venerdì, 18 Ottobre, 2019

Giro d’Italia 2019: Carapaz in trionfo a Verona

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L’ultima tappa di questo Giro d’Italia, diciassette chilometri a cronometro da Verona a Verona viene vinta a sorpresa dallo statunitense Chad Haga, che precede il belga Campenaerts, recente recordman dell’ora e specialista delle gare contro il tempo.

Richardo Antonio Carapaz Montenegro, classe 1993, ha vinto invece il Giro d’Italia 2019. Questo ragazzo ecuadoriano è nato ventisei anni fa ad El Carmelo, vicino al confine con la Colombia. El Carmelo si trova ad oltre 3000 metri sul livello del mare. Qualche mucca, agricoltura di sussistenza, gente che si arrabatta per sbarcare il lunario. Da quelle parti l’aria è rarefatta e mette i polmoni alla prova anche se non fai niente tutto il giorno e passi il tempo a sorseggiare aguapanela. Carapaz è salito per la prima volta in sella nei dintorni di casa, su una bicicletta senza pneumatici, su strade approssimative, immaginando di replicare le imprese di Pantani. A quindici anni inizia a correre con la divisa di una squadra locale e si fa subito notare. Nel 2015 per l’ecuadoriano arriva la svolta. Vince la Vuelta del la Juventud de Colombia e le squadre europee lo notano. Nel 2016 attraversa l’oceano ed arriva in Spagna, più precisamente nei paesi baschi, gente aspra come le montagne di casa sua. Firma con la Lizarte. L’anno dopo Unzué lo porta alla Movistar. Nel 2018 percorre per la prima volta le strade del Giro d’Italia e subito vince una tappa difficile, l’ottava, da Praia a Mare a Montevergine di Mercogliano. Concluderà il Giro al quarto posto, dimostrando di essere già competitivo nelle corse di tre settimane.

In questa edizione 2019 la Movistar si presenta alla partenza orfana di Valverde. il campione del mondo ha dovuto rinunciare al Giro per problemi fisici ed allora la squadra dichiara di voler puntare sulla coppia Landa e Carapaz per vincere qualche tappa, magari la classifica del miglior scalatore. Tutti sono concentrati sulla sfida Nibali Roglic e non fanno molto caso alle maglie azzurre della Movistar.

Carapaz entra in scena piano piano. Prima di tutto non si stacca mai. Non solo, ha uno scatto secco e devastante e la capacità, subito dopo, di saper mantenere una andatura alta e costante. Se mai ce ne fosse bisogno lo dimostra nella tappa del Lago Serrù, vinta da Zakarin. Nibali e Roglic gli lasciano spazio, troppo occupati a controllarsi a vicenda. L’ecuadoriano, quarto sul traguardo di tappa, guadagna più di due minuti sulle due primedonne. E’ la svolta, probabilmente quella sera Carapaz ha iniziato a pensare di poter vincere questo Giro. Nei giorni successivi ne prende consapevolezza ed arriva in Maglia Rosa fin dentro l’Arena di Verona. Sul secondo gradino del podio sale il vecchio Nibali. Che dire? Bravo. Non hai mai rinunciato ed anche oggi ci ha messo rabbia, determinazione, si è arreso solo dopo la linea del traguardo. La classifica finale riporta il Ragionier Roglic al terzo posto. Nel suo caso i diciassette chilometri di oggi sono serviti a sopravanzare Mikel Landa, che ieri sera figurava davanti a lui.

In Ecuador si farà festa grande. Il Presidente Lenin Moreno, lo stesso che recentemente ha revocato la richiesta di asilo politico ad Assange definendolo un “miserabile hacker”, ha promesso di celebrare il piccolo Carapaz come un eroe nazionale. Ad El Carmelo, a casa Carapaz, ci sarà gran trambusto ed un bel daffare per “El Pavo guardian”, il tacchino che nel giardino di casa da tempo ha preso il posto del cane da guardia.

CLASSIFICA DI TAPPA


CLASSIFICA FINALE GIRO D’ITALIA 2019

Marco Burchi

TUTTE LE TAPPE DEL GIRO

Si parte
Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
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Decima tappa
Undicesima tappa
Dodicesima tappa
Tredicesima tappa
Quattordicesima tappa
Quindicesima tappa
Sedicesima tappa
Diciasettesima tappa
Diciottesima tappa
Diciannovesima tappa
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