lunedì, 18 Novembre, 2019

Gentiloni passa l’esame. Ok dell’Europarlamento

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Il commissario designato italiano, l’ex premier Paolo Gentiloni, riceve l’ok della commissione Econ dell’Europarlamento per ricoprire la casella agli Affari economici. Cade insomma l’ultimo ostacolo per la sua nomina. Una promozione senza “domande aggiuntive” e “non c’è stato bisogno di voto” nella commissione Economica del Parlamento Ue che ha approvato la sua candidatura “con un consenso ampio”. A dare l’annuncio ufficiale è stata la presidente della Econ, Irene Tinagli, eurodeputata del Pd. Solo la sinistra Gue e Id, il gruppo di cui fa parte la Lega, si sono espressi contro.

“Non sono e non sarò un rappresentante di un unico governo all’interno della Commissione, sarò il commissario per gli Affari economici” e “riserverò alla manovra di bilancio dell’Italia la stessa attenzione, lo stesso dialogo e la stessa serietà nel rispetto delle regole con cui esaminerò quello degli altri paesi”. È uno dei passaggi di Gentiloni nel corso della audizione a Bruxelles. “Se dovessi racchiudere in due sole parole il senso di marcia che ritengo necessario imboccare userei le parole ambizione e condivisione. Un programma ambizioso e condiviso”.

“Nell’applicare le nostre regole, mi concentrerò sulla riduzione del debito pubblico come qualcuno a cui sta profondamente a cuore l’impatto potenzialmente destabilizzante del debito alto quando l’economia va male” e mi occuperò pure “di un uso adeguato dello spazio di bilancio per far fronte al rischio di rallentamento delle nostre economie”. “Il Patto di stabilità e crescita non è perfetto, userò l’opportunità che ci dà la revisione del six e two pack per riflettere sul futuro, basandomi sull’evidenza del passato e prendendo in considerazione il contributo del Fiscal Board”.

“Negli anni che abbiamo alle spalle, nonostante il superamento della crisi economica e il ritorno della crescita, le sfide non sono certo mancate. E sono ancora aperte davanti a noi”, con “diversa intensità da Paese a Paese. Ma ovunque si manifesta la contraddizione tra la crescita economica e la sua insufficiente sostenibilità sociale e ambientale. I cittadini europei pretendono risposte”. “La flessibilità non è una concessione, ma è previsto dalle regole. Non sono e non sarò il rappresentante di un unico governo. Mi occuperò di tutti e 27 i progetti di bilancio, se sarò confermato”, aggiunge a chi gli chiede dell’Italia.

“Non commento sulla bozza di Bilancio dell’Italia, anche perché non l’abbiamo ancora. Avremo il piano tra 12 giorni e a quel punto gli dedicherò esattamente la stessa attenzione, attitudine al dialogo e serietà che riserverò agli altri stati membri dell’Ue”.

L’ok della commissione Econ che lo ha ascoltato questa mattina è arrivato con il sì di Pse, Ppe, Verdi e Renew Europe (liberali+macroniani) che si sono pronunciati a favore.

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