venerdì, 20 Settembre, 2019

Giro d’Italia. Vince il basco Pello Bilbao. Conti resta in Rosa

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Nei vecchi paesi dell’Appennino abruzzese da sempre le case si fanno coraggio a vicenda, sostenendosi l’un l’altra, ma questo purtroppo nel 2009 non è bastato, quando il terremoto le ha sbriciolate, quando il sisma ha cancellato i sogni e le vite di tanti: 309 vittime, 1.600 feriti.
A distanza di dieci anni a L’Aquila resta ancora tanto da fare, anche nella ricostruzione immateriale, quella delle anime ferite, quella di gente che si porterà per sempre la paura dentro.

Eppure oggi la città abruzzese ha accolto il Giro tinta di rosa, bellissima, ed i corridori gli sono andati incontro a tutta birra, velocissimi fin dall’inizio, alla media di 45 chilometri orari, nonostante i 2.000 metri di dislivello.
Ha vinto meritatamente Pello Bilbao López de Armentia, nome suggestivo, maglia azzurra Astana, che ha piazzato una stilettata formidabile ad un chilometro e mezzo dall’arrivo e che non è stato più ripreso da coloro che avevano condiviso con lui una fuga durata molti chilometri. Eppure Formolo e Cattaneo ci hanno provato generosamente. Niente da fare, oggi il corridore dell’Astana era il più forte. Secondo l’esperto Tony Gallopin. Terzo Formolo.
Pello Bilbao Lopez de Armentia, è professionista dal 2011, quando la strada sale si esalta, viene dai Paesi Baschi, viene da Guernica, altra città a cui è rimasta addosso la polvere delle macerie, rasa al suolo dal primo bombardamento aereo che la storia ricordi, nell’aprile 1937, ad opera degli aerei tedeschi della Legione Condor, unità volontaria della Luftwaffe. Picasso ha immortalato l’evento nella maestosa opera che tutti conoscono.
Tappa insidiosa e difficile, affrontata dai girini con grande determinazione fin dai primi chilometri. Valerio Conti alla partenza di Vasto sfoggia la sua bella maglia rosa ma presto si rende conto che non sarà così facile indossarne una pulita anche stasera.
Nei dodici corridori che infine riescono ad avvantaggiarsi infatti c’è anche Rojas, secondo in classifica generale a poco più di 2 minuti. La sporca dozzina è composta da atleti d’esperienza avvezzi alla fatica, sono Pedrero, Rojas, Gallopin, Cattaneo, Pello Bilbao, Zeits, Formolo, McCarthy, Plaza, De Gendt, Hamilton, Henao.

E vanno, vanno. Ad un certo punto Rojas diventa anche maglia rosa virtuale.
La UAE Emirates di Conti cerca collaborazione per limitare il distacco, Ulissi e Consonni tirano in testa al gruppo ed ogni tanto gettano sguardi supplichevoli ai colleghi delle altre squadre, che però ignorano le richieste di aiuto. Roglic si disinteressa di quello che accade, con la testa è già a San Marino, alla cronometro di domenica che sembra disegnata apposta per lui.
Magari mentre pedala rimugina anche sul ritiro odierno del suo miglior luogotenente, Laurens De Plus, che stamani è stato costretto a fare i bagagli e ad abbandonare la corsa a causa di una forte infenzione alla gola.

Problemi sanitari anche in casa Nibali, Pozzovivo si sta riprendendo dai postumi della caduta dell’altro giorno e Damiano Caruso ha la febbre.
Almeno chi sta male non ha dovuto combattere la pioggia ed il freddo che ha perseguitato i ciclisti nei giorni scorsi ed ha potuto trovare sollievo al tepore di un sole che è tornato ad accompagnare la corsa.

Ackermann stasera veste ancora la maglia ciclamino di leader della classifica a punti e Gaviria, che poteva provare ad insidiarlo, si è ritirato oggi per colpa di un ginocchio dolente.
Nelle altre classifiche italiani protagonisti. Ciccone non si stacca più dalla maglia azzurra dei GPM, Giovanni Carboni ha indossato anche oggi quella bianca di miglior giovane.

La classifica generale

La classifica di tappa

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