martedì, 24 Novembre, 2020

Giro d’Italia, vince lo sloveno Jan Tratnik, niente cambia per i big

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Chi parte da Venezia, dopo un viaggio di due ore (se prende l’accelerato, magari quello del sabato sera, pieno di studenti e di operai) giunge al limite del Veneto e, per dissolvenza, entra nel Friuli. Il paesaggio non sembra mutare, ma se il viaggiatore è sottile, qualcosa annusa nell’aria. È cessata sulla Livenza la campagna dipinta da Palma il Vecchio e da Cima. Le montagne si sono scostate, a nord, e appiattite a colorare il cielo di un viola secco, con vene di ghiaioni e nero di boschi appena percettibile contro il gran velame; e il primo Friuli è tutto pianura e cielo. Poi si infittiscono le rogge, le file dei gelsi, i boschetti di sambuchi, di saggine, lungo le prodaie. I casolari si fanno meno rosei, sui cortili spazzati come per una festa, coi fienili tra le cui colonne il fieno si gonfia duro e immoto. Ma è specialmente l’odore — che flotta dentro lo scompartimento svuotato — a essere diverso. Odore di terra romanza, di area marginale. Sulla dolcezza dell’Italia moderna c’è come il rigido, fresco riflesso di un’Italia alpestre dal sapore neolatino ancora stupendamente recente
(Pier Paolo Pasolini)
I corridori del Giro d’Italia oggi si sono rincorsi su è giù per 229 chilometri, da Udine a San Daniele del Friuli, al cospetto delle Prealpi Giulie, con castelli coperti d’edera e ville gentilizie a fare da spettatori immobili.

Hanno pedalato su tre gpm mediamente impegnativi ed un circuito finale attorno a San Daniele del Friuli con il Muro del Castello di Susans da scalare (circa un chilometro con pendenze fino al 16%) e il Monte Ragogna da affrontare due volte (2,8 chilometri al 10,4% medio con punte del 16%). Gli ultimi tre chilometri li hanno percorsi nell’abitato di San Daniele del Friuli, affrontando alcuni strappi che li hanno portati all’ultimo chilometro, quando hanno scalato con il fiato in gola il muro di via Sottomonte (max 20%) e affrontato finalmente il rettilineo finale.
Ha vinto lo sloveno Jan Tratnik, che ha regalato alla Bahrain McLaren la prima vittoria di tappa in questa edizione del Giro d’Italia.

Jan Tratnik ha dapprima indovinato la fuga giusta, insieme ad altri ventotto avventurieri, e poi ha saputo restare davanti con il solo australiano Ben O’Connor, compagno di squadra del nostro Domenico Pozzovivo, lasciato indietro nelle ultime centinaia di metri.
I big sono arrivati a quasi tredici minuti, con la maglia rosa Joao Almeida che ha guadagnato 2 miseri secondi su tutti gli altri scattando negli ultimi metri, con uno spunto patetico e dispendioso.
Dopo l’arrivo, esausto e felice, l’ennesimo sloveno vincitore sui traguardi delle grandi corse, ha dichiarato ai microfoni RAI: “Ho ancora bisogno di tempo per rendermi conto di cosa ho fatto. Ho vinto in un modo speciale, partendo da lontano. Oggi è stata veramente dura, non credevo che ce l’avrei fatta, ma devo dire che sono andato fortissimo oggi. Ho avuto una buona condizione per tutto il Giro, aiutando Pello Bilbao a curare la classifica, oggi mi hanno dato la chance di andare in fuga, è stato perfetto. Una vittoria di tappa è importante per noi, sono felice di averla ottenuta io”.
Stamani, alla partenza di Udine, il Giro d’Italia ha perso il colombiano Fernando Gaviria, risultato positivo al test covid19.
La Uae Emirates ha rilasciato un comunicato dichiarando che Gaviria è asintomatico e sta bene.
Purtroppo per lui, occorre rilevare che il colombiano già nel marzo scorso era risultato positivo al virus.

A Fernando Gaviria i migliori auguri, agli spettatori che da domani si porteranno sulle montagne del Giro d’Italia la raccomandazione di usare la mascherina e rispettare le distanze, anche dai corridori, che avranno il fiato corto e saranno particolarmente vulnerabili.
Prima di lasciare San Daniele del Friuli c’è il tempo di gustare il famoso prosciutto di San Daniele, accompagnato da un tajut (un calice di vino).
A dire il vero ci sarebbe anche l’acquavite, da secoli distillata con perizia in tutta la zona.
Era infatti il 1451 quando, nell’inventario dei beni del neo defunto Everardo da Cividale, notaio della cittadina friulana, compare “unum ferrum ad faciendam acquavitem”, un “ferro” per produrre acquavite.
E allora vada anche per un brindisi con un buon bicchiere di distillato, magari di grappa, perché, come si dice in Friuli: “No varin mica di lassâsi come cjans!” ovvero “Non possiamo mica lasciarci come i cani!”
A domani

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Jan TRATNIK in 6 ore, 4 minuti, 36 secondi
2 – Ben O’CONNOR a 7 secondi
3 – Enrico BATTAGLIN a 1 minuto e 14 secondi
4 – Kamil MALECKI s.t.
5 – Ben SWIFT s.t.

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa
Docidesima tappa
Tredicesima tappa

Quattordicesima tappa

Quindicesima tappa

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