domenica, 19 Maggio, 2019

Giro d’Italia: Carapaz vince. Domoulin perde quattro minuti

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Allo start di Orbetello Fernando Gaviria parte indossando la maglia ciclamino di leader della classifica a punti, conquistata anche grazie alla vittoria a tavolino di ieri.
In proposito il colombiano ha dichiarato a RaiSport “Difficile sorridere dopo questa vittoria. Elia è un amico, sempre leale e corretto, e mi dispiace sia stato squalificato, per me non lo meritava. Per me ha vinto lui oggi la tappa.”
Oltre a Roglic in rosa, Lopez si avvia verso Frascati con la maglia bianca di miglior giovane e Ciccone veste d’azzurro, Re dei GPM.
Da Orbetello a Frascati ci sono 235 chilometri da percorrere, con un finale dispettoso, in leggera ascesa, pendenze medie del 4% con punte del 7%, che richiede di essere affrontato con gambe abituate alla resistenza ed alla velocità e che potrebbe far gola allo stesso Roglic o a uno come Yates.

Ciclisticamente Frascati ha già ospitato il Giro d’Italia ed è nota agli appassionati per aver fatto da palcoscenico ai mondiali del 1955 quando il belga Ockers, con una poderosa rimonta, riuscì prima a recuperare cinque minuti di distacco e poi a staccare tutti arrivando solo al traguardo, nel pomeriggio di una caldissima giornata di fine agosto.
Inoltre chissà quante volte, nei primi mesi del 1945, Fausto Coppi è salito sui Colli Romani ad allenarsi. La guerra non era finita ed il nord Italia ancora occupato dalle truppe tedesche. Coppi, caporale del 38° reggimento fanteria si trovava a Caserta, prigioniero di guerra in un campo inglese. Arrivò a Roma su consiglio di un ex compagno di squadra e venne ospitato al Casilino da Edmondo Nulli, meccanico-costruttore di biciclette, che diede a Fausto un tetto e la possibilità di tornare a fare quello che sapeva fare meglio, pedalare. Ebbe la tessera numero 9 della Società Sportiva Lazio ed una bici arancio-argento di marca Nulli, telaio 61×57, costruita per lui. Furono sei mesi di riscossa, sei corse fatte, 4 vinte.

Torniamo alla tappa di oggi per evidenziare che già dalla partenza la Nippo Fantini Faizanè è ancora in evidenza con Cima, che si avvantaggia insieme a Frapporti (Androni Sidermec) ed a Maestri (Bardiani Csf).
Si ritira Bretschel mentre non è partito Molano, fermato dalla propria squadra per valori fisiologici anomali. I fuggitivi arrivano a guadagnare ben 12 minuti con il gruppo che ancora lascia fare.
Frapporti vince il GPM di Manciano, Maestri il traguardo volante di Vetralla. Piove e tira vento. Cala progressivamente il vantaggio ma a 20 chilometri dal traguardo, quando Frapporti scatta e gli resiste solo Maestri, i fuggitivi hanno ancora un minuto e mezzo di vantaggio.
La Groupama si mette a tirare come si deve ed il gruppo rosicchia secondi ad ogni chilometro. Ai meno 10 chilometri dal traguardo il gruppo torna compatto. Ricomincia a piovere e si formano i trenini, sia quelli dei velocisti che quelli che vogliono avvantaggiare i finisseurs come Ulissi, Villella e Battaglin.

A 6 chilometri e mezzo dall’arrivo una caduta scombina le carte a tutti ed il gruppo si spezza. Cadono o si attardano anche uomini di classifica. Tra i leader si salva solo Roglic, che riesce a rimanere davanti, aggrappato alla dozzina dei più scaltri e fortunati. Gli altri inseguono affannosamente, cercando con gli occhi compagni di squadra che possono aiutarli a limitare il ritardo. Vince Carapaz, che scatta agli ultimi settecento metri e non verrà più ripreso, secondo Caleb Ewan.
Nibali, Lopez, Landa, Zakarin arrivano alla spicciolata accumulando secondi. Tom Dumoulin arriva addirittura dopo quattro minuti, in triste processione con i suoi compagni di squadra, volto contratto e sofferente, ginocchio sinistro che sanguina copiosamente. Il suo giro potrebbe essere finito a Frascati ed è davvero un peccato.
Mentre molti atleti passeranno la serata a leccarsi le ferite ed a rimuginare su quanto accaduto, per gli appassionati c’è il tempo di infilarsi in una “fraschetta” della zona e, seduti su una panca, mangiare “coppiette” e porchetta accompagnate da “ ’n par de lallere d’asciuttu” (mezzo litro di vino bianco secco).

Quale ambiente migliore per commentare una tappa così convulsa.
Il vino è di quello buono ed un bicchiere tira l’altro. Poi però a scendere dai Colli occhio alle curve!

CLASSIFICA DI TAPPA
CARAPAZ Richard MOVISTAR TEAM
EWAN Caleb LOTTO SOUDAL
ULISSI Diego UAE Emirates

CLASSIFICA GENERALE
1 ROGLIC Primoz TEAM JUMBO – VISMA 16h 19’ 20”
2 YATES Simon Philip MITCHELTON – SCOTT 0’ 35”
3 NIBALI Vincenzo BAHRAIN – MERIDA 0’ 39”
4 LOPEZ MORENO Miguel Angel ASTANA PRO TEAM 0’ 44”
5 ULISSI Diego UAE TEAM EMIRATES 0’ 44”

Marco Burchi

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