domenica, 31 Maggio, 2020

Giovanni Oliverio
Un suggerimento sulla scuola

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La Ministra all’Istruzione On.le Lucia Azzolina, intervenendo, in data 21.05.2020, in seno alla 7 Commissione Cultura del Senato, sulla delicata questione dei concorsi a cattedra ed in particolare del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado, rivolto ai docenti con 36 mesi di servizio, ha così testualmente affermato: “Sono una docente che ha vissuto la precarietà lavorativa. Il mio obiettivo è assumere i precari, nel rispetto della Costituzione.” Una tale affermazione ha determinato nell’opinione pubblica l’idea che i docenti precari pretendano una “sanatoria” per la stabilizzazione senza concorso. Ciò non è affatto vero, in quanto l’art. 97 della nostra Costituzione prevede che si possa transitare nei ruoli dello Stato tramite concorso. Il D.P.R. n. 487 del 09.05.1994 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi,dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi) così recita ;

Capo 1. Modalità di accesso. 1. L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene:

per concorso pubblico aperto a tutti per esami, per titoli, per titoli ed esami,per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria, avvalendosi anche di sistemi automatizzati……omissis.

E’ Chiaro, quindi, che non è l’art. 97 della Costituzione che stabilisce i criteri di assunzione, ma bensì il D.P.R. n. 487 del 09.05.1994.

Inoltre si fa rilevare che non è possibile valutare la preparazione di un docente con dei quesiti da risolvere 80 quesiti in 80 minuti. E’ una offesa alla categoria dei docenti. Conosco tanti ex miei giovani colleghi precari che insegnano da tanti anni, hanno svolto il mio stesso lavoro con un impegno ed una dedizione maggiore a quella che potevo dare ultimamente io ai nostri studenti. Gli stessi sono del parere che la giusta selezione derivi dal maggior numero di anni di insegnamento e di precariato per come è stato considerato per i medici nella Sanità pubblica.

Mi rivolgo a Lei, caro Presidente del Consiglio, in quanto non si capisce perché si sono avuti (senza contestazioni) nella P.A. medici stabilizzati solo con concorso per titoli e non si possa fare nella scuola pubblica, in piena emergenza sanitaria, coronavirus. Aver svolto almeno tre anni di servizio nell’istruzione non ha meno valenza dei tre anni svolti da un medico.

Giovanni Oliverio
Segretario cittadino del PSI
San Giovanni in Fiore

 

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