sabato, 24 Ottobre, 2020

Giro d’Italia, Vincenzo Nibali cede e Joao Almeida resiste

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La tappa odierna è partita dalla Base Aerea di Rivolto, il luogo da cui decollano gli Aermacchi delle Frecce Tricolori, che disegnano strisce verdi bianche e rosse nei cieli del mondo.
Dalla Base Aerea di Rivolto i tifosi italiani di ciclismo attendevano però il decollo di altre frecce tricolori, non gli aviogetti della pattuglia acrobatica ma le Trek e le Bmc a pedali di Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo.
Invece, sull’ultima lunga salita che porta a Piancavallo, dopo 170 chilometri di corsa, Nibali e Pozzovivo non sono riusciti a tenere il ritmo dei migliori, sono rimasti indietro neppure a metà salita, sfiancati dalle pedalate potenti e regolari dei corridori della Sunweb, impegnati a favorire l’attacco alla maglia rosa Joao Almeida da parte del loro capitano Wilco Keldermann.

Il ritmo imposto dalla Sunweb nei 15 chilometri dell’erta finale ha messo presto in difficoltà tutti gli uomini di classifica più attesi ed ha portato alla ribalta l’olandese Wilco Keldermann, secondo sul traguardo di Piancavallo e stasera staccato di soli 15 secondi dalla maglia rosa Almeida.
Ha vinto meritatamente il britannico Tao Geoghegan Hart, rimasto fino all’ultimo a ruota dell’altro protagonista del giorno, il giovane australiano Jai Hindley, compagno di squadra di Keldermann.
Quando Geoghegan Hart si è alzato sui pedali la progressione di Keldermann e Hindley non è servita a niente, troppo veloce il britannico con le lentiggini ed i capelli rossi.
Geoghegan Hart corre per la Ineos Grenadiers e quest’anno, dopo il ritiro forzato del capitano Geraint Thomas, è libero di giocarsi le sue carte per la classifica generale.
E’ nato 25 anni fa ad Hackney, un borgo nella parte nord est di Londra. La sua prima gara in sella ad una bicicletta l’ha disputata da ragazzino all’Herne Hill Velodrome, costruito per i Giochi Olimpici del 1948, intriso di storie leggendarie. Con la vittoria odierna è salito al quarto posto in classifica generale e da domani proverà anche lui ad entrare nella storia, quella del Giro d’Italia.
Geoghegan Hart è preceduto al terzo posto della classifica generale da un altro nome sconosciuto ai non addetti, l’australiano ventitreenne Jai Hindley, vincitore nel gennaio scorso dell’Herald Sun Tour 2020.
Hindley oggi ha corso per Keldermann salendo fino a Piancavallo in prima posizione, imponendo ai migliori un’andatura cui Nibali & C. non hanno resistito.
Anche la maglia rosa Joao Almeida si è trovato in difficoltà a seguito del gran ritmo imposto da Hindley, si è staccato ma non è crollato, si è attaccato alla strada con disperazione cercando di tenere il rapporto ed alla fine è riuscito a mantenere ancora la maglia del primato.

La nuova generazione di campioncini per il momento ha messo da parte i veterani, li ha lasciati indietro in classifica generale. Ma Vincenzo Nibali, Domenico Pozzovivo, Jakob Fuglsang, Rafal Majka hanno l’orgoglio e l’esperienza che gli consente di coltivare ancora speranze di vittoria. Sanno che la strada che porta a Milano è lunga e piena d’insidie e forse temono più Keldermann che Almeida, più Keldermann che Geoghegan Hart e Hindley
Wilco Keldermann infatti è un corridore completo, un atleta che le telecamere inquadrano poco ma che in queste quindici tappe è sempre stato alle costole dei migliori. Ha ventotto anni ed è professionista dal 2012. Nel 2017 chiuse al quarto posto la classifica generale della Vuelta, a soli 24 secondi dal vincitore. Da allora tanti problemi fisici ne hanno condizionato il rendimento.
Per Keldermann quest’anno, quest’anno pazzo, sembra finalmente quello buono per lottare fino all’ultimo per la vittoria in un grande giro.

Domani il Giro riposa, il giorno dopo torna sulla strada a fare sul serio, affrontando tappe molto dure.
La notte scorsa una spruzzata di neve ha imbiancato Piancavallo, per ricordare a tutti che l’inverno è alle porte.
Da martedì ci sono le montagne di Forcella Valbona ed il Monte Bondone, ci sono Madonna di Campiglio, lo Stelvio (Cima Coppi) ed i Laghi di Cancano, c’è il Colle dell’Agnello, l’Izoard ed il Sestriere.
Sono salite mitiche sulle quali per oltre cento anni si sono arrampicati e sfidati tutti i più grandi campioni, sono montagne che hanno assistito a gesta leggendarie ed imprese folli, a fughe solitarie ed inseguimenti disperati.
Sono luoghi dove si respira l’essenza del ciclismo.
Quelle montagne attendono di vedere nuove gesta da raccontare ma attenzione, quest’anno sarà più difficile, l’inverno è alle porte.

 

ORDINE DI ARRIVO
1 – Tao GEOGHEGAN HART in 4 ore 58 minuti 52 secondi
2 – Wilco KELDERMANN a 2 secondi
3 – Jai HINDLEY a 4 secondi
4 – Joao ALMEIDA a 37 secondi
5 – Rafal MAJKA a 1 minuto 22 secondi
6 – Patrick KONRAD a 1 minuto 29 secondi
7 – James KNOX a 1 minuto 36 secondi
8 – Pello BILBAO st
9 – Jakob FUGLSANG st
10 – Vincenzo NIBALI st

 

GENERALE CLASSIFICA

1 – Joao ALMEIDA
2 – Wilco KELDERMANN a 15 secondi
3 – Jai HINDLEY a 2 minuti 56 secondi
4 – Tao GEOGHEGAN HART a 2 minuti 57 secondi
5 – Pello BILBAO a 3 minuti 10 secondi
6 – Rafal MAJKA a 3 minuti 18 secondi
7 – Vincenzo NIBALI a 3 minuti 29 secondi
8 – Domenico POZZOVIVO a 3 minuti 50 secondi
9 – Patrick KONRAD a 4 minuti 9 secondi
10 – Fausto MASNADA a 4 minuti 12 secondi

Prima tappa
Seconda tappa
Terza tappa
Quarta tappa
Quinta tappa
Sesta tappa
Settima tappa
Ottava tappa
Nona tappa
Decima tappa
Undicesima tappa
Docidesima tappa
Tredicesima tappa

Quattordicesima tappa

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