mercoledì, 5 Agosto, 2020

Giorno della memoria. Liliana Segre, l’indifferente è complice

0

Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento nazista di Auschwitz. A 75 anni da quella data, si celebra oggi il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale deliberata dalle Nazioni Unite. Tante le iniziative in Italia e nel mondo.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in questo Giorno della memoria dei tristi ricordi, ha spiegato: “In Italia, sotto il regime fascista, la persecuzione di cittadini italiani ebrei non fu, come a qualcuno ancora piace pensare, all’acqua di rose. Fu feroce e spietata. Tra il carnefice e la vittima non può esserci mai una memoria condivisa e che se il perdono esiste e concerne la singola persona offesa, non può essere inteso come un colpo di spugna sul passato”.

Papa Francesco ha detto: “Davanti a questa immane e atroce tragedia non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria. L’anniversario dell’Olocausto, l’indicibile crudeltà che l’umanità scoprì 75 anni fa, sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Ci serve, per non diventare indifferenti”.
 
La senatrice a vita Liliana Segre, parlando a Vatican News, ha spiegato: “Perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice. Con grande preoccupazione seguo, da anni questo riaffacciarsi di sentimenti odiosi che sono il contrario dell’accoglienza, che sono il contrario della fraternità. Sì, devo dire che sono molto preoccupata di questa onda, che non è anomala ma è il risultato della crisi economica, ma anche il risultato di insegnamenti molto sbagliati, di sovranismi e populismi. I ragazzi imparino a non ascoltare quello che grida più forte”.
Il premier Conte, ha scritto un messaggio in occasione di questa ricorrenza: “Il 27 gennaio viene celebrata la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e con essa il Giorno della Memoria, che quest’anno giunge al suo ventesimo anno. Sembra lontano il 1945, l’anno della disfatta dei nazisti. Tuttavia il ricordo di determinati fatti storici è fondamentale perché niente del genere accada più. Ricordare e condividere resta sempre il miglior antidoto alla recrudescenza dell’antisemitismo e, più in generale, alla barbarie della discriminazione”.
Le vittime di allora, di quel terribile olocausto, chiedono ancora giustizia. Non è bastato il processo di Norimberga: troppi nazisti e fascisti sono sfuggiti alla giustizia. La cultura del rispetto tra gli uomini è un valore inalienabile per l’umanità. Tutti dovrebbero comprendere la sua importanza con la massima: “rispetta se vuoi essere rispettato”. Invece, oggi, il fenomeno razzista sta pericolosamente riemergendo.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply