venerdì, 23 Ottobre, 2020

Giro d’Italia, Arnaud Demare cala il poker

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Il belga Sander Armée lo riprendono a sei chilometri dal traguardo quando il Giro attraversa il ponte sul Marecchia. Seguendo il corso del fiume verso monte si arriverebbe a Pennabilli, in Val Marecchia, ai luoghi amati dal poeta Tonino Guerra ma oggi non c’è tempo per fare cicloturismo e neppure per la poesia, oggi i corridori tirano dritto verso l’arrivo di Rimini, città amata da un grande amico di Tonino Guerra: Federico Fellini.
E Fellini della antica Ariminum diceva che “Rimini è un pastrocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo moto aperto del mare».
Il Giro d’Italia arriva nella città romagnola da sud, da Porto Sant’Elpidio, luogo di partenza della tappa di oggi, dopo aver pedalato per 182 chilometri.
I corridori son saliti verso nord costeggiando il mare, le spiagge deserte, percorrendo l’unica striscia di terra pianeggiante possibile, quella che dalle Marche alla Romagna corre stretta stretta tra la riva del mare e le prime colline che vanno in su, verso l’Appennino.
Anche oggi ci son corridori che riescono ad evadere dalla pancia del gruppo. Sono Mattia Bais (Androni-Sidermec), Fabio Mazzucco e Francesco Romano (Bardiani-CSF-Faizanè), il belga Sander Armée (Lotto Soudal) e Marco Frapporti (Vini Zabù-KTM).
Il gruppo li tiene sotto controllo a distanza, li illude a credere che forse ce la potrebbero fare ma in realtà i piani delle squadre dei velocisti sono già fatti da ieri sera e sono altri, prevedono l’arrivo in volata sul lungomare riminese.

Ecco allora che le squadre di Démare, di Gaviria, di Viviani, di Sagan, di Hodeg piano piano consumano il distacco che hanno dai fuggitivi e li riportano uno ad uno nella pancia del gruppo, nella pancia della balena. L’ultimo ad essere raggiunto, come abbiamo detto, è il belga di Lovanio Sander Armée.
Subito dopo il passaggio su quel ponte sul Marecchia si scatena la solita bagarre per prendere le posizioni migliori, si pedala forte a sessanta all’ora in mezzo a precari equilibri, a cenni d’intesa ed occhiatacce, a spallate, a traiettorie perfette e traiettorie sbagliate, a cambi di direzione senza mai toccare i freni.
Il treno della Israel Start Up Nation lavora per Rick Zabel e guida il serpentone colorato per gran parte degli ultimi quattro chilometri ma poi è la Groupama FDJ di Arnaud Démare ad entrare in scena. Il lituano Konovalovas e l’australiano Scotson aprono la strada a Guarnieri e Démare. Guarnieri guida Démare nelle prime posizioni, lo protegge dal vento e dagli altri prima di lasciargli spiegare le ali. Quando Jacopo Guarnieri si sposta Démare ha una progressione irresistibile e nessuno lo rimonta, neppure Peter Sagan, secondo per l’ennesima volta.

Per Arnaud Démare è la quarta vittoria in questo Giro d’Italia, per tutti gli altri è la solita sconfitta.
Sarà difficile togliere la Maglia Ciclamino dalle spalle del francese e comunque non accadrà domani, 204 chilometri da Cesenatico a Cesenatico di continui saliscendi.
A Rimini la stagione balneare è finita, presto arriverà l’inverno sui luoghi felliniani, il Cinema Fulgor ed il Borgo di San Giuliano, il Teatro Galli ed il molo della Palata. Anche al Gran Hotel, dove Fellini soggiornava nella stanza 316. Grand Hotel amato e descritto così dal regista. “Delitti, rapimenti, notti di folle amore, ricatti, suicidi, il giardino dei supplizi, la dea Kalì: tutto avveniva al Grand Hotel. Nelle sere d’estate diventava Istanbul, Bagdad, Hollywood”.
D’inverno, invece, il Grand Hotel diventava per Federico Fellini un luogo diverso:

“… Soltanto d’inverno, con l’umidità, il buio, la nebbia, riuscivamo a prendere possesso delle vaste terrazze del Grand Hotel fradice d’acqua. Ma era come arrivare a un accampamento quando tutti sono andati via da un pezzo e il fuoco è spento. Si sentiva nel buio l’urlo del mare: il vento ci soffiava in faccia il pulviscolo delle onde. Il Grand Hotel chiuso come una piramide, le sue cupole e i pinnacoli inghiottiti dalla nebbia, era per noi ancora più estraneo, proibito, irraggiungibile…».

 

ORDINE D’ARRIVO
1 – Arnaud DEMARE in 4 ore, 3 minuti e 52 secondi (di cui almeno 9 secondi irresistibili)
2 – Peter SAGAN s.t.
3 – José Alvaro HODEG s.t.
4 – Simone CONSONNI s.t.
5 – Rick ZABEL s.t.
In Classifica Generale Joao ALMEIDA sempre in maglia rosa.

 
 

Prima tappa

Seconda tappa

Terza tappa

Quarta tappa

Quinta tappa

Sesta tappa

Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa

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