martedì, 20 Ottobre, 2020

Giro d’Italia. Demare vince al fotofinish. Almeida in rosa

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Gran lavoro al Giro d’Italia per Finishlynx.
Non è il nome di un gregario che tira le volate, anche se oggi i corridori sono arrivati in volata.
Non è il nome di un corridore che è stato in fuga tutto il giorno, anche se oggi c’è stato chi lo ha fatto.

Finishlynx, occhio di lince, è il nome che i ciclisti hanno affibbiato al fotofinish.
Oggi lo strumento ha fatto freddamente il suo lavoro, come sempre, decretando dopo minuti di suspence la vittoria del francese Arnaud Demare su Peter Sagan e sul nostro Davide Ballerini.
Questione di millimetri, neppure il tempo di un respiro, forse il battito d’ali di un colibrì.
Ma il verdetto di Finishlynx non si discute. E’ matematica pura, spietato e implacabile ti condanna all’inferno o ti regala Il paradiso fermando indiscutibilmente quell’unico attimo che conta, quello del passaggio sulla linea del traguardo.

Già ieri Finishlynx aveva deciso che la maglia rosa doveva essere attribuita al portoghese Almeida per soli 28 millesimi di secondo nei confronti dell’ecuadoriano Caicedo.
28 miseri millesimi di secondo calcolati distaccatamente ed implacabilmente su ben 302,1 chilometri totali percorsi nelle prime tre tappe: per quell’attimo Almeida ieri ha indossato la maglia rosa e Caicedo no. Per quell’attimo Almeida ancora stasera è la maglia rosa e Caicedo no.
Non più tardi di domenica il nostro Finishlynx, su la nord, nelle strade fangose del Belgio della Liegi-Bastogne-Liegi, era già stato il sommo giudice chiamato a decretare la vittoria di Primoz Roglic sul campione del mondo Julian Alaphilippe.

Anche a Liegi questione di pochi millimetri, anche a Liegi i corridori troppo appaiati sulla linea del traguardo per lasciar decidere all’occhio umano.
Finishlynx ha un padre che non poteva che venire dalla svizzera, la nazione che fin dalla seconda metà del sedicesimo secolo ha provato testardamente a segnare il tempo con la massima precisione possibile, da quando i profughi ugonotti portarono a Ginevra la capacità di fabbricare orologi.
Il padre della fotocamera speciale dedicata al fotofinish si chiama Peter Hurzeler e viene da Solothurn, la città chiamata anche Ambassadorenstadt, cioè città degli ambasciatori poiché per quasi tre secoli è stata la sede degli ambasciatori di Francia nella Confederazione Svizzera.
Peter Hurzeler è stato a sua volta ambasciatore dei giroscopi, degli accellerometri e delle altre diavolerie che quotidianamente, nelle competizioni sportive in tutto il mondo, rendono inattaccabile il verdetto di Finishlynx.

Arnaud Demare ha vinto comunque meritatamente, onorando la maglia rossa bianca e blu di Campione di Francia che indossa quest’anno. La sua squadra, la Groupama FDJ, ha lavorato tutto il giorno per portarlo nelle posizioni migliori per la volata finale e lui ha ripagato i compagni. Bravo anche Peter Sagan, finalmente tornato sul podio di una tappa della Corsa Rosa e stasera leader nella classifica a punti, possessore della maglia ciclamino che cercherà di portare fino a Milano.
Lo slovacco, a volte atteggiamenti da guascone, carattere esuberante, generoso con il pubblico, stile di corsa spettacolare, piace al popolo del ciclismo ed in questi giorni è stato acclamato dai siciliani, a cui non si è sottratto.
Prima della volata finale la tappa è stata caratterizzata dalla fuga di tre corridori, Kamil Gradeck, Simone Frapporti e Simon Pellaud, che già sfilando ad Aci Trezza, davanti ai neri Faraglioni dei Ciclopi, avevano accumulato quasi tre minuti di vantaggio nei confronti di un gruppo che all’inizio ha inseguito svogliatamente pur senza lasciare troppo spazio ai fuggitivi.
Lo svizzero Simon Pellaud scollinava per primo la cima di Portelle Mandrazzi, ultima propaggine dei Monti Peloritani, e continuava da solo nella fuga.
La sua avventura si concludeva a 23 chilometri dall’arrivo, quando iniziavano le grandi manovre delle squadre dei velocisti.
Come è andata a finire l’abbiamo detto. C’è solo da aggiungere che nella top-ten si è rivisto finalmente anche Elia Viviani, arrivato quinto.
L’altra notizia del giorno riguarda la Ineos Granadiers ed il suo capitano Geraint Thomas. Il gallese non si è presentato stamani alla periferia di Catania, dove era stabilita la partenza della tappa e si è ritirato.
Ieri Thomas, sofferente per i postumi di una caduta capitatagli poco prima della partenza, era arrivato al traguardo dopo oltre dodici minuti dal vincitore Caicedo.
“una piccola frattura al bacino” dice il freddo comunicato stampa della Ineos Granadiers.
Stasera i corridori hanno attraversato lo Stretto di Messina e si sono portati in Calabria, dove domani partiranno da Mileto per la prossima tappa.
Maglia Rosa resta ancora Joao Almeida.
A Villafranca Tirrena, già chiamata Bauso, resta il ricordo di una bella e colorata giornata di ciclismo.
Da domani questa cittadina tornerà alla propria vita quotidiana e ad essere citata per le gesta leggendarie del bandito Pasquale Bruno, romanzate anche dallo scrittore Alexandre Dumas nel 1868, nel romanzo storico “Pascal Bruno”.
Il bandito ovviamente non aveva niente a che fare con i primi velocipedi e non possiamo essere noi a raccontare qui le sue gesta, il compito spetta a Dumas ed agli abitanti del posto.

 

“Ascoltate, – mi disse, – non dimenticate di fare una cosa quando andrete da Palermo a Messina, per mare o per terra. Fermatevi al piccolo villaggio di Bauso , vicino al promontorio di Capo Bianco.
Di fronte a una locanda, troverete una strada in salita delimitata a destra da un piccolo castello a forma di cittadella. Alle mura di quel castello vi sono due gabbie: una di esse è vuota, nell’altra biancheggia da vent’anni una testa di morto.
Domandate al primo viandante che incontrerete la storia dell’uomo a cui appartenne quella testa, e avrete uno di quei racconti completi che dipingono tutta una società, dalla montagna alla città, dal contadino al gran signore.”
(Alexandre Dumas – “Pascal Bruno”)

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Arnaud DEMARE in 3 ore, 22 minuti, 13 secondi
2 – Peter SAGAN – s.t.
3 – Davide BALLERINI – s.t.
4 – Andrea VENDRAME – s.t.
5 – Elia VIVIANI – s.t.

Prima tappa

Seconda tappa

Terza tappa

 

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