martedì, 10 Dicembre, 2019

Giornata internazionale disabilità, rimuovere gli ostacoli

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Il 3 dicembre è la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, come stabilito dal programma di azione mondiale per le persone disabili, istituito nel 1981 dall’Assemblea generale dell’ONU. Una giornata istituita per promuovere il benessere, eliminare la disparità e facilitare l’inclusione. Dichiara Filomena Gallo, segretaria Associazione Luca Coscioni: “Dopo anni di attesa per l’aggiornamento dei LEA e del Nomenclatore Tariffario la revisione è avvenuta nel 2017, ma questi servizi risultano erogati in modo non corretto: poiché l’acquisizione risulta spesso non conforme alla richiesta effettuata sulla base di disabilità specifica e vi è una forte disparità di trattamento fra le diverse patologie, in violazione del principio di uguaglianza”. “Il Ministero non ha effettuato la revisione dell’atto che nel 2017 aggiorna LEA e Nomenclatore ausili e protesi in cui non si tiene conto delle esigenze individuali delle diverse disabilità e di conseguenza regioni e presidi, che non possono procedere in modo corretto – continua Gallo -. La legge prevede un aggiornamento annuale di LEA e Nomenclatore ausili e protesi, e sono trascorsi già due anni dall’ultima revisione, chiediamo al Ministro Roberto Speranza, quanto tempo ancora dovranno attendere i disabili per vedere riconosciute richieste che chi è in uno stato di fragilità non può più vedere senza risposte?”
Si stima che nel nostro Paese ci siano 4.360.000 persone con disabilità, ma sono scarsi i servizi a loro dedicati e troppo poche le risorse messe a disposizione, sia a livello locale che nazionale. In questo scenario, le famiglie vengono spesso abbandonate a se stesse e sono purtroppo costrette a fare i conti con istanze inascoltate, costi sempre più elevati delle cure e liste d’attesa molto lunghe. Infatti, secondo le ultime stime, sono oltre 4 milioni gli italiani che rinunciano a visite o accertamenti specialistici per motivi economici e, in particolare, il 5,2% delle famiglie italiane dichiara di disporre di scarse o insufficienti risorse economiche per fronteggiarle, a fronte dell’1,9% delle famiglie che invece dichiara di disporre di risorse adeguate. Un chiaro segnale di vulnerabilità nell’accesso alle cure, che riguarda in particolar modo i cittadini meno abbienti. In occasione della Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, dedicata quest’anno al tema del “durante e dopo di noi”, Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, lancia un appello a tutte le Istituzioni affinché trovino al più presto soluzioni concrete alla disuguaglianza nella salute e diano maggiore sostegno alle famiglie delle persone più fragili.
Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, lancia un appello a tutte le Istituzioni affinché trovino al più presto soluzioni concrete alla disuguaglianza nella salute e diano maggiore sostegno alle famiglie delle persone più fragili.
“Mi commuovo ogni volta che osservo i volti sorridenti dei nostri bambini e ragazzi. La loro forza risiede proprio in quei sorrisi, che non mancano mai, nonostante la difficoltà, il limite e il dolore. Ma la gioia per aver aperto le porte alla vita di tanti bambini e ragazzi stride fortemente al pensiero di quanti, quella porta, la trovano purtroppo chiusa. Ho sempre negli occhi le lacrime dei genitori che incontriamo nel nostro cammino e che ci raccontano storie di abbandono e di difficoltà. Madri e padri che considero veri eroi, perché combattono quotidianamente delle battaglie contro l’esclusione, la povertà e l’assenza di risposte. Famiglie costrette a vivere la solitudine generata dalla logica del profitto, che ha dato vita a quella cultura dello scarto che respinge i più deboli. I valori su cui il Serafico si fonda, ci fanno credere fortemente che la disuguaglianza nella salute sia la forma di discriminazione più disumana e in questa Giornata così importante vogliamo ricordare a tutte le Istituzioni del nostro Paese che è necessario superare le disuguaglianze proprio per consentire la libertà di vivere ‘durante e dopo di noi’, perché una società più giusta e inclusiva può essere costruita solo a partire dai più fragili”, dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.
Non basta, anche se approvata, la legge del ‘dopo di noi’, esistono tutt’ora ostacoli tangibili, come le barriere architettoniche che impediscono alle persone con disabilità di svolgere mansioni normali o potersi spostare senza il supporto fisico e costante di qualcun altro.

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