martedì, 24 Novembre, 2020

Giro d’Italia, lo Stelvio cambia tutto. Vince Hindley

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La Montagna li ha attesi pazientemente per giorni e loro, i corridori, fino a ieri hanno racimolato energie per arrivare all’appuntamento con Sua Maestà lo Stelvio con forze sufficienti a non esserne sopraffatti, hanno coltivato speranze di vittoria, hanno disegnato tattiche con i propri direttori sportivi.
Poi finalmente il giorno dello Stelvio è arrivato ed ognuno dei corridori alla fine è rimasto da solo a lottare con la Montagna, a scacciare il freddo e l’acido lattico che si accumula sulle gambe, a smanettare sui rapporti per cercare il passo migliore, una corsa con sé stessi oltre che contro gli avversari.
Le tattiche sono venute meno quasi subito, per molti le speranze di vittoria sono svanite presto, sostituite da profonde paure mentre il respiro si fa più affannoso e le gambe sembrano di legno. Prima la paura di non vincere più, poi la paura di restare indietro, infine la paura di naufragare, di andare alla deriva.

E alla fine lo Stelvio, la Cima Coppi di quest’anno, ha pronunciato la sua sentenza severa, senza guardare in faccia a nessuno.
Su quei maledetti ventiquattro chilometri e settecento metri che portano in cima alla Montagna il Giro d’Italia ha cambiato volto e si è scatenato l’inferno.
Ripresi uno ad uno i componenti della solita fuga del giorno, a metà ascesa si è fatto avanti l’australiano Rohan Dennis, tirando come un forsennato a favore del compagno della Ineos Grenadiers Tao Geoghegan Hart.
Il primo a restare indietro è stato Domenico Pozzovivo. Poi è toccato a Jakob Fuglsang cedere il passo, seguito dalla maglia rosa Joao Almeida e da Vincenzo Nibali.
A precedere tutti sulla striscia di asfalto voluta nel 1825 dall’Imperatore d’Austria Francesco I° e disegnata dall’italiano Donegani restano in quattro, le maglie scure della Ineos Grenadiers di Rohan Dennis e Tao Geoghegan Hart e quelle bianche con la striscia nera di Wilco Kelderman e Jai Hindley.
Ai lati la neve, sopra la testa solo cielo grigio e cielo nero.

La forza di Rohan Dennis sembra non finisca mai e ne fa le spese anche Wilco Kelderman, che perde contato dal terzetto. Rohan Dennis, con la sua faccia di pietra dallo sguardo indecifrabile passa per primo sulla Cima Coppi e si getta a capofitto in discesa, pronto a sacrificarsi ancora per il giovane compagno Tao Geoghegan Hart, finché c’è un briciolo di energia.
Quando Rohan Dennis si fa da parte restano solo Tao Geoghegan Hart e Jai Hindley a giocarsi il primato, lungo l’ultima ascesa che porta ai Laghi di Cancano.
Nella volatina Jai Hindley vince sull’inglesino. Terzo arriva Pello Bilbao a quarantasei secondi, Fuglsang si riprende ed arriva quarto a quasi un minuto e mezzo. Wilco Kelderman giunge sul traguardo dopo 2 minuti e 18 secondi e conquista la maglia rosa. Sicuramente l’olandese avrebbe voluto conquistarla in altro modo ma tant’è, stasera il simbolo del primato è suo. Almeida e Nibali arrivano a quasi cinque minuti dal vincitore e scivolano rispettivamente in quinta ed ottava posizione in classifica generale.

Sabato prossimo si replica al Sestriere. Sarà ancora fatica e speranze di vittoria. Sarà ancora freddo, guanti di neoprene e mantelline. Dopo diciotto giorni di corsa solo quindici secondi separano i primi tre della classifica generale.
I loro nomi sono Wilco, Jai e Tao.
Nessuno l’avrebbe detto diciotto giorni fa.
Il ciclismo è bello per questo.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Jai HINDLEY in 6 ore, 3 minuti e 3 secondi
2 – Tao GEOGHEGAN HART s.t.
3 – Pello BILBAO a 46 secondi
4 – Jakob FUGLSANG a 1 minuto e 25 secondi
5 – Wilco KELDERMAN a 2 minuti e 18 secondi

 

CLASSIFICA GENERALE
1 – Wilco KELDERMAN in 77 ore, 46 minuti, 56 secondi
2 – Jai HINDLEY a 12 secondi
3 – Tao GEOGHEGAN HART a 15 secondi
4 – Pello BILBAO a 1 minuto e 19 secondi
5 – Joao ALMEIDA a 2 minuti e 16 secondi
6 – Jakob FUGLSANG a 3 minuti e 59 secondi
7 – Patrick KONRAD a 5 minuti e 40 secondi
8 – Vincenzo NIBALI a 5 minuti e 47 secondi
9 – Fausto MASNADA a 6 minuti e 46 secondi
10 – Hermann PERNSTEINER a 7 minuti e 23 secondi

 

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa
Docidesima tappa
Tredicesima tappa
Quattordicesima tappa

Quindicesima tappa

Sedicesima tappa

Diciassettesima tappa

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