mercoledì, 13 Novembre, 2019

Giro d’Italia, Carapaz e l’Ecuador in maglia rosa

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Roglic guarda Nibali. Nibali guarda Roglic. La gente guarda Roglic e Nibali. E gli altri ne approfittano.
Dopo l’odierna Saint Vincent-Courmayeur la Maglia Rosa è volata sulle spalle di Richard Carapaz, che vince anche la tappa. Aveva già vinto l’altro giorno a Frascati e da stasera c’è un nome in più in lizza per la vittoria finale. Anche oggi la Movistar ha corso benissimo. Carapaz è scattato al momento giusto sulla difficile salita del San Carlo, rapporto lungo e via, ottantacinque pedalate al minuto. Non l’hanno più visto.

Nella discesa del San Carlo Nibali ha accennato ad un tentativo di rimonta sviluppando velocità impressionanti, senza riuscire però a fare la differenza. La Bahrain Merida e Niibali hanno punzecchiato Roglic più volte ma non c’è stato niente da fare, lo sloveno era sempre lì.
Alla fine Nibali ha guadagnato quattro secondi di abbuono sprintando sul traguardo di Courmayeur, un piccolo segnale che conferma che sta bene.
Con la stampa Nibali ha smorzato le polemiche di ieri dichiarando “Roglic oggi ha corso bene, stavolta ha collaborato e si è visto, a differenza dei giorni passati. Va bene così, perché significa che ce la giochiamo tutti quanti allo stesso modo”.

E mentre lo Squalo parla, Roglic non si toglie la maschera. Per certi versi è affascinante guardare lo sloveno pedalare imperturbabile verso l’ultima tappa di Verona. Come sempre ha portato a spasso per tutto il giorno una faccia da cui traspariva solo freddezza ed impassibilità. Più volte Nibali l’ha guardato cercando di cogliere un segnale di fatica, di incertezza. Niente da fare.
Thomas Jefferson diceva: “Niente dà a un individuo così tanto vantaggio rispetto a un altro che il rimanere freddo e imperturbabile in tutte le circostanze.”
Gli avversari di Roglic lo tengano a mente.

Domani altra tappa difficile con un nuovo scenario. Tutti dovranno tener presente che la Maglia Rosa stasera appartiene non solo ad un corridore valoroso e bravo in salita come Carapaz, appartiene ad una squadra, la Movistar, che arruola fior di corridori esperti e talentuosi, come Landa ed Amador, ad esempio.
Andargliela a togliere non sarà facile ed il sorridente ecuadoriano è il primo ad esserne consapevole “non sono preoccupato, la Maglia Rosa e più facile provare a difenderla che provare a conquistarla”. Parole sagge.

I bei gesti di oggi appartengono anche a Damiano Caruso, per il prezioso aiuto che ha saputo dare a Nibali, ed a Simon Yates, secondo al traguardo, per aver dimostrato di avere tanto orgoglio e rispetto per la Corsa Rosa.

CLASSIFICA DI TAPPA

CLASSIFICA GENERALE

Marco Burchi

 

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