Bretagna potrebbe essere raggiunto rapidamente. Sarà un accordo commerciale molto ampio, più ampio di quanto abbiamo mai avuto”.
Forte del sostegno di Donald Trump, sebbene non suo alleato nella guerra mondiale dei dazi, Boris Johnson ha continuato a punzecchiare Bruxelles alla ricerca di un nuovo negoziato sulla Brexit.
Il premier britannico ha scelto lo scenario del G7 per farlo, mentre a Londra il suo staff lavora per fare in modo che il parlamento possa riunirsi solo il 9 settembre, di rientro dalle ferie e chiudersi il giorno dopo fino al 31 ottobre. Johnson ha dichiarato: “Cerchiamo di essere chiari, penso che al momento ci sia una ragionevole possibilità che avremo un accordo. Se usciremo senza un accordo, è certamente vero che i 39 miliardi di sterline non sono più, a rigor di termini, dovuti. Ci saranno somme molto consistenti disponibili per il nostro Paese da spendere per le nostre priorità. Non è una minaccia. E’ una semplice realtà di fatto”.
Nella capitale britannica, intanto, c’è chi si prepara a fare una brutta sorpresa ai parlamentari, che potrebbero decidere una proroga della Brexit. Boris Johnson ha chiesto a Geoffrey Cox, ministro della Giustizia, un parere legale in una mail scritta negli ultimi dieci giorni, e letta dal settimanale Observer, sulla eventualità di chiudere il Parlamento per cinque settimane. Nella risposta Cox si è mostrato possibilista, a meno che il fronte anti-Brexit ricorra al tribunale contro un provvedimento del genere.
La rivelazione della mossa ha, naturalmente, fatto infuriare i parlamentari del Remain. Per Keir Starmer, ministro laburista ombra per la Brexit, ha commentato: “Essa è offensiva”. Mentre l’ex ministro della Giustizia Dominic Grieve ha affermato: “E’ assolutamente sbagliato escludere la Camera dei Comuni da una crisi che minaccia il futuro della nostra nazione”. 
Colpo di scena al G7 a Biarritz dove nel primo pomeriggio è atterrato a sorpresa il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, reduce nei giorni scorsi da un tour europeo nelle capitali scandinave e a Parigi.
La crisi iraniana e il futuro dell’accordo sul nucleare sono in cima alle preoccupazioni della comunità internazionale, arenata in una situazione di stallo dopo il ritiro unilaterale degli Stati Uniti e il progressivo disimpegno di Teheran, che minacciano di portare l’intesa al collasso.
La Repubblica islamica da tempo chiede all’Ue di schierarsi apertamente in suo sostegno contro le sanzioni americane che stanno strangolando l’economia, mentre nel Golfo si è registrata di recente un’impennata della tensione, con diversi incidenti che minano la precaria stabilità dell’area.
A Biarritz il capo della diplomazia iraniana ha incontrato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il ministro delle Finanze, sherpa di Gran Bretagna e Germania e lo stesso Macron. Zarif ha fatto sapere: “La strada è difficile, ma vale la pena tentare”. Fonti dell’Eliseo hanno definito positivi i colloqui con Zarif.
L’arrivo del capo della diplomazia iraniana è stato un gran colpo per Macron, che si è intestato la guida degli sforzi europei per ridurre le tensioni tra  Washington e Teheran, con l’obiettivo di un ritorno al tavolo negoziale.
In quest’ottica rientrerebbe il colloquio avuto con Zarif all’Eliseo venerdì scorso nel quale sono state discusse misure per una de-escalation, come la riduzione di alcune sanzioni Usa o un meccanismo di compensazione economica per recuperare parte degli introiti petroliferi perduti a causa delle misure americane.
Secondo una fonte dell’Eliseo, Trump era stato avvertito dallo stesso Macron dell’arrivo del capo della diplomazia di Teheran durante il pranzo di ieri e la notizia era stata poi condivisa in serata con gli altri leader del G7. La stessa fonte ha sottolineato che non si è trattato di un invito al summit per il capo della diplomazia iraniana, ma di un vertice franco-iraniano, dopo l’incontro di venerdì a Parigi.
Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ci ha tenuto a mettere in chiaro che si è trattato di un “evento parallelo” al G7, ma ha anche affermato che ogni opportunità per ridurre le tensioni deve essere colta, confermando di essere stata avvertita ma con scarso preavviso.
Che la crisi iraniana resti un tema altamente divisivo lo ha comunque dimostrato il botta e risposta a distanza tra Macron e Trump, andato in scena prima dell’arrivo di Zarif. In mattinata era filtrata dal summit la notizia di un presunto mandato dei leader del G7 all’inquilino dell’Eliseo per parlare a Teheran a nome loro, ma il presidente americano, interpellato in merito, aveva smentito di averne discusso. E poco dopo aveva pubblicamente preso le distanze, sottolineando che gli Usa avrebbero fatto “i loro passi”. Poco dopo era stato lo stesso Macron a prendere la parola pubblicamente per riferire che dalla riunione del G7 non era emerso “un mandato formale” nei suoi confronti per il dialogo con l’Iran. “Ognuno continuerà ad agire nel proprio ruolo”, aveva aggiunto il capo dell’Eliseo.
Ultima giornata di lavori al G7 di Biarritz che si è chiusa con una inedita conferenza stampa a due del padrone di casa Emmanuel Macron insieme al presidente Usa Donald Trump. Preceduta da una serie di bilaterali. Il summit si è svolto stamane con la sessione di lavoro allargata a 5 partner africani, seguita dal pranzo di lavoro allargato ai leader di Sudafrica, Australia, Cile e India.
Trump ha annunciato di aver trovato un accordo “di principio” fra Stati Uniti e Giappone. A segnare il passo anche il negoziato sull’ipotetico rientro della Russia nel G7, ipotesi che era stata auspicata, pur con accenti diversi, da Donald Trump ed Emmanuel Macron: i sette grandi sono d’accordo nel ‘rafforzare il dialogo e il coordinamento’ sulle crisi che li hanno portati a separarsi dalla Russia ma ritengono che sia ‘troppo presto’ per riportare Vladimir Putin nel gruppo e resuscitare il formato G8 già l’anno prossimo per il vertice americano.
A parte la decisione di finanziare con 20 milioni di dollari il rimboschimento dell’Amazzonia, le tensioni interne al G7 di Biarritz, non lasciano buone speranze per l’immediato futuro.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply