sabato, 24 Ottobre, 2020

Giro d’Italia, Narvaez vince tra pioggia e freddo

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Panni fradici e freddo che si arrampica addosso.
Nient’altro che questo oggi sui corridori nel corso della dodicesima tappa del Giro d’Italia, 204 lunghi chilometri da Cesenatico a Cesenatico.
A tratti, ogni tanto, un principio di calma, l’orizzonte un po’ più chiaro.
Solo breve illusione però. Poi ancora panni fradici e freddo che si arrampica addosso.
Ha vinto Jhonatan Manuel Narváez Prado della Ineos Grenadiers, tra i protagonisti della fuga di giornata.
Da queste parti, sul livello del mare, l’ecuadoriano ha vinto a Riccione il 3 settembre scorso la terza tappa della Settimana Ciclistica Internazionale di Coppi e Bartali, vincendo poi anche la classifica finale.

Avvezzo quindi a vincere sul mare ma nato a tremila metri di altitudine, dove il mare non c’è più da milioni di anni.
Narvaez ha tagliato il traguardo da solo, davanti a Mark Padun (Bahrain McLaren), staccato di poco più di un minuto. I due erano insieme ma poi nel momento decisivo l’ucraino Padun ha forato ed è rimasto indietro senza riuscire a recuperare più. Facevano parte di un drappello di tredici corridori in fuga fin dai primi chilometri che si è dato battaglia sulle strade romagnole mentre il gruppo lasciava fare: oltre ai due citati, François Bidard (Ag2r La Mondiale), Simon Pellaud (Androni Sidermec), Manuele Boaro (Astana), , Cesare Benedetti (Bora Hansgrohe), Joseph Rosskopf (CCC), Jesper Hansen (Cofidis), Simon Clarke (EF Pro Cycling), Albert Torres (Movistar), Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling), Maximiliano Richeze (UAE Team Emirates) ed Etienne Van Empel (Vini Zabù KTM).
I tredici si sono sfidati lungo il percorso senza esclusione di colpi fino a che dopo l’ultimo GPM sono rimasti solo Narvaez e Padun.

Molto più indietro i migliori hanno passato gran parte della giornata a difendersi dal freddo, dalla pioggia e dalla voglia di far bene di Domenico Pozzovivo, che da solo ha scremato il gruppo riducendolo ad un drappello di una ventina di corridori.
E intanto, nel diluvio, ancora panni fradici e freddo che si arrampica addosso.
I migliori sono arrivati insieme dopo otto minuti e mezzo e niente è cambiato in classifica generale, con Joao Almeida ancora in Maglia Rosa.

 

E’ cambiato invece l’umore in mezzo al gruppo.
Tra i corridori c’è preoccupazione per il covid19 e non è cosa da poco.
La squadra statunitense EF Pro Cycling ha depositato una richiesta formale all’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale, per fermare il Giro d’Italia lunedì prossimo, a causa della “chiara compromissione della bolla” nella quale atleti e staff vivono dal giorno della partenza.
L’UCI ha subito respinto la richiesta per il tramite del Presidente David Lappartient: “sappiamo che finire la stagione rappresenta una sfida difficile e sappiamo che per vincerla serve spirito di collaborazione e unità da parte di tutti. Con le misure già previste crediamo nell’obiettivo comune di continuare la competizione nelle condizioni più sicure”.

Anche Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia è ovviamente intervenuto: “la giornata è iniziata con notizie non corrette sulla positività di un gruppo di agenti di polizia (appartenevano alla scorta del Giro E, non di quello dei Professionisti. ndr), tanto è vero che è arrivata una smentita da parte del Ministero degli Interni… il virus c’è e non solo al Giro d’Italia, ma bisogna avere il coraggio di andare avanti seguendo le regole ed operando con serietà. Rispetto le paure e i dubbi dei ragazzi, noi stiamo facendo tutto quanto è nelle nostre possibilità per garantire la sicurezza e la salute. Ma la “bolla di tranquillità” dovrebbero crearla prima di tutto le squadre e coloro che stanno attorno ai corridori”.

In tredici giorni di Giro d’Italia sono state nove le persone risultate positive, tre corridori e sei membri dello staff. Il Giro nei prossimi giorni ha previsto tamponi supplementari ma in gruppo non c’è tranquillità ed arrivare in sicurezza a Milano sarà complicato.
E poi … e poi oggi ci sono questi panni fradici, questo freddo che si arrampica addosso…

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Jhonatan NARVAEZ in 5 ore, 31 minuti e 24 secondi
2 – Mark PADUN a 1 minuto ed 8 secondi
3 – Simon CLARKE a 6 minuti e 50 secondi
4 – Joseph ROSSKOPF a 7 minuti e 30 secondi
5 – Simon PELLAUD a 7 minuti e 43 secondi

 

Prima tappa

Seconda tappa

Terza tappa

Quarta tappa

Quinta tappa

Sesta tappa

Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa

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