giovedì, 28 Maggio, 2020

Gian Mario Bravo, grande studioso del socialismo ottocentesco

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Il coronavirus ha colpito un uomo mite, ricerca tore instancabile, dedito agli studi e poco incli ne alle risse e alle ribalderie. E’  il prof. Gian Mario Bravo (Torino, 12 agosto 1934 – Torino, 29 aprile 2020) docente universitario di storia delle dottrine politiche nell’ateneo di Torino  e per venti anni preside della Facoltà di Scienze Politiche.
Aveva 86 anni ed era nato e vissuto nel capo luogo piemontese. Sotto il magistero di Luigi Firpo (della cui Fondazione era stato eletto to  presidente) ha dato un apporto instancabile alla conoscenza degli scritti di Marx ed Engels in Europa e e successivamente ha esteso i suoi studi all’anarchismo. E’ stato uno dei conoscitori più fini della storia del socialismo e del comunismo ottocentesco in Italia e Germania, ai quali ha dedicato oltre 20 mono grafie, una trentina di curatele e diverse centinaia di articoli e saggi, tradotti in molte lingue.

Bravo  amava passare dagli studi appassiona ti e  severi dei fondatori delle teorie del sociali smo alla militanza politica. Prima del Psi (furono le Edizioni Avanti!, a Milano nel 1962 a pubblicare il sui il suo primo lavoro,Marx ed Engels in lingua italiana. 1848-1960) e poi del Psiup).
Gli bastava cambiare modo di vestire. Sempre impeccabile, camicia bianca e cravatta, vestito elegantemente quando si presentava alle aule universitarie o nei luoghi della ricerca scientifica.
Ogni mattina dalle 8 alle 10 teneva lezione. Aveva il  culto dell’orario di lavoro, del rispetto degli appuntamenti anche, e soprattutto, con gli studenti. Ma la sera  cambiava d’abito, più sobriamente, e  lo si poteva incontrare nelle sezioni del partito socialista a discutere, sempre pacatamente, con i compagni e rispettare i deliberati degli organi dirigenti. Ammetteva, però, il dissenso, la diversità di opinioni, che riteneva essenziali.
Bravo è stato sempre uno studioso e un uomo di sinistra, anche se era difficile rendersene conto quando era impegnato nella gestione della vita delle Facoltà  universitarie di appartenenza e nei rapporti con i colleghi. Ha sempre saputo distinguere la sfera degli studi e delle ricerche da  quella  del lavoro politico. Mai in lui ha prevalso l’aria disordinata e bon a tout faire del compagnone.
Sapeva essere rigoroso e inflessibile in entrambe. Ma è stato una persona sempre generosa. Attento a dare privatamente i migliori consigli  ai giovani colleghi e ai laureandi.
Nei suoi studi sui fondamenti della storia del movimento operaio ha preferito portare la minore animosità e passione possibili.In lui ha sempre prevalso il culto della filologia, della documentazione sicura rispetto agli svolazzi e, peggio ancora, allo stesso furore ideologico.
L’Avanti! è vicino alla moglie Angela e al figlio Gianmarco.

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