domenica, 26 Maggio, 2019

Gilet gialli. Malumori da Parigi a Bruxelles per il sostegno M5S

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Il sostegno di Luigi Di Maio al movimento francese dei Gilet gialli per il momento ha come effetto quello di creare tensioni con il Governo d’Oltralpe, oltre che provocare sdegno anche tra alcuni membri del Movimento Cinque stelle.  “Non facciamo commenti ad altri commenti”, ma sulla questione dei gilet gialli “la Commissione Ue sostiene Emmanuel Macron e le autorità francesi, che hanno tutta la nostra fiducia per mettere in opera il programma per cui il presidente è stato eletto”. Lo ha affermato il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, in merito al sostegno espresso da esponenti del governo italiano ai gilet gialli.
“Ogni governo ha la priorità di occuparsi del benessere dei suoi cittadini, perciò penso che la priorità del governo italiano sia di occuparsi del benessere degli italiani. Non penso che occuparsi nei gilet gialli abbia a che fare col benessere degli italiani”, così il ministro francese degli Affari Ue  Nathalie Loisea, risponde alle sponde offerte dal Capo politico M5S e VIcepremier, Luigi Di Maio e aggiunge: “Ho sentito più volte il governo italiano chiedere rispetto: penso che questo rispetto sia dovuto a loro e a tutti i Paesi, soprattutto quando sono vicini, alleati e amici”.
“Quanta ipocrisia. Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra”, le ha ricordato il vicepremier grillino su Facebook. “Il popolo francese – ha, quindi, aggiunto – chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, né penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi. È chiaro che qualcosa deve cambiare”. La sua presa di posizione, però, non trova assonanze nemmeno in Italia. Il primo a rompergli le uova nel paniere è proprio il “socio” di governo che alle elezioni europee si presenterà con il fronte sovranista.
Ma anche in casa pentastellata non mancano le critiche: “Ma quali gilet gialli. Noi siamo un’altra cosa”, ha commentato la senatrice Elena Fattori in un’intervista al Corriere della Sera. “Noi siamo stati e siamo francescani, quelli lì invece sono dei violenti… La nostra è stata una rivoluzione gentile”. “Io sono iscritta al M5S dal 2009 – precisa la senatrice – Eravamo propositivi: all’epoca non ci sarebbe mai frullato nella testa di andare a sfondare l’ingresso di un ministero, oppure di lanciare petardi, lacrimogeni”.
Ma nel frattempo i Capi del movimento sono a lavoro per creare alleanze, dopo l’incontro con David Casaleggio a Roma per metter un punto sulle prossime europee, Di Maio e Di Battista hanno in programma di incontrare i due leader moderati dei gilet gialli, Veronique Rouille e Yvan Yonnet, che saranno ospiti di un convegno nella Capitale. Poi nelle sedi dell’Unione europea si tesseranno le fila per creare una costellazione di alleanze con altri piccoli movimenti, oltre che saldare quello con i gilet gialli. La settimana prossima l’appuntamento cardinale sarà a Strasburgo, dove ci sarà una sessione plenaria dell’Europarlamento. Il M5s proverà a vedere Jacline Mouraud che ha già annunciato l’intenzione di formare il partito “Gli emergenti”.

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