lunedì, 19 Agosto, 2019

Giovani industriali: Grandi opere, non grandi chiacchiere

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I giovani di Confindustria vanno all’attacco del Governo. A farlo è direttamente il presidente Alessio Rossi che traccia il bilancio dopo un anno di lavoro dell’esecutivo gialloverde. “Un anno dopo l’insediamento del governo, ancora niente alleanza e niente per i giovani. Solo una crescita ingessata”. L’elenco delle critiche dei giovani industriali è lungo. Dal decreto dignità, (“La dignità già c’era e tale è rimasta. I posti di lavoro, invece, quelli non sono aumentati”)  al decreto crescita (“Forse più prudente chiamarlo ‘decreto dita incrociate'”), fino allo Sblocca Cantieri (“Vorremmo che cambiasse veramente la morfologia dell’Italia. Il governo stia dalla parte giusta, stia dalla parte dello sviluppo, da parte delle imprese”).

Insomma per Rossi la pazienza è finita. Il governo in anno ha portato il Paese sull’orlo della recessione e ora rischia anche di incorrere in una procedura di infrazione per debito eccessivo. “Serve un new deal infrastrutturale” ha detto Rossi a partire dall’Alta velocità Torino-Lione, opera già finanziata in gran parte dall’Unione europea ma bloccata dalle ripicche dei 5 Stelle e dai veti incrociati con la Lega.
Il messaggio che arriva dai Giovani imprenditori di Confindustria, riuniti nel 49esimo convengono a Rapallo, è chiaro: Se ci fosse la Tav “Italia e Francia sarebbero ancora più vicine”. “Non ci separano le Alpi, ma 57 chilometri di pregiudizi”. “Noi crediamo nell’Italia che collega con le grandi opere, non che divide con le grandi chiacchiere”.

E sui conti pubblici ha calcato ulteriormente le mano: “Ormai i nostri conti pubblici sono ufficialmente sotto la vigilanza europea e insieme alla flessibilità economica è finita anche la nostra pazienza. Siamo costretti a fare il gioco della torre, a sciogliere tra il meno peggio, tra una procedura di infrazione, una recessione per depressione dei consumi e un aumento dell’Iva o nuove tasse”. “L’unico modo per riformare l’Europa – ha detto ancora – è starci dentro ma da protagonisti. E invece in caso di procedura di infrazione l’Italia potrebbe finire in panchina”. Infine quota 100, flat tax e reddito di cittadinanza: “Ci sta tornando indietro come un boomerang, la Commissione l’ha messa all’indice perché genera un sistema pensionistico insostenibile. La raccomandazione recapitata all’Italia infrange l’illusione di continuare a fare deficit senza guardare alle conseguenze, o si accetta il dialogo o si paga il prezzo”. “Flat tax e reddito di cittadinanza sono fatte a debito, riparliamone quando si potranno fare senza sfondare i conti pubblici; intanto abbassiamo subito il cuneo fiscale”.

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