sabato, 19 Ottobre, 2019

Giro d’Italia: Caleb Ewan beffa tutti. Conti ancora in rosa

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L’ottava tappa arriva a Pesaro e da queste parti di due ruote se ne intendono. In realtà non ci riferiamo alle biciclette ma alle moto. Nei dintorni è cresciuto il Dottore Valentino Rossi e Pesaro, a partire dagli anni 60 del secolo scorso, è sempre stato un luogo dove il “motore” ha trovato larghissimo seguito di appassionati. Prima la Benelli e la MotoBI hanno dato lustro e lavoro alla città. In seguito Morbidelli, Mba, la Sanvenero, Piovaticci, RB, oggi la TM. Molti grandi piloti italiani sono nati e si sono fatti le ossa da queste parti. In città è sempre stato un fiorire di scuderie, come la mitica Scuderia Baronciani o la Scuderia Campana, e di officine impegnate a trasformare le moto di serie in bolidi che tagliano il vento che è un piacere.

E’ però risaputo che anche in bicicletta si taglia il vento, anzi, se vuoi vincere, è indispensabile essere tutt’uno con la bici, saper dominare il mezzo e la strada, avere coraggio, proprio come i motociclisti. Soprattutto in discesa occorre conoscere il percorso e dipingere le curve pericolose, sapere dove frenare e dove pedalare, dove calibrare il peso. Guai sbagliare le traiettorie. In certi tratti ci vuole poco a sfiorare i 100 chilometri all’ora!

I corridori ne hanno dato esempio anche oggi, nelle discese della tappa.

Appena il tempo di dare lo start da Tortoreto Lido e se ne vanno in due, Frapporti e Cima. Sono di Brescia e di solito si allenano insieme. Di conseguenza c’è affiatamento. A 35 chilometri dall’arrivo la coppia viene ripresa e comincia la battaglia per la tappa.

Frazione molto lunga questa, ben 238 chilometri. Con la moto sarebbe un attimo. Invece in bicicletta ci vogliono quasi sei ore. Percorso pianeggiante lungo la costa adriatica. Poi tre salite: Mombaroccio, Monteluro e Gabicce Monte. E’ su quest’ultima che scattano Vervaecke, Ciccone ed il francese Bidard.

Prendono 30-40 secondi ma la Groupama, la Lotto Soudal e la Bora Hansgrohe non ci stanno e spingono a fondo. Inizia a piovere, non è facile stare in piedi. Li riprendono a settemila metri dall’arrivo, quando inizia il tratto più difficile della discesa finale.

Allo sprint vince Caleb Ewan dalla tasmania, davanti al nostro Elia Viviani da Isola della Scala. Terzo Ackermann, che tiene la maglia ciclamino, così come Valerio Conti tiene quella rosa.

Corridori inzuppati dalla pioggia per l’ennesima volta ed allora finiamo parlando di zuppa. Non si può ripartire senza assaggiare il Brodetto alla Pesarese, una delle tante versioni della zuppa di pesce di cui quasi ogni località lungo la costa marchigiana ha la “sua” ricetta. A Pesaro si mette in pentola la mazzola, il pesce ragno, alcuni pezzi di raggia, i cagnoletti senza pelle, le canocchie, le gransegole. Non mancano neppure seppie, vongole e triglie. Munitevi di pane abbrustolito e non preoccupatevi di usare anche le mani. Per gestire la situazione basta un buon tovagliolo.

TAPPA 8 – TORTORETO LIDO – PESARO

1 – CALEB EWAN – Lotto Soudal
2 – ELIA VIVIANI – Deceuninck Quick Step
3 – PASCAL ACKERMANN – Bora Hansgrohe

Marco Burchi

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