venerdì, 23 Ottobre, 2020

Giro d’Italia, Peter Sagan è tornato. Almeida sempre in rosa

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Signore e Signori Peter Sagan è tornato. E’ tornato tagliando per primo il traguardo della decima tappa del Giro d’Italia a Tortoreto Lido, dopo 177 chilometri di corsa, molti dei quali trascorsi in fuga. Oggi Peter Sagan ha vinto per la cento quattordicesima volta in carriera, interrompendo un lungo digiuno che durava dal luglio 2019.

Sembrava una maledizione, innumerevoli i secondi posti, a volte per qualche millimetro, per un respiro, per un colpo di reni.
La fuga con Sagan parte con difficoltà, la squadra della Maglia Ciclamino Arnaud Démare non lo vuole mollare ma lui ed i suoi compagni di avventura alla fine ce la fanno e scappano via.
Lo slovacco fugge verso il traguardo insieme a Filippo Ganna e Ben Swift della Ineos Grenadiers, a Davide Villella e Dario Cataldo della Movistar, a Simon Clarke della EF Pro Cycling e Jhonatan Restrepo, maglia bianca e rossa della Androni Sidermec.

Peter Sagan cavalca su e giù per i Muri del Teramano davanti a tutti, spingendo in punta di sella per avere la meglio su quelle salite brevi e molto intense, ripide ed impegnative. Muri che stroncano il fiato e le gambe, che non concedono un attimo di sollievo: la salita di Colonnella (pendenza media al 10% con punte al 18%) seguita a breve distanza dal muro di Controguerra (24%) e dall’ascesa per due volte alla collina dove sorge Tortoreto, affrontando la strada da due versanti diversi (comunque sempre tra il 18 ed il 20% di pendenza).
Tutto questo negli ultimi quaranta chilometri. Strade strette che attraversano un paesaggio fatto di olivi e campi arati, cipressi, qualche pianta di fico e bassi cespugli.
Ad uno ad uno, chilometro dopo chilometro i compagni di fuga si staccano tutti e Sagan rimane da solo, lasciandosi indietro sull’ultimo strappo l’unico rimasto ancora al suo fianco, il britannico Ben Swift.

Dietro, nel gruppo dei big, il guerriero Domenico Pozzovivo prima, la Maglia Rosa Joao Almeida e Wilco Keldermann dopo provano ad attaccare ma non riescono a staccare nessuno. Ci riesce il basco Pello Bilbao che ad un certo punto sembra persino in grado di riportarsi su Peter Sagan.
Niente da fare, Peter Sagan oggi ha una marcia in più, Peter Sagan oggi se ne infischia anche della pioggia che rende le strade viscide e le discese pericolose.
Vincenzo Nibali invece corre in difesa e riesce a rimanere con i migliori fino alla fine. Lo Squalo non si vede mai davanti a tutti e quando si intravede in mezzo agli altri sembra arrancare un po’.
La vittima del giorno è Jakob Fuglsang, che perde un minuto e quindici dai primi in classifica generale.

Il danese fora la ruota posteriore in uno dei momenti clou della tappa e non riesce a rientrare.
Fuglsang è al primo posto nella speciale classifica della sfortuna e qualcuno stasera dovrebbe salire sui Monti della Laga, tra i magici paesi annidati sull’Appennino, a cercare un amuleto da cucirgli addosso per le prossime tappe, da portare in bici insieme alla borraccia ed ai gel energetici.
A causa del coronavirus alla partenza di Lanciano non si sono presentate due squadre, la Jumbo-Visma di Kruijswijk e la Mitchelton-Scott. Non è partito neppure uno che oggi avrebbe potuto ben figurare, l’australiano della Sunweb Michael Matthews, positivo al tampone.
Quando Peter Sagan percorre gli ultimi metri, prima di superare la striscia bianca alza braccia ma non le porta subito al cielo, prima usa le mani per sollecitare l’applauso e come un direttore d’orchestra usa la mano destra per battere il tempo.
Poi finalmente taglia il traguardo
Signore e Signori Peter Sagan è tornato.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Peter SAGAN in 4 ore, 1 minuto e 56 secondi
2 – Brandon MC NULTY a 19 secondi
3 – Joao ALMEIDA a 23 secondi
4 – Ben SWIFT – s.t.
5 – Jai HINDLEY – s.t.

 

Prima tappa

Seconda tappa

Terza tappa

Quarta tappa

Quinta tappa

Sesta tappa

Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa

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