sabato, 24 Ottobre, 2020

Giornalisti, che ignoranti…

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Non è un’offesa. Dal verbo ignorare. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori, pronunciate e scritte da giornalisti che rappresentano televisioni e giornali importanti. Partiamo dalla questione della mancata elezione del premier. Renzi come Letta e Monti non sarebbe stato votato dagli elettori. E quando mai qualcuno lo è stato in Italia? Come è noto siamo in una repubblica parlamentare e non presidenziale e il presidente del Consiglio, che non è un premier, viene nominato sempre dal presidente della Repubblica. E non è neppure vero che qualcuno in passato sia stato designato dagli elettori. Non esiste la designazione del capo dell’esecutivo. Vi è solo una designazione implicita, col nome del leader della coalizione che generalmente figura nella lista del partito più grande. Per la verità nelle ultime consultazioni quello di Bersani non vi figurava neppure. Al massimo possiamo parlare dunque del candidato supposto…

Proseguiamo con il precedente della sostituzione di Letta. Anche il bravissimo Bruno Vespa dice una cosa errata. E cioè che la Dc cambiava i presidenti ogni volta che convocava un congresso. Se qualcuno mi riferisce il caso di un presidente del Consiglio cambiato con un voto a maggioranza di un organo della Dc, vuol dire che non conosco la storia. Semplicemente non esiste. La Dc cambiava i presidenti perché o si dimettevano da soli, certo anche su sollecitazione della maggioranza del suo partito, com’è il caso di Tambroni, o perché finivano sotto in Parlamento, vedasi i diversi governi De Gasperi, Moro, Rumor, o perché glielo imponevano i partiti alleati, com’è il caso di De Mita, logorato da Craxi. Il caso di Fanfani del 1987 fu solo un gioco parlamentare per sciogliere le Camere, quello di Pella del 1954, fu originato dalla famosa frase sul “governo amico”. Mai si era verificato il caso di un segretario che ha sostituito col voto della direzione il presidente del Consiglio del suo stesso partito. Continuo.

Tutti si stupiscono che Alfano abbia chiesto un tempo ragionevole per sciogliere le sue riserve. E cosa dovrebbe mai fare, lui che è determinante e può decidere della vita e della morte di Renzi? Regalargli un’intera legislatura gratis? Ma Alfano non è il capo di un partito di centro-destra? Logico che chieda di riflettere. Assurdo stupirsene. E che dire di coloro che hanno anche previsto una riduzione di ministri del Nuovo centrodestra? Alla fine potrebbero anche essere di più. Si paga la determinanza numerica. Soprattuto alla luce del mancato afflusso di voti vendoliani e forse anche grillini. E poi perché stupirsi delle parole di Berlusconi pronunciate in occasione dell’incontro con Napolitano? Perché mai Berlusconi avrebbe dovuto palar male di Renzi che non solo lo ha rilegittimato, prima di Napolitano, ma che lo ha considerato essenziale per produrre riforme elettorali e costituzionali? E su queste ultime, ma davvero i giornalisti non conoscono la Costituzione e non sanno che la legge per l’elezione del Senato è contemplata nell’articolo 57 che non si può modificare con legge ordinaria? E che dunque la legge costituzionale per la trasformazione del Senato è propedeutica alla nuova legge elettorale della Camera? Non si potrebbe indire un corso di cultura politica per i cronisti politici? È vero che la politica non è un mestiere. Ma una disciplina che deve essere imparata questo sì. In un mondo di dilettanti non si può essere professionisti solo nello stipendio…

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