sabato, 7 Dicembre, 2019

Germania, Turingia. Linke vittoriosa, SPD e CDU in calo

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Germania. In Turingia, nelle elezioni per il rinnovo del Landtag di Erfurt, Bodo Ramelow (Linke), a capo dell’esecutivo rosso-rosso-verde (Linke, SPD e Verdi), ed unico Presidente di Land appartenente alla sinistra “radicale” – qui non conformista ma realista e non demagogica –, vince nettamente le elezioni di domenica 27 ottobre.
Buona amministrazione, crescita occupazionale, attenzione ai ceti deboli ed a quelli produttivi, sono i risultati visibili e riconosciuti da parte dell’opinione pubblica di ogni tendenza politica, al ‘rot’ Ministerpräsident Ramelow.

Grave e preoccupante, di contro, la caduta libera dell’SPD (-4,2%, discesa all’8,2% e soli 8 deputati) e segnatamente della CDU (-11,7 punti e crollata a 21 seggi su 90) e, soprattutto, l’avanzata di 13 punti dell’estrema destra di AfD rispetto alle consultazioni precedenti.

Alternative für Deutschland è, infatti, con il 23,4% (+12,8 punti rispetto al 2014 e 22 seggi) divenuta il secondo partito del Land dopo la Linke – il Partito della Sinistra che raggiunge un ottimo 31% (+2,4%) dei consensi e 29 seggi – , surclassando i cristiano-democratici.

AfD, peraltro, è tenebrosamente guidata da un impresentabile ultras para nazista, – particolarmente “attenzionato” dai servizi di sicurezza della Repubblica federale –, Björn Höcke, che neanche i vertici nazionali del partito apprezzano e che non sono riusciti a disarcionare dalla leadership locale.

Molta incertezza vi è sulla nuova combinazione di governo, anche se si attende la riedizione, magari con l’aggiunta di altri partner alla attuale ‘rot-rot-grüne Koalition’ .
I social democratici della SPD, pur soddisfatti dell’azione del governo Ramelow, ed avendo anche un candidato attraente come Wolfgang Tiefensee, non sono riusciti a risollevare le sue – sorti molto appannate a livello nazionale dall’alleanza con l’Unione democristiana –, mentre Mike Mohring, il candidato della CDU della Turingia non ha nascosto la gravissima sconfitta dei cristiano-democratici.
Anzi, di fronte al pericolo di una destra estremista, il leader democristiano locale non ha escluso una cooperazione parlamentare con la Linke e con il rispettato ed autorevole Premier Ramelow.

La situazione sarà molto complicata per la CDU della Turingia, poiché per Mohring si tratterà di ripensare ed aggirare la risoluzione del Congresso del partito federale che vieta qualsiasi collaborazione sia con i socialisti post-comunisti della Linke, sia con gli estremisti di destra di AfD. Un “preambolo” chiaramente riaffermato dalla dirigenza nazionale dell’Unione democristiana ieri stesso.
Il Landtag avrà una complicazione in più: entrano nel Parlamento di Erfurt, superando appena il barrage del 5%, anche i liberali della FDP, con lo stesso numero di scranni dei Verdi, appena 5.

Le ipotesi sul tappeto, con Bodo Ramelow, che comunque rimarrà in carica fino alla costituzione di un nuovo esecutivo, potrebbero essere, le più diverse e innovative per la politica tedesca: la riedizione dell’alleanza di sinistra con i verdi ed altre forze; un governo di minoranza della Linke; una neonata coalizione ‘R2R2’ (i due partiti “rossi” più grünen e liberali o una altrettanto inedita coalizione di emergenza antifascista, la cosiddetta ‘Zimbabwe Koalition’, dai colori dei potenziali alleati, nera-rossa-verde-gialla tra CDU, SPD (con o senza Linke), i Verdi e i Liberali.

Roberto Pagano

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