giovedì, 14 Novembre, 2019

Giro di Lombardia nel segno di Bauke Mollema

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La maglia è verde e nera ed è stata realizzata nel ricordo di Felice Gimondi.
L’olandese Bauke Mollema la indossa con orgoglio lassù, sul gradino più alto del podio.
Ha vinto meritatamente l’edizione 113 della Classica delle Foglie Morte ed ha inciso il proprio nome nel prestigioso albo d’oro della corsa. Gli fanno compagnia coloro che hanno fatto la storia del ciclismo: Fausto Coppi ha vinto questa classica cinque volte, Binda quattro, Girardengo tre come Damiano Cunego. E poi ancora Gimondi, Bartali, Eddy Merckx, Francesco Moser, Saronni, Hinault e così via fino al nostro Nibali. Pensate ad un campione e sicuramente, scorrendo l’albo d’oro, ne troverete il nome.
La battaglia vera è iniziata all’inizio del Muro di Sormano dopo che, piano piano, uno alla volta, erano stati ripresi i corridori che facevano parte della fuga di giornata, il bravo italiano Masnada tra gli altri.
Sulle rampe di questa durissima salita, che in alcuni tratti arriva al 30%, il gruppo si allungava subito. Gambe dure e fiato corto, anche ai più bravi. Dietro molti atleti procedevano faticosamente a zig zag come ciclisti ubriachi, nemmeno avessero nelle borracce del Verdesa o del Sorsasso, i vini tipici di queste parti.
Allo scollinamento del Muro di Sormano in testa restavano nemmeno in quaranta, con Fuglsang a guidare il variopinto serpentone dei superstiti lungo la difficile discesa di Nesso, spettinando il guardrail.
All’inizio della salita del Civiglio cedeva Nibali, complice un piccolo incidente che lo faceva quasi cadere. Poi il momento arrivava. Bauke Mollema scattava con convinzione e gli altri stavano a guardare. Brutto da vedere ma efficace nella pedalata, Mollema prendeva quasi subito trenta secondi. Dietro restavano in nove, poi diventati tredici. Buoni solo a guardarsi in faccia, vittime di un incomprensibile blocco tattico.
Intanto l’olandese volava convinto.
Il francese Latour reagiva per primo scollinando il Civiglio al secondo posto ma faceva poca strada, ripreso poco dopo dagli altri.
Mollema insisteva ed i secondi presto diventavano cinquanta, poco prima che Roglic rompesse gli indugi ingranando la sesta marcia e sbriciolando il gruppetto dei compagni d’avventura.
Sulle rampe dell’ultima salita di Fermo della Battaglia tutto appariva ancora molto incerto, anche se Mollema iniziava la discesa con ancora venticinque secondi sul gruppetto dei migliori perché Roglic, nel frattempo, era stato ripreso.
Non si arrendeva Valverde, che portandosi dietro Bernal e Fuglsang, cercava di recuperare quel pugno di secondi perduti.
Niente da fare, sulle rive del lago, accarezzato dal tenue soffio della breva, il segaligno Bauke Mollema si godeva finalmente gli applausi della folla, tagliando il traguardo a braccia alzate, giusto il tempo di guardarsi un attimo indietro, tanto per essere sicuro di non avere nessuno sulle ruote.
Davvero bravo l’olandese.
Al secondo posto Alejandro Valverde, terzo il vincitore dell’ultimo Tour de France Egan Bernal, quarto Fuglsang, ottimo protagonista di questa stagione ciclistica.

Marco Burchi

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