venerdì, 20 Settembre, 2019

Germania, allarme recessione nel terzo trimestre

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Anche la prospera e florida Germania è entrata in recessione trascinando tutta l’Europa. Come sostengono molti autorevoli economisti, l’Italia ne risentirà moltissimo perché il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi è notevolmente elevato.
L’allarme di recessione nel terzo trimestre del corrente anno, lo ha lanciato la Bundesbank, la banca centrale tedesca. Nel suo aggiornamento mensile, la Banca centrale tedesca ha segnalato che la più grande economia europea è suscettibile di registrare un Pil negativo, trascinata verso il basso da un forte calo delle esportazioni e da un calo della produzione industriale.
Nel documento la Bundesbank ha segnalato di prevedere che l’economia tedesca rimarrà “debole” nei tre mesi che si concluderanno a settembre, aggiungendo che “potrebbe continuare a diminuire leggermente” dopo essere calata dello 0,1 per cento nel secondo trimestre.
L’allarme si aggiunge ai cupi segnali sull’economia tedesca, passata dall’essere la locomotiva dell’Europa a uno dei suoi vagoni ritardatari, appesantita da una combinazione di contraccolpi nell’industria automobilistica tedesca, dalla guerra commerciale USA-Cina e dalla prospettiva di una caotica uscita del Regno Unito dall’Ue.
Nel secondo trimestre, un rallentamento del commercio estero e un calo della produzione industriale sono stati parzialmente compensati dalla crescita della spesa delle famiglie e del governo. Ma la Bundesbank ha puntualizzato di non essere sicura sulla durata di queste ultime dinamiche.
Secondo la Bundesbank: “Gli sviluppi futuri dipenderanno dalla durata dell’attuale dicotomia economica e dalla direzione che prenderà una volta che si dissolverà. Allo stato attuale delle cose, non è chiaro se le esportazioni e, per estensione l’industria, riacquisteranno le loro basi prima che l’economia domestica subisca un impatto più grave”.
Ma a pesare sull’economia tedesca sono anche le scelte di politica industriale del governo della Merkel che ha puntato sul manifatturiero trascurando la new economy dell’economia virtuale e del network sull’informatica.
Preoccupato anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha incontrato il vicepremier, Luigi Di Maio. Secondo quanto riferiscono fonti del Mef, il titolare del Tesoro sta portando avanti, al rientro dalle vacanze e alla vigilia di giorni fondamentali per la politica, una serie di interlocuzioni per fare il punto sulla situazione economica italiana ed internazionale, dal rallentamento della Germania ai rischi legati alla Brexit e ai dazi Usa-Cina.
Ma in piena crisi politica, in un’Italia alla deriva da diverso tempo, anche per il prossimo governo non sarà facile risalire la china. Avviso ai naviganti: ‘quando il sole tramonta, tramonta per tutti’. Spetterà ai ‘sorveglianti’ dell’economia farlo risorgere prima possibile: è un’esigenza dell’umanità.

Salvatore Rondello

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