sabato, 25 Gennaio, 2020

Gay, il senato francese dice “sì” alla legge sui matrimoni

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Matrimoni coppie gaySe in tema di unioni tra omosessuali in Italia la strada è tortuosa e in salita, quella in Francia è sempre più spianata, lineare, e rappresenterà la riforma sociale più rilevante dopo quella del 1981 che decretò l’abolizione della pena di morte. Venerdì il Senato francese ha infatti approvato la proposta di legge sui matrimoni fra persone dello stesso sesso. Il testo sarà esaminato a maggio dall’Assemblea nazionale in seconda lettura e poi diventerà legge definitiva. Immediata e violenta la reazione dei gruppi conservatori e religiosi, plauso invece è giunto dal presidente della Corte Costituzionale italiana, Franco Gallo secondo cui l’auspicio è che il «Parlamento riconosca i diritti delle coppie gay». Luigi Iorio, responsabile nazionale legalità e diritti civili del Psi ricorda all’Avanti! che «il successo francese dimostra di quanto e come il socialismo sia sinonimo di cambiamento e progresso».

LA PROPOSTA DI LEGGE – Il testo della proposta di legge ha ricevuto l’appoggio da parte di tutti i gruppi di sinistra presenti. L’opposizione, all’interno della quale alcuni senatori dell’Union pour un Mouvement populaire (Ump) e Union des Democrates ed Independentans (Udi) si sono espressi favorevolemente, ha già minacciato di avanzare ricorso al Consiglio Costituzionale e di organizzare un’altra manifestazione di protesta – qualora il testo sarà approvato – il prossimo 26 maggio a Parigi.

LA RELATRICE TAUBIRA – Nominata ministro della Giustizia francese nel 2012, Christiane Taubira è la relatrice, nonché fervente sostenitrice della legge, secondo cui la riforma rafforzerà la società «garantendo il semplice riconoscimento di una piena cittadinanza alle coppie omosessuali». Il testo della proposta di legge non è stato modificato dal Senato e non è escluso che la maggioranza alla “camera bassa” lo voti così come è stato adottato dal Senato.

I PAESI DOVE LE NOZZE GAY SONO LEGALI – Sono già circa una decina i Paesi in cui è consentito il matrimonio fra gay: giovedì l’Uruguay è diventato il secondo paese sudamericano a introdurre la legge che deve essere promulgata dal presidente. Gli altri Paesi sono l’Olanda, apripista nel 2001, il Belgio, la Spagna, il Canada, SudAfrica, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Argentina, Messico, mentre negli Stati uniti solo in 9 Stati e a Washington Dc sono permesse le nozze gay.

PRESIDENTE CONSULTA: RICONOSCERE DIRITTI COPPIE – In seguito all’approvazione da parte del Senato francese, Franco Gallo, presidente della Consulta ha voluto sollecitare il Parlamento italiano affinchè attui «una regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni» poiché due persone dello stesso sesso «hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere il riconoscimento giuridico, con i connessi diritti e doveri della loro stabile unione» ha concluso Gallo.

IORIO (PSI): PROSSIMO PAESE DEVE ESSERE L’ITALIA – Una volta approvata la legge in Francia, «l’Italia non potrà non affrontare il tema, inserendolo nella prossima agenda politica» ha invece auspicato Luigi Iorio, responsabile nazionale legalità e diritti civili del Psi. «Giovedì scorso, anche se la notizia è stata  diffusa poco, anche l’Uruguay ha approvato il matrimonio fra gay, ed è stato il secondo paese del sud America, dopo l’Argentina. Emblematico che due Paesi così grandi e fortemente cattolici siano andati in questa direzione» ha rilevato l’esponente del Psi. «Auspico che i socialisti in Parlamento procedano verso una legge concreta, dando seguito alle centinaia di disegni di legge che prevedono questo diritto civile» ha concluso il responsabile dei diritti civili.

Silvia Sequi

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