domenica, 13 Ottobre, 2019

Giro: Damiano Cima beffa tutti. Carapaz sempre più rosa

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La pazienza è la prima virtù di un cacciatore. Damiano Cima lo sa perché mentre per adesso la bicicletta è il suo mestiere la caccia è la sua passione. E’ con pazienza e concentrazione che Damiano Cima ha affrontato l’ultimo chilometro della frazione di oggi, il più complicato tra i 222 che ci sono tra Valdaora e Santa Maria di Sala. I compagni di fuga, Mirko Maestri ed il tedesco Nico Denz, sono lì con lui a giocarsi la tappa mentre dietro, a pochi secondi, il gruppo è lanciatissimo e si avvicina pericolosamente come fanno i tornado in certi film americani.

Del terzetto in fuga da quasi centosettanta chilometri Nico Denz sembra il più fresco ma anche il più nervoso di tutti; ed intanto il gruppo è a settanta metri.
Mirko Maestri lancia la volata prendendo Denz in contropiede; ed intanto il gruppo è a quaranta metri.
Damiano Cima è alla ruota di Maestri, con la pazienza del cacciatore ha atteso il momento giusto, mette nelle gambe tutta la forza che gli rimane e lo sopravanza; ed intanto il gruppo è a venti metri.
La gente si sporge dalle transenne trattenendo il fiato. Cima da cacciatore è diventato preda; ed intanto il gruppo è a dieci metri.

Cima supera per primo la linea del traguardo e sbotta in un interminabile urlo liberatorio; ed intanto il gruppo è stato beffato per un paio, solo un paio di maledettissimi metri.
Secondo arriva Ackermann, battendo con rabbia i pugni sul manubrio perché è consapevole di aver sprecato oggi l’ultima occasione che aveva per vincere un’altra tappa di questo Giro d’Italia. Nei giorni scorsi lui, Demare e gli altri velocisti hanno pedalato sotto la pioggia battente, digerito freddo e salite interminabili solo per arrivare all’appuntamento di oggi. Dovevano però tener conto che ad un appuntamento è sempre prudente presentarsi con puntualità. Oggi invece i superstiti delle squadre dei velocisti, che le montagne hanno sputato verso la pianura, hanno atteso troppo per reagire e mettersi sulle tracce dei tre fuggitivi. Così l’appuntamento è saltato.
Damiano Cima gongola e si gode la vittoria. Questo ragazzo di venticinque anni ha animato il Giro d’Italia fin dai primi giorni, accumulando più di novecento chilometri in fuga. Avete letto bene, novecento chilometri di fuga!

E allora ben vengano alla ribalta ragazzi come lui, testardi e coraggiosi cacciatori di gloria.
Scorrendo l’ordine d’arrivo troviamo il francese Demare solo in ottava posizione. Lui si che deve arrabbiarsi e battere i pugni sul manubrio, prendendosi l’ottavo posto ha regalato la maglia ciclamino ad Ackermann e quindi, salvo sorprese, nessuno oramai la toglierà più al panzer tedesco.
La cronaca di oggi registra il ritiro del bravo Valerio Conti, già Maglia Rosa per una intera settimana, che stamani non ha potuto prendere il via per problemi fisici.
In classifica non cambia niente, Richard Carapaz aspetta con fiducia le ultime tre tappe, con Nibali & C testardamente decisi a dare battaglia.
Domani i corridori tornano verso nord, tornano in montagna, tornano a cercare i propri limiti.

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