giovedì, 4 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Giovani e studenti, la situazione sta sfuggendo di mano

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Sembra una escalation senza fine quella dei giovani che manifestano e si azzuffano per la strada, dal Nord al Sud del Paese. Molti sono i cittadini che vorrebbero condanne esemplari, e molti sono i cittadini che attribuiscono le colpe alle carenze di frequentazione scolastica e alle famiglie; altri, molti altri, pensano siano ragazzi viziati che combattono la noia lasciandosi andare a risse collettive dove applaudire, ed imitare il campione del giorno. Personalmente attribuisco la responsabilità ad una Classe Dirigente che, soprattutto nell’ultimo anno, quello pandemico, ha confuso, se mai ce ne fosse stato bisogno, le menti degli studenti lasciati alla mercé della strada impedendo loro di andare a scuola. Non solo, in una distrazione politica senza fine, tanto era presa ad elogiare se stessa per la bravura di come aveva affrontato il Covid nella prima fase, che si è letteralmente dimenticata dei giovani, chiudendoli fra quattro mura, peggio che in prigione. Questi sono i fatti. Poi, scelleratamente, siamo arrivati alla seconda ondata dove qualcuno, pensando di essere un genio, ha inventato le Regioni a colori, ma non solo, come le lucine ad intermittenza dell’albero di Natale, venivano attribuiti e cambiati da una settimana all’altra creando quelle assurde e colorate chiusure a singhiozzo che fanno affollare ogni luogo di svago: come fosse l’ultimo giorno di vita! caleidoscopiche ‘assurdità dove, quando scatta il giallo ci lasciamo andare senza freni. Pensate, solo negli ultimi quattro giorni siamo passati dal rosso Natale ad un giallo acceso inaspettato per tornare all’arancione: nel giro di poche ore. Sulla scuola è stato detto di tutto e il contrario di tutto, non sto a ricordarne la confusione, mi soffermo solo agli inizi quest’anno, quando sembrava che il sette, come nel gioco dei dadi, fosse finalmente il giorno vincente; invece, ancora una volta, dopo tante volte, il sette è scomparso dal cappello della Classe Dirigente prestigiatrice, che lo ha cambiato un po’ con l’11, un po’ con il 24, un po’ mai…fino a far esplodere quella rabbia inconscia degli studenti che, anche per questo motivo, sono diventati reattivi e sfasciano tutto. No, giuro, non me la sento di mettere le intemperanze giovanili sul banco degli imputati. Certo, educare i ragazzi è il mestiere più difficile, lo è per i genitori, lo è per la Scuola, lo è per lo Stato; ecco perché ci vuole il buon esempio, mano ferma e regole certe: nell’ultimo anno non c’è stato nulla di tutto ciò. Forze è ora, oltre al Covid, di riprendere in mano l’educazione è l’istruzione dei nostri ragazzi.

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Clochard

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