venerdì, 19 Luglio, 2019

Giro d’Italia: ancora Ackermann. Il ritiro di Domoulin

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La giornata si apre con Il mondo del ciclismo che prende i primi provvedimenti a seguito dell’Operazione Aderlass. L’Unione Ciclistica Internazionale ha infatti notificato un provvedimento di sospensione ai quattro corridori chiamati a rilievo dall’indagine antidoping.
I due ancora in attività sono Durasek (UAE Team Emirates) e Koren (Bahrain-Merida); il primo impegnato attualmente al Giro di California, il secondo al Giro d’Italia.

Gli ex corridori sono invece Borut Bozic, attualmente direttore sportivo alla Bahrain Merida, e Alessandro Petacchi, attuale commentatore tecnico per la RAI.
I fatti della “potenziale violazione della normativa antidoping” risalgono per tutti a qualche anno fa.

La Bahrain Merida ha immediatamente fatto sapere di aver a sua volta sospeso entrambi i suoi dipendenti coinvolti.
Tornando al Giro, l’esame del percorso della tappa di oggi non sembra riservare insidie ma dopo il trambusto di ieri non si sa mai.

Domoulin e Pozzovivo hanno passato la serata di ieri all’ospedale ma si sono poi presentati regolarmente al via, firmando il registro alla presenza del Presidente del Consiglio Conte.
Domoulin però fa solo una comparsata ed abbandona al chilometro zero. Non riesce neanche a partire, non ce la fa a stare in bicicletta, i postumi della rovinosa caduta di ieri sono ancora forti. Peccato, il Giro perde un atleta che avrebbe dato spettacolo, lo rimpiangeremo.

La caduta di Frascati ha innervosito tutti tanto che Landa, ad esempio, ha addirittura dato del “ritardato mentale” a Yates, anche se poi sembra che i due abbiano fatto pace.

Il Giro è arrivato a Terracina già tre volte, una in modo drammatico.
Era il 22 maggio 1969. Vince allo sprint Eddy Merckx ma sulla linea d’arrivo si consuma una tragedia, crolla una tribuna su un lato della strada ed un bimbo muore schiacciato dal crollo. I corridori scendono di bicicletta a dare una mano, qualcuno rimane a sua volta coinvolto dal cedimento del palco. Nei filmati d’epoca si vedono poliziotti e carabinieri prendere in braccio bimbi e portarli al sicuro, tra grande agitazione di tutti. Alla fine si contarono anche 48 feriti.
Nelle altre due occasioni hanno vinto a Terracina i velocisti Guidone Bontempi nel 1983 ed Ivan Quaranta nel 2000.

Percorso prevalentemente pianeggiante, che inizia in discesa sotto una pioggia incessante e con i corridori imbacuccati negli impermeabili. Asfalto scivoloso, le cadute rischiano di tornare protagoniste anche oggi.

Sono cinque i protagonisti della fuga di giornata: Orsini e Barbin (Bardiani CSF), Santaromita (Nippo Fantini) Florez (Androni Sidermec) Vervaeke (Sunweb).

Come se non bastasse fa freddo, veramente freddo .

Il vantaggio dei fuggitivi si mantiene vicino ai due minuti ma viene annullato a circa 20 chilometri dal traguardo. Vervaecke è l’ultimo a cedere.

Qualche chilometro prima la Giuria ha deciso che per ragioni di sicurezza il tempo della tappa sarà preso al primo passaggio sul traguardo di Terracina. Le strade sono troppo scivolose, il circuito finale di 9 chilometri servirà quindi solo per decretare il vincitore di tappa.

Entrano allora in scena le squadre dei velocisti, ritmo elevatissimo, peripezie sull’asfalto. La volata è guidata dalla squadra di Viviani, portato magistralmente in ottima posizione. Lui però si perde, Gaviria prova ad anticipare tutti ma Ackermann è in scia e riesce a sopravanzarlo negli ultimi metri. Terzo Demare.

TAPPA 5 – FRASCATI – TERRACINA – KM. 140
1) ACKERMANN Pascal (BORA – HANSGROHE) 3h 15’ 44”
2) GAVIRIA Fernando (UAE TEAM EMIRATES) s.t.
3) DEMARE Arnaud (GROUPAMA – FDJ) s.t.
4) EWAN Caleb (LOTTO SOUDAL) s.t.
5) MOSCHETTI Matteo (TREK – SEGAFREDO) s.t.

La classifica generale
1) ROGLIC Primoz (TEAM JUMBO – VISMA) in 19h 46’ 25”
2) YATES Simon (MITCHELTON – SCOTT) + 0’ 35”
3) NIBALI Vincenzo (BAHRAIN – MERIDA) + 0’ 39”
4) LOPEZ Miguel Angel (ASTANA PRO TEAM) + 0’ 44”
5) ULISSI Diego (TEAM UAE) + 0’ 44”

Marco Burchi

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