domenica, 18 Agosto, 2019

Gerusalemme capitale Israele. l’Onu dice no

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onuDuro colpo dell’Onu al presidente Donald Trump. Infatti con una nettissima maggioranza, come era scontato, l’Assemblea Generale Onu ha votato contro lo strappo voluto dal presidente Usa , che il 6 dicembre ha riconosciuto Gerusalemme capitale “una ed indivisibile” di Israele. Contro la risoluzione Usa – che hanno esplicitamente minacciato di rappresaglia i Paesi che si sarebbero espressi contro di loro – si sono espressi in 128, tra cui l’Italia, mentre in 9 hanno votato a favore e 35 si sono astenuti. Il voto dell’Assemblea Generale, a differenza di quelli del Consiglio di Sicurezza non è in alcun modo vincolante ma ha una forte impatto politico.

I nove Paesi schierati con Trump sui Gerusalemme capitale dello Stato ‘ebraico’ all’Assemblea Onu sono: Guatemala, Honduras, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Palau, Togo e ovviamente Israele e Stati Uniti. Contro tutti i principali Paesi Ue, a partire da Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Tra i 35 astenuti: Australia, Canada, Argentina, Polonia, Romania, Filippine e Colombia.

Un voto che gli Usa non hanno preso affatto bene. Anzi sono passati alle minacce. “L’America sposterà la sua ambasciata a Gerusalemme, ed è questa la cosa giusta da fare. Nessun voto farà cambiare questo proposito. Ma questo è un voto che gli Stati Uniti terranno a mente”: queste parole minacciose con cui l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, ha espresso tutto il disappunto dell’amministrazione Trump. E ancora: “Gli Stati Uniti ricorderanno questo giorno. Lo ricorderemo quando, ancora una volta, ci chiederanno di dare il maggior contributo” all’organizzazione ha aggiunto l’ambasciatrice Nikki Haley minacciando di tagliare i fondi alle Nazioni Unite. “Gli Stati Uniti sono ampiamente il maggior contribuente delleNazioni Unite. Quando contribuiamo così generosamente, ci aspettiamo anche legittimamente che la nostra volontà sia riconosciuta e rispettata”. Gli Stati Uniti non vogliono pagare “per il dubbio privilegio di non essere rispettati”.

Ancora più prezzanti le parole dell’ambasciatore israeliano all’Onu: “Questo voto finirà nel secchio della spazzatura della storia”. L’ambasciatore ha poi precisato che il suo Paese “non verrà mai cacciato da Gerusalemme”. Durissimo il commento di Amnesty che parla di tattiche da bulli. “Il presidente Trump sta raddoppiando le sue politiche sconsiderate costringendo altri paesi ad accettare la sua decisione di riconoscere l’annessione illegale di Gerusalemme est da parte di Israele. Le tattiche da bulli dell’amministrazione Trump serviranno solo a isolare ulteriormente gli Usa dalla scena globale. Piuttosto che minacciare coloro che dipendono dagli aiuti statunitensi, l’amministrazione Trump dovrebbe rispettare i propri obblighi legali di non riconoscere una situazione illegale e di invertire la rotta su Gerusalemme” ha detto Raed Jarrar, direttore advocacy e relazioni istituzionali per il Medio Oriente di Amnesty International Usa.

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