domenica, 5 Aprile, 2020

“Garbatella 20/20 – La città e la memoria” in mostra

0

La memoria dei luoghi e i luoghi della memoria. Da ricostruire, conservare e trasmettere in un lavoro collettivo e partecipato che ha coinvolto tre docenti, più di 100 studenti, dottorandi, laureandi e dottori di ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, l’artista Pietro Ruffo, ma anche gli stessi abitanti degli storici lotti che compongono il tessuto urbano originario del quartiere Garbatella.

Questo è lo spirito che scandisce la mostra “Garbatella 20/20 – La città e la memoria”, pensata per celebrare i 100 anni della fondazione di un quartiere tra i più rappresentativi per l’architettura romana degli anni Venti, che sarà inaugurata oggi venerdì 21 febbraio alle 17:00 nell’hub culturale Moby Dick, in via Edgardo Ferrati 3, uno spazio progettato come bagni pubblici nel 1927, da Innocenzo Sabbatini, che rappresenta un luogo simbolico per il quartiere.

La mostra, a cura di Francesca Romana Stabile, Elisabetta Pallottino, Paola Porretta, con l’intervento di Pietro Ruffo e la collaborazione di Cecilia Cicconi e Sara D’Abate, video di Emiliano Martina, nasce da un laboratorio didattico del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, organizzato dai corsi di Restauro dell’ultimo anno di laurea magistrale che si è svolto tra marzo e settembre 2019. Grazie a una convenzione con Ater Roma, è stato possibile studiare i documenti dell’Archivio Storico – disegni, relazioni di dirigenti e progettisti, atti di proprietà e di assegnazioni degli alloggi – e ricostruire la storia edilizia del quartiere.

«Per il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, Garbatella, come testimonia questa mostra, – ha dichiarato il rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi – non è solo uno spazio vitale ma un laboratorio architettonico, urbanistico e sociale, oggetto di studio e di ricerca per centinaia di studenti».

 

LE OPERE IN MOSTRA
Il lavoro svolto con gli studenti, documentato in un video, è stato raccolto nei Quaderni di Garbatella 20/20 (44 documenti monografici sui lotti storici del quartiere e 3 documenti su tematiche trasversali), in due mappe generali (tipi edilizi e spazi esterni) e in un tappeto urbano, concepito come sintesi grafica della planimetria dei 44 lotti storici di Garbatella e di una lettura astratta degli elementi vegetali dei cortili.

Durante il Laboratorio Garbatella 20/20 sono state realizzate 44 interviste agli abitanti del quartiere ed è stato immaginato un itinerario con le tappe più significative della storia urbana e architettonica del quartiere: venti tappe per Garbatella 20/20.

Parte integrante della mostra è l’opera di Pietro Ruffo, La nuova gioventù, concepita come sintesi concettuale del laboratorio.


CITTÀ-MEMORIA

Una mostra, Garbatella 20/20, che intende celebrare lo storico quartiere romano lavorando sul confronto con la memoria, individuale e collettiva, che segna gli spazi urbani stratificati, modellati sull’intero spessore della cultura dei gruppi sociali. Ragionare sul confronto città-memoria costituisce oggi la necessaria premessa per la conoscenza, l’interpretazione e la tutela del patrimonio urbano, nell’auspicata prospettiva di un’attiva e partecipata progettazione del territorio.


LA BORGATA GIARDINO GARBATELLA: 1920-2020

Garbatella è uno dei più estesi e rappresentativi progetti di espansione residenziale promossi dall’Istituto per le Case Popolari in Roma.

Fondato il 18 febbraio 1920 con l’obbiettivo di rispondere in tempi brevi alla pressante domanda di alloggi, il nuovo quartiere fu realizzato sui Colli di San Paolo e venne concepito come un intervento di singolare sperimentazione architettonica e sociale che intendeva mettere in relazione diverse utenze (operai, impiegati, baraccati, sfrattati) cui erano destinate differenti soluzioni abitative (villini, case a schiera, palazzine, alberghi suburbani).

Un gruppo di giovani architetti vicini a Gustavo Giovannoni (tra cui Innocenzo Sabbatini, Plinio Marconi, Camillo Palmerini, Giovan Battista Trotta e Giuseppe Nicolosi), guidati da Innocenzo Costantini, allora direttore generale e presidente del servizio tecnico dell’ICP, costruirono in pochi anni un quartiere che ancora oggi è espressione di una straordinaria qualità architettonica e urbana.

Il tessuto edilizio, ispirato alle teorie inglesi delle garden city, fu organicamente integrato alla naturale orografia del terreno; i cortili dei singoli lotti vennero concepiti come spazi di aggregazione sociale e di attraversamento dell’intero quartiere; le soluzioni tipologiche standard, adottate per gli alloggi, furono declinate in molteplici varianti compositive; il disegno dei prospetti fu concepito come combinazione di apparati decorativi della più varia derivazione stilistica (evocazioni medioevali, declinazioni moderniste, memorie rurali, citazioni classiciste e barocche) che portò alla creazione di uno stile, definito poi dalla critica barocchetto.

La mostra è visitabile gratuitamente dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 21:00; domenica dalle 10:00 alle 14:00.

Visite guidate alla Garbatella sabato 22 febbraio, h 11:30 e h 16:00 (appuntamento presso Moby Dick via Edgardo Ferrati 3, Roma).

Redazione Avanti

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply