sabato, 24 Ottobre, 2020

Giro d’Italia, doppietta di Diego Ulissi. Almeida ancora in Rosa.

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A circa quaranta chilometri dall’arrivo c’è da affrontare il Roccolo, una sequenza di tre salite diverse su strade strette e ripide, fino a toccare oltre il 17% di pendenza.
Prima del Roccolo solo pianura, nient’altro che pianura, teatro di una fuga animata da otto corridori: lo svizzero Simon Pellaud con Simone Ravanelli (Androni Giocattoli – Sidermec), il colombiano Rodrigo Contreras (Astana), Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF-Faizanè), il belga Harm Vanhoucke (Lotto Soudal), Lorenzo Rota (Vini Zabù-Brado) e il francese Geoffrey Bouchard (Ag2r La Mondiale), .
La parola Roccolo evoca un sistema di reti inventato nel 1300 da frati bergamaschi per andare a caccia, per catturare gli uccelli.
Questo sistema di caccia per fortuna è vietato da oltre cinquanta anni ma sulla salita del Roccolo oggi pomeriggio, sotto un timido sole autunnale, una caccia si è svolta ugualmente, la caccia del gruppo ai fuggitivi. E i fuggitivi infatti presto vengono ripresi uno ad uno.
Raggiungere due di loro è più difficile, Geoffrey Bouchard e Alessandro Tonelli sono testardi e non si vogliono arrendere. Pedalano con impegno fino all’ultimo istante che precede il ricongiungimento con il gruppo.

Sulla successiva salita, altrettanto dura, i corridori capaci di esprimere scatti esplosivi nelle salite brevi, quelli in grado di staccare tutti per il tempo che basta ad arrivare in cima entrano in azione.
Diego Ulissi è uno di questi, in certe strade ha qualcosa in più degli altri, deve solo scegliere il momento giusto.

Quando Ulissi prova a scattare solo la maglia rosa Joao Almeida e Vincenzo Nibali sembrano in grado di stargli attaccati alla ruota, il gruppo si allunga, in tanti cedono, alla fine i migliori della classifica generale recuperano.
Sono in venti quelli che si gettano in discesa verso Monselice, quelli che si giocheranno la vittoria finale.
In verità poco indietro c’è Peter Sagan che pedala veloce, che potrebbe rientrare e magari poi vincere allo sprint.
La maglia rosa Almeida ne è consapevole, ed anche lui sa di essere capace di vincere uno sprint a ranghi ridotti.

Il portoghese ha la fortuna di avere accanto ancora tre compagni di squadra e allora via, li mette alla frusta, occorre tirare dritto a tutta velocità fino a Monselice, Peter Sagan non deve rientrare.
Dopo l’arco che segna l’inizio dell’ultimo chilometro entra in azione Mikkel Honoré. Il giovane danese ha il compito di tirare la volata al proprio capitano, alla maglia rosa Joao Almeida.
E’ adesso che appare ancora in scena Diego Ulissi, conducendo una volata perfetta, senza fare il minimo errore. Prima riesce ad introdursi tra le biciclette di Honoré e di Almeida, a rubare la ruota alla maglia rosa poi, quando Honorè finisce il suo compito e si sposta di lato, il toscano di Donoratico esce allo scoperto e non lo riprendono più.

 

Ci vanno vicino, è vero, ma non lo riprendono più.
Solo dopo aver superato la linea bianca del traguardo Diego Ulissi si concede il lusso di togliere una mano dal manubrio, per alzare il braccio e gioire per la sua seconda vittoria in questo Giro d’Italia, per la sua ottava vittoria in carriera al Giro d’Italia.
Poco oltre si ferma ad attendere i compagni di squadra che arrivano alla spicciolata.
A tutti un abbraccio, un grazie, una pacca sulla spalla.
Perché il ciclismo è così, non si vince mai da soli, per arrivare primi ci vuole il sudore e la fatica di tutta la squadra.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Diego ULISSI in 4 ore, 22 minuti, 18 secondi
2 – Joao ALMEIDA s.t.
3 – Patrick KONRAD s.t.
4 – Tao GEOGHEGAN HART s.t.
5 – Frolich Mikkel HONORE’ s.t.

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa
Docidesima tappa

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